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Libiam nei lieti calici

Si scrive Girofle, si legge (e si beve alla grande) Garofano. Un rosato da colpo di fulmine

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Girofle 003

Sentite ammé. Non privatevi del piacere, per gli occhi e per l’intelligenza, di dare un’occhiata, ma se siete lettori di questo blog sono certo lo stiate già facendo, a quello che pian piano si sta rivelando come il più bel portale dell’eno-gastronomia italiana, del food & wine.
Sto parlando di quella “scommessa” che quel genietto di Stefano Caffarri sta lentamente ed inesorabilmente vincendo (con l’editore che ha creduto in lui e nel suo progetto) che risponde al nome de Il cucchiaio d’argento. Ci sono tante belle cose, stuzzicanti, intriganti, divertenti, impaginate con una cura dell’editing davvero rara (però i testi allineati sarebbero più belli Stefano…) per il wine&food Web, da leggere.
A voi, se siete dei golosi, l’imbarazzo della scelta. Io mi permetto di suggerirvi, se non vi siete rotti le scatole di leggermi qui e sul blog fratello Lemillebolleblog, quanto ho scritto, nella mia rubrica dei vini rosati (fermi e con le “bollicine”) su quello che considero, il migliore rosato pugliese, ergo uno dei migliori rosati d’Italia. E del mondo.
Un capolavoro di eleganza, finezza, calibrata energia, un vino che annata dopo annata non sbaglia mai un colpo, e ci conquista anche se, come è capitato a me, lo stappo e me lo godo, perbacco se me lo sono goduto!, non in primavera o in una solare accaldata estate salentina, o in un autunno trascorso chissà dove, ma in un freddissimo, nebbioso inverno orobico. Quando il ricordo dei colori, dei profumi, dei sapori pugliesi diventa non so se consolatorio o crudele.
Allora leggetevi qui e fatemi sapere cosa ne pensate (soprattutto se avete la fortuna di procurarvene una bottiglia) di questo meraviglioso Salento rosato 2011 Girofle, l’ennesima prova d’autore dell’insuperato (insuperabile?) principe degli enologi attivi nella splendente terra di Puglia, il Maradona del Negroamaro, il Messi dei rosati, l’ineffabile, arguto, saggio Severino Garofano.
Coadiuvato alla grande nella sua Azienda Monaci posta in agro di Copertino, dalla sua bellissima famiglia, la dolcissima moglie Teresa ed i figli, ormai maturi e fatti grandi e in gamba, Renata e Stefano.
Un vino da colpo di fulmine, a prima vista e primo “naso”. Un rosato da tutti in piedi, standing ovation, chapeau!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

una cosa mi pare certa, da qui al prossimo 24-25 febbraio: occorre Fare per fermare il declino!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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silvana
8 anni fa

Bella pure l’etichetta…Un rosato “per fermare il declino?” O per risalire la china?

giusy andreacchio
giusy andreacchio
8 anni fa

Lo conosco molto bene questo vino che, come afferma Franco, penso sia uno dei migliori rosati del mondo…ottimo davvero, colpisce per il concentrato di frutta rossa e per il meticoloso bilanciamento di tutti i suoi componenti….e poi si apprezza ancora di piu’ se si ha modo di conoscere la stupenda, cordiale e professionalissima famiglia Garofano!!!

silvana biasutti
8 anni fa

…perché il vino porta con sé tutto il proprio mondo, a cominciare dalla personalità di chi lo fa, oltre alla terra in cui la vigna cresce. Così semplice questa osservazione di GA e così chiara….

federica
federica
7 anni fa

sapete dirmi qual’è la gradazione alcolica?

franco ziliani
franco ziliani
7 anni fa
Reply to  federica

13 gradi

Tendenza

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