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Trovato il colpevole dell’attentato a Case Basse? Annunciata per domani a Siena una conferenza stampa

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Domani mattina a Siena, come riferisce il sicuramente ben informato (soprattutto su cose ilcinesi) sito Internet Wine News è annunciata alle 12 nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siena, una conferenza stampa relativa alle indagini sul misterioso attentato criminale contro la cantina Case Basse di Gianfranco Soldera, alla quale sarà presente anche il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siena, Aldo Natalini, colui che ha seguito da vicino la triste vicenda.
E’ dunque probabile una svolta nelle indagini condotte da tre squadre di investigatori (Comando dei Carabinieri di Siena e Stazione di Montalcino) e l’annuncio, atteso da giorni dopo che Panorama on line aveva ipotizzato la responsabilità diretta di un ex dipendente, dell’individuazione del colpevole del folle gesto.
Questo blog spera davvero che si metta la parola fine alla vicenda e che il responsabile venga assicurato alla giustizia. Sarà mia cura informare i lettori su quello che verrà annunciato domani, anche se purtroppo, date le distanze sarò oggettivamente impossibilitato a partecipare, come vorrei tanto, alla conferenza stampa.
Da parte mia quanto avevo da dire su questa tristissima vicenda l’ho già chiaramente espresso, in questo post pubblicato mercoledì 12 e non ho nulla da aggiungere o da rettificare.
A parlare dell’ipotesi di un “atto mafioso” per primo, non dimentichiamolo, è stato, come ha scritto il Corriere della Sera, lo stesso Gianfranco Soldera. E sono stati tanti, non solo in Italia, ma all’estero, a considerare plausibile che lo “spirito” e la “filosofia” di questo gesto di intolleranza fossero di stampo mafioso.
Senza per questo definire o tacciare di “mafiosi” i cittadini di Montalcino o ipotizzare che a Montalcino si trovasse una “filiale” di qualche organizzazione della criminalità organizzata…
Questo per la precisione.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Andrea Sbarbaro

    17/12/2012 at 21:02

    Mafia, mafia, mafia, mafia, ma quando vi pulirete la bocca con questa parola? Inutile giustificarsi come ha fatto in questo post!

    • franco ziliani

      17/12/2012 at 21:03

      io non mi sono giustificato affatto e non ho alcuna intenzione di farlo Signor Sbarbaro

    • Fabrizio Ferriani

      18/12/2012 at 10:44

      Concordo con Sbarbaro..A volte bisognerebbe aspettare prima di scrivere solo per fare lo scoop o il cattedratico…

      • franco ziliani

        18/12/2012 at 10:49

        Ferriani, nessuno scooop o ragionamenti ex cathedra. Solo riflessioni ad alta voce. Come ne hanno fatte in tanti su quel gesto criminale, in Italia e nel mondo.
        Se state cercando un “mostro” da additare al pubblico ludibrio state sbagliando di grosso

        • Fabrizio

          18/12/2012 at 11:10

          Si figuri, nessun “mostro”. Il blog a me piace e lo seguo, mi piace il suo stile che unisce esperienza, competenza a un quid cattedratico (se lo lasci dire). Secondo me lei, come tanti altri colleghi a cui ho scritto, siete saltati troppo presto alle conclusioni, tutto qua. Buon lavoro!

          • franco ziliani

            18/12/2012 at 11:14

            va bene Fabrizio, cercherò di scendere dalla cattedra e grazie per la cortesia del suo rilievo. Se questa é la percezione dell’esterno, e se do un’idea del genere (che non mi piace e non corrisponde alle mie intenzioni e al mio modo di parlare di vino dialogando con chi mi legge) vedrò di modificare qualcosa. Ma per il resto mi affido ad una meravigliosa canzone scritta nel 1956 (mio anno di nascita) composta da Charles Dumont con parole di Michel Vaucaire e resa immortale da Edith Piaf: http://www.youtube.com/watch?v=Q3Kvu6Kgp88

  2. Paolo Boldrini

    18/12/2012 at 10:24

    Inizia a trapelare qualche notizia su un possibile responsabile della vicenda. Certo che, se le cose fossero andate come sembrerebbe, solo una persona non nel pieno delle sue facoltà mentali, in quel momento, potrebbe aver compiuto un gesto simile…!

  3. Daniele

    18/12/2012 at 10:42

    “Sarebbe un ex dipendente il responsabile dell’atto vandalico compiuto nei giorni scorsi nelle cantine della ditta vinicola Case Basse di Montalcino (Siena), quando ignoti hanno versato nelle fogne 600 ettolitri di Brunello, danneggiando irreparabilmente la produzione dell’azienda guidata da Gianfranco Soldera. L’uomo, Andrea Diggisi, avrebbe compiuto l’atto vandalico per vendetta dopo essere stato licenziato.”
    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/toscana/articoli/1073735/siena-preso-lattentatore-del-brunelloex-dipendente-per-vendetta-butta-60mila-litri.shtml
    e
    http://www.sienafree.it/montalcino/43609-brunello-nelle-fogne-arrestato-ex-dipendente
    e
    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/18-dicembre-2012/brunello-fogne-arrestato-ex-dipendente-2113211281031.shtml

  4. Daniele

    18/12/2012 at 10:43

    Questo l’ha fatta davvero grossa…peggio per lui

  5. silvana

    18/12/2012 at 11:31

    “Mostro” -semmai – è colui che ha commesso il fatto. E mi chiedo in quale brodo culturale possa essere vissuto, per pensare a una “vendetta” così smisurata (anche economicamente). (Senza concedere alcunché all’idea di vendetta, che contiene sempre un ingrediente di profonda ignoranza).

  6. Roberto Giuliani

    18/12/2012 at 13:46

    A me il comunicato del consorzio non piace molto per il suo tono e le sue allusioni:a chi si riferisce e che razza di modo di comportarsi è?
    COMMENTO DEL SINDACO DI MONTALCINO
    E DEL CONSORZIO DEL BRUNELLO DI MONTALCINO
    SUI RISULTATI DELL’INDAGINE PER I DANNI ALL’AZIENDA CASE BASSE

    In merito alle indagini sull’atto vandalico che ha colpito duramente Gianfranco Soldera e l’Azienda Case Basse, il sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli e il presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci – a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione del Consorzio – sottolineano come “ad oggi le evidenze presentate dalle forze dell’ordine confermano quanto già espresso dal Consorzio e dai rappresentanti istituzionali della comunità montalcinese e cioè che si sia trattato di un atto vile ed inqualificabile totalmente estraneo alla cultura ed ai valori del territorio montalcinese che a sua volta ne è stato vittima indiretta in quanto colpendo una delle sue eccellenze più conosciute di fatto ha danneggiato tutto il sistema dei produttori”.

    “Ciò – prosegue Bindocci – mi porta anche a ribadire la nostra condanna di coloro che, a vario titolo, in modo cosciente e del tutto arbitrario, hanno voluto ricondurre quanto accaduto ad ipotesi criminali o vendette tra produttori, danneggiando consapevolmente l’immagine di Montalcino e, con essa, di uno dei più prestigiosi prodotti del Made in Italy nel mondo”.

    Per il sindaco Franceschelli e il Presidente Bindocci “questo ovviamente non diminuisce la gravità della vicenda che, al di là di letture fantasiose e strumentali di cui nelle sedi opportune si chiederà conto, rimane un atto inaccettabile che ha colpito duramente un produttore stimato e conosciuto come Gianfranco Soldera, cui confermiamo tutta la solidarietà dei produttori, solidarietà che da sempre rappresenta un grande valore di questo territorio”.

    “Desideriamo infine ringraziare le forze dell’ordine – concludono – per la celerità e competenza con cui hanno portato a termine le indagini, dissipando così ogni lettura tendenziosa dei fatti e ridando serenità al territorio che da sempre presidiano con grande efficienza”.

  7. franco ziliani

    21/12/2012 at 11:37

    lo che che oggi é la fine del mondo, ma torno a ripetere il mio interrogativo, lo farò anche nei prossimi giorni, se il mondo sarà sopravvissuto, come un mantra:

    un appello ai lettori di Vino al vino che siano esperti di cose legali, magari a qualche avvocato. Qualcuno é in grado di farci capire, secondo le leggi vigenti, che condanna rischia il presunto colpevole dell’attentato a CaseBasse?
    Quanto tempo, se condannato, rimarrà in carcere?
    E siamo sicuri che rimanga in carcere in attesa che si celebri il processo?
    Non c’é il rischio che magari, con delle attenuanti generiche, o il ricorso all’infermità di mente, il poveretto, che a me fa una gran pena, anche se non trovo alcuna possibile attenuante o scusante al suo folle gesto, resti in galera un brevissimo periodo e poi se ne esca “tranquillo”, con sulla coscienza il peso fortissimo del suo gesto?
    Che qualcuno, se é in grado di farlo, mi e ci faccia capire…
    E’ un interrogativo, questo, che non mi dà pace

  8. Pingback: C’è un giudice a Berlino, anzi, a Milano e gli piace il Brunello libero di parlare! | Blog Vino

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