Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa
My Wine Notes

Enoriflessioni

Niente grandi bottiglie per il Natale! Spassosi consigli di un wine writer texano

Pubblicato

il

Spassosissimo il commento che un wine writer che mi piacerebbe molto conoscere dato il suo formidabile sense of humour, ovvero Gus Clemens, wine columnist del San Angelo Standard-Times e wine blogger, autore di una serie di libri e proprietario della Clemens & Associates, un’agenzia di pubblicità e marketing, ha proposto sul quotidiano texano nell’imminenza del Natale.
State aspettando frementi l’arrivo del 25 dicembre, della cena della vigilia, di Santo Stefano, per saccheggiare il sancta sanctorum delle vostre cantine, le bottiglie speciali che avete riservato per le Grandi Occasioni?
Insomma, come ha detto qualcuno con grande finezza, a festeggiare da splendidi e senza risparmio alcuno, con il botto?
Contrordine! Gus Clemens, in questa spassosissima column, vi spiega che non è il caso, che forse è meglio riservare le Grandi Bottiglie ad occasioni diverse perché, sostiene “il vostro pranzo di Natale è un grande momento per il vino, ma non il momento adatto per i grandi vini”.
Si sa difatti come va in queste occasioni, ai pranzi di Natale, solitamente molto frequentati, s’incontra di tutto, gente che condivide con voi il culto di Bacco e astemi, persone che preferiscono, dice Clemens, la birra o le bevande alcoliche.
Persone distratte, in procinto di andare a Messa, protagonisti di un “dramma” con molte variazioni e distrazioni possibili. Nessuna di queste persone rischia di essere seriamente interessata a gustare convenientemente lo Châteauneuf-du-Pape (o il Barolo, il Barbaresco, il Brunello di Montalcino, il Super Tuscan o chissà cosa) che avete scrupolosamente conservato in cantina da dieci anni oppure un costoso e blasonato Cabernet sauvignon premium price californiano.
Si tratta di bottiglie fantastiche che meritano di essere poste al centro dell’attenzione e delibate “con rispetto se non pure reverenza”. Non è questo lo scenario di un evento festoso, rumoroso, un po’, direbbero a Roma, caciarone. Meglio dunque riservare le Grandi Bottiglie ad occasioni più intime e ad amici veramente conoscitori di vino.
Le festività natalizie e la cucina (vogliamo parlarne?) proposta in queste occasioni richiede vini di medio livello, vini abbordabili anche a livello di prezzo, tipo uno White Zinfandel, adatto alla zia Midge, o un Pinot grigio perfetto per Sally Sue, che ha appena compiuto 21 anni.
E se si tratta di un pranzo per il quale ogni invitato prepara un piatto, allora considerate, in un ottica sicuramente democratica ma eno-confusionaria, di consentire a chiunque di portare la propria bottiglia, purché il limite di prezzo sia contenuto nei 20 dollari massimo.
Consigli, quelli di Gus Clemens, che potrete anche considerare sbrigativamente, se vorrete, come una simpatica “americanata”, che dimostra tra l’altro in quale bassa considerazione sia tenuto il nostro amatissimo Pinot grigio…
Ma sono osservazioni, espresse con un garbo e un’ironia considerevoli, che, siamo sinceri!, valgono benissimo anche da noi, Enotria tellus, terra di poeti, santi, navigatori, commissari tecnici della nazionale di calcio e ovviamente conoscitori di vino…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
Fai click per commentare

0 Commenti

  1. Rinaldo

    22/12/2012 at 15:31

    Condivido totalmente.
    Mi sento addirittura precursore di tale suggerimento, in quanto già da tempo opero in tal senso, in occasione delle festività.
    A me il post di Clemens appare realista e pragmatico.
    Un consiglio che l’appassionato intenditore può tenere in debito conto.
    Tutt’altro che un’americanata a me pare.
    Così come nell’indicazione di alcune tipologie, non vedo un intento per così dire denigratorio nei loro confronti, ma un semplice ed utile consiglio per l’acquisto.

  2. Alban

    24/12/2012 at 21:34

    Thank you for posting this. I completely agree although not all Christmas parties are made equal.

    As far as Pinot Griggio I do believe a Santa Margherita IS the perfect gift for Sally Sue

    Un buon Natale a tutti ….

  3. Adriano

    24/02/2013 at 17:48

    Sono assolutamente daccordo.Sono anni ormai che condivido i grandi vini con veri appassionati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy