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My Wine Notes

Indiscrezioni

La Versa prossima ad entrare nell’orbita di Caviro? Dal Duca Denari al Tavernello, che percorso!…

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Premesso che il rispetto per entrambe le aziende vinicole citate è giusto e doveroso, visto che il mondo della produzione di vino non è fatto solo da Romanée-Conti e Krug, da Giacomo Conterno e Case Basse, ma è anche appannaggio (i numeri ed i volumi lo testimoniano pesantemente) di grandissime aziende e realtà cooperative, eppure, quando ho letto qualche tempo fa sulla news letter quotidiana “Tre bicchieri” del Gambero rosso, in questa uscita, che la Cantina La Versa di Santa Maria La Versa, nel cuore dell’Oltrepò Pavese potrebbero essere acquistate da Caviro, mi ha preso una gran malinconia.
Perché passare, con una onorevole storia centenaria alle spalle, dai fasti e da una forte immagine dovuta all’azione illuminata del Duca Antonio Giuseppe Denari, che “fu fra i primi ad intuire la grande potenzialità del Pinot nero, in particolare per la base spumantistica”, e fu uno dei sei fondatori, nel 1975, dell’Istituto Spumante classico Italiano, al Tavernello, con tutto il rispetto per il popolare vino in cartone, equivale a percorrere una parabola che più discendente e precipitosa e un po’ triste non si potrebbe proprio.
Sembrano davvero lontani anni luci e preistoria i tempi di Denari e del fondatore della cantina, una “public company” come la si definisce oggi, Cesare Gustavo Faravelli. Finito il tempo della poesia e occorre essere realisti e se necessario anche prosaici.
La Versa oggi, e non solo da oggi, va male. Immagine offuscata, presenza sul mercato traballante, conti, stando a quello che ha scritto il Gambero, tutt’altro che buoni, visto che, scrivono, “quest’anno ha venduto tre milioni di bottiglie per 12 milioni di fatturato perdendone tre”. Il che se non è disastroso poco ci manca.
I vini, e mi limito a parlare delle “bollicine” metodo classico, che ho più volte assaggiato e di cui ho scritto, purtroppo non positivamente, anche su Lemillebolleblog, sono tutt’altro che trascinanti e mostrano un’impostazione e un gusto un po’ antichi e superati. E non graditi ai consumatori, decisamente smagati e con tante possibilità di confronto, di oggi.
Ecco quindi nascere, dettata dall’esigenza di provare a fare tornare i conti, l’ipotesi di costruire un rapporto, di che tipo non si capisce bene (vendita? Acquisizione, fusione o semplice collaborazione?) tra la cantina sociale oltrepadana ed il colosso cooperativo, “più di 250 milioni di fatturato alla fine di quest’anno (con una crescita del 14%, la più alta del settore) e una posizione finanziaria netta ampiamente positiva”.
Comunque vada, si trattasse solo dell’entrata di La Versa “nell’orbita” di Caviro sarà sicuramente una pagina non entusiasmante della storia del vino oltrepadano.
Perché anche se il nuovo management di La Versa assicura che le trattative sono in corso e soprattutto che “Caviro e La Versa sono realtà complementari”, una domanda nasce spontanea: e che c’azzecca La Versa con Caviro?
E a quale futura “cosa”, pardon, vino popolare, non costoso, e di successo pensano mai di inventarsi per farsi strada e affermarsi sul mercato delle bollicine, ovviamente metodo Charmat, in cui domina Messer Prosecco? Un ennesimo Pinot nero vinificato in bianco frizzante, un rosatellino inoffensivo che “buscia”? O chissà cosa mai?
Povero duca Denari, se solo sapesse che fine ha fatto e sta per fare La Versa si rivolterebbe nella tomba…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Lemillebolleblog
http://www.lemillebolleblog.it/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Francesco Bonfio

    28/12/2012 at 10:25

    Non ho assaggiato tutta la produzione ma alcune cose messe a punto da Corrado Cavallo sono ragguardevoli. Allo scorso Vinitaly alcune sboccature recenti di metodi classici, non dosati, erano di qualità assoluta.
    Ovviamente non entro negli aspetti finanziari, per mancanza di informazioni.
    Buona anno!

    • franco ziliani

      28/12/2012 at 14:15

      carissimo Francesco, cosa rarissima non sono purtroppo daccordo con te. I metodo classico, imbottigliati ed in commercio, di La Versa li ho trovati, e ne ho scritto qui, francamente molto deludenti
      cari saluti

      • franco ziliani

        28/12/2012 at 14:26

        aggiungo che l’amico Francesco mi ha mandato via mail questa segnalazione che é doveroso rendere pubblica:
        “Scusa Franco. Nel tuo titolo Denari diventa Conte ma Duca come giustamente nel corpo dell’articolo viene chiamato. Inoltre nel corpo e non nel titolo diventa Danari ma ovviamente è Denari. Ciao, Francesco”…
        Mea culpa, mea culpa, mea maxima p(c)ulpa…!
        E ora vado subito a correggere…. 🙁

  2. silvana biasutti

    28/12/2012 at 11:34

    Giusta l’affermazione sulla ‘pari dignità’ tra aziende agricole che offrono prodotti di gamma altissima e quelle che producono vini pop a larga diffusione. Quello che però uno può osservare è che, sempre di più, beni (non solo i vini, dunque) che si propongono con numeri ragguardevoli e prezzo basso, devono poter contare su un qualche fattore che sia un reale vantaggio competitivo, rispetto ai moltissimi prodotti simili nell’universo mondo.
    In altre parole, tutti quelli che stanno sul mercato hanno una loro concorrenza con cui fare i conti; ed è ancora più difficile per quelli che non hanno un profilo netto, “una storia” da raccontare, o una tradizione superlativa o un’altra esclusiva. Tavernello ce l’ha raccontato in lungo e in largo la tv – i grandi numeri giustamente vi ricorrono -, fino a farlo diventare un vino ‘simpatia’…
    Forse, un nobile che decade può far tenerezza (a quelli che non sono troppo feroci), ma è ben più difficile che faccia ‘mercato’. Mi sembra.

  3. max

    28/12/2012 at 14:43

    Caro dott. Ziliani, c’e’ chi fa vino per passione ( io sto da questa parte ) chi lo fa per business…quindi chi vende ha ragione tutto il resto e’ fuffa…purtroppo..

  4. Michele

    29/12/2012 at 17:23

    Caro Ziliani, forse non tutto il male vien per nuocere.
    Lasciamo lavorare la “nuova proprietà” e valutiamo poi i risultati. Tanto se, come dice Lei, i vini di La Versa sono giá mediocri, non ci perdiamo nulla.
    Consideri anche che con quelle perdite lazienda avrebbe comunque chiuso i battenti nel 2013.
    Un saluto

    • franco ziliani

      29/12/2012 at 17:34

      ha ragione Michele auguriamo buon lavoro ma sarebbe un’utopia attendersi miracoli da quelli del Tavernello.. 🙂

  5. Alessandro

    29/12/2012 at 18:26

    Scommettiamo che non succederà? Qualche anno fa la stessa solfa era partita fra Caviro e Cantina Sociale di Casteggio. Le cose andarono che Casteggio fu assorbita dalla Cantina Sociale di Broni. Scommettiamo che andrà in questo modo anche questa volta e tanto rumore ha uno scopo, quello di spingere i soci a preferire Cantina di Broni a Caviro?

    • franco ziliani

      29/12/2012 at 18:29

      Se così davvero fosse, informato Alessandro, la cosa da triste diventerebbe patetica e tipicamente oltrepadana…

      • Fabrizio

        29/12/2012 at 20:17

        Cosa intende Ziliani per “tipicamente oltrepadana”??
        Se parliamo di Cantine Sociali il termine patetico mi sta più che bene, in quanto l’attuale politica in Oltrepo è fortemente autolesionista per il futuro della zona….
        Ma l’Oltrepo è fatto anche di aziende private che non hanno niente a che vedere con cose “tipiche” come dice lei…

  6. Design Wine

    01/01/2013 at 23:30

    Corrado Cavallo é molto bravo ma forse, dico forse, gli manca la capacità di porsi più a lato del pubblico (?)
    Ricerca e innovazione. I gusti della gente van cambiando ad ogni pié sospinto.

    • franco ziliani

      02/01/2013 at 08:50

      conosco da molti anni e stimo Corrado Cavallo, ma credo che quanto sta oggi facendo con i metodo classico di La Versa, non renda omaggio al suo talento. O forse Corrado insegue un’idea di vino che, come dice lei, non incontra più il gusto di tanti moderni consumatori..

  7. Corrado Cavallo

    08/01/2013 at 16:10

    Caro Franco, pur riconoscendoti la capacita’ di vivacizzare il mondo enologico, su questa vicenda l’hai fatta fuori dal vaso! Lasciami dire che invece di fare informazione hai aumentato il livello di disinformazione.
    E’ vero che La Versa sta’ valutando la possibilita’ di una collaborazione commerciale con il gruppo Caviro, quindi nessuna acquisizione, semplicemente La Versa sta’ cercando di allargare il proprio raggio di azione a livello commerciale, in particolare verso l’estero, ed il gruppo Caviro, grazie alla sua struttura potrebbe essere per noi una buona opportunita’. L’indirizzo produttivo rimarra’ integro, anzi, ci saranno sicuramente piu’ stimoli, dovendo affrontare nuovi mercati, e la ricerca di un gusto piu’ moderno ed internazionale si rendera’ obbligatoria. Una bella sfida! Per quanto riguarda lo stile dei “miei” spumanti metodo champenois, sono curioso di avere un Tuo parere quando questi saranno pronti per la vendita, visto che la mia prima cuvé in La Versa e’ l’annata 2009. Nel ringraziare Te e tutti coloro che comunque dimostrano un interesse per un azienda piu’ che centenaria, desidero rassicurare che il Duca Denari avrebbe approvato e sostenuto il nostro intento di uscire dai confini nazionali, esportando bottiglie di vini dell’Oltrepo’ e non cisterne di IGP Pavia. Un caro saluto, con stima. Corrado Cavallo

    • franco ziliani

      08/01/2013 at 16:50

      francamente non tengo alla stima di qualcuno che, con grande arroganza, si permette di dire che “l’ho fatta fuori dal vaso”. Queste cose, “signor” Cavallo, le vada a dire a chi vuole. Come siamo lontani, anni luce, dai tempi di quel Signore che era il Duca Denari…

  8. Franco

    15/02/2013 at 15:21

    Dott. Ziliani la mia generazione è alle porte, vedrà che riporterà l’Oltrepò in auge come un tempo.Non è un augurio che mi faccio ma, una promessa che le faccio.Distinti saluti e buon lavoro.

    • franco ziliani

      16/02/2013 at 09:06

      non so chi lei sei e questi suoi toni messianici mi colpiscono molto, ma non posso che farle tanti tanti auguri e resti in contatto, mi raccomando, si faccia conoscere se vuole

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