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My Wine Notes

Enoriflessioni

Italica ingratitudine: inaudite critiche all’enoselezione targata Luca Maroni alle Olimpiadi…

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Il teorico del “vino frutto” offre inedite opportunità di promozione a sconosciute aziende vinicole italiane in occasione delle Olimpiadi e c’é chi lo critica…
Bisognerebbe ringraziarlo e complimentarsi con lui, invece di ironizzare sui criteri utilizzati e magari alludere a pratiche che nel caso di una persona notoriamente disinteressata come lui sono impensabili, per la selezione di vini italiani, “una rosa delle eccellenze vinicole scelte come esempio di espressione qualitativa massima del loro territorio di appartenenza”, che il geniale, immaginifico, Luca Maroni ha messo insieme per rappresentare “the best of the best of Italian wines” presso “Casa Italia Coni” in occasione delle Olimpiadi di Londra.
Fregandosene altamente delle possibili critiche che avrebbero potuto arrivargli per le sue scelte, sempre effettuate nel nome della qualità, della migliore qualità possibile, cosa ha fatto il prode Maroni?
Agendo esclusivamente “nell’ottica della promozione e della salvaguardia del patrimonio enologico italiano così ricco e vario”, ha voluto finalmente offrire a piccole aziende agricole, produttrici di poche migliaia di bottiglie, sconosciute e che non si fila praticamente nessuno (qualche nome: Farnese in Abruzzo, Feudi di San Gregorio in Campania, il Gruppo Cevico in Emilia Romagna, Feudi di San Marzano in Puglia, Argiolas in Sardegna, Cavit in Trentino e Carpené Malvolti in Veneto), tutti nomi inediti, sottratti all’anonimato dalla fantasia, dall’intraprendenza e notoria indipendenza del grande guru del vino romano, la possibilità di farsi conoscere.

Poco importa se preso dal proprio empito di generosità e con lo stesso spirito totalmente disinteressato il teorico del “vino frutto”… che frutta, ha voluto stemperare il rigore della propria selezione di piccole grandi chicche sconosciute aggiungendo alla lista (che potete leggere qui) un paio di aziende piemontesi, una monferrina e una astigiana che fu grande, ma la cui evoluzione farebbe rivoltare nella tomba il personaggio che la rese grande e la fece conoscere e apprezzare nel mondo, e un paio di aziende toscane (La Corsa e Barbanera Duca di Saragnano) che sotto l’ala protettiva del geniale Luca sono destinate a successi sfolgoranti.
Non c’é da prendersela più di tanto se una si fa notare per un creativo taglio tosco-bordolese-trentino, Sangiovese Petit Verdot Teroldego, voluto dal suo enologo di lungo corso, e l’altra, presenta una linea sconfinata di vini di ogni tipo e provenienza, Brunello di Montalcino, Chianti, Morellino di Scansano, Puglia Nero di Troia, Sicilia Chardonnay – Insolia, Puglia Aglianico Primitivo, gamma al cui interno si colloca quello che un certo Luca Maroni (ovviamente un omonimo dell’adamantino selezionatore di vini olimpici) ha incoronato Miglior vino rosso d’Italia 2012, plaudendo “alla sua nera mora vanigliosamente speziata”.
Qui c’è poco da ironizzare, Maroni ha scelto il meglio del meglio e quella del primo agosto a Londra (quando L.M. condurrà la degustazione di questi gioielli enoici) sarà una giornata storica e campale per l’immagine, il futuro, le sorti del vino italiano.
Nessuno può mettere in discussione che si tratti davvero di una selezione rigorosa, rappresentativa, prestigiosa, e che queste aziende abbiano fatto benissimo a cogliere l’occasione loro offerta da Maroni “per far conoscere e degustare al mondo sportivo (e non solo) il bicchiere del nostro Paese”. Poco importa se di questa “Nazionale Ufficiale Olimpica dei Grandi Vini d’Italia” non faranno parte, perché le loro aziende non hanno capito l’importanza dell’opportunità loro offerta, vini di regioni quali Val d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Umbria, Lazio, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Con quei nomi che il buon samaritano del vino L.M. ha selezionato possiamo far impallidire d’invidia e spezzare le reni, enoicamente parlando, a Francia, Germania, Spagna, Australia, Cile, Argentina, Portogallo e qualsiasi altra landa enoica…
Migliore scelta il promotore di questa radiosa giornata del vino italiano in London, True Italian Food & Wine, ovvero “il primo network per la promozione e la distribuzione nel mondo di vini e cibi italiani autentici” il cui “obiettivo primario è dare vita ad un canale distributivo nuovo ed organizzato dedicato ai prodotti del settore enogastronomico e a tutti i prodotti protetti” e lottare contro il fenomeno “dell’Italian sounding”, non poteva fare.
E chi critica quell’eno-benefattore di Luca Maroni è forse solo perché di quella selezione avrebbe voluto essere incaricato lui, al posto suo…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Gaetano

    30/07/2012 at 12:17

    Non rattristarti Franco, sono pienamente convinto che per il Nostro eroe e il prototipo di vino che per tanti anni ha celebrato siamo arrivati al canto del cigno. O sarebbe meglio dire alla frutta?!

  2. Ottavio

    30/07/2012 at 17:06

    Ziliani ha letto quello che sulla vicenda Maroni hanno scritto su un altro blog?
    Un commentatore, credo collaboratore di quel blog osserva:
    “A me non pare una selezione così bislacca alla fine peró”…
    Cosa ne pensa?

    • franco ziliani

      30/07/2012 at 17:08

      di quello che scrive quel blog e soprattutto l’autore di quel commento direi che non me ne può fregare di meno.
      In fondo nella sua lunare stranezza quell’osservazione ha una sua logica. Quella selezione é assolutamente bislacca per noi, ma perfettamente coerente con lo stile ed il modo di fare di L.M.

  3. Mauro Rainieri

    31/07/2012 at 08:20

    In fondo se questi vini daranno cerchi alla testa l’importante è che siano 5. A parte gli scherzi sarebbe interessante sapere se queste iniziative ricevono sovvenzioni da qualche pseudo ente governativo.

  4. Stefano Cinelli Colombini

    31/07/2012 at 10:06

    Conoscendo il personaggio è estremamente probabile che ci sia la sovvenzione di qualche sciagurata Provincia, Camera di Commercio, Regione o Ente, con i soli soldi dei produttori (sui quali non ci sarebbe nulla da eccepire, ognuno spende del suo come meglio crede) non si sarebbe mosso. Quello che fa rabbia è che si rinuncia alle olimpiadi a Roma in nome del risparmio, ma si continua a sciattare così i soldi pubblici. Vedi Maremma Wineshire.

  5. Gaetano

    31/07/2012 at 16:29

    Sinceramente quello che si dice qui, riguardo la questione, mi pare assolutamente in sintonia con quello che si dice su Intravino. Come mai questo livore nei confronti del buon Antonio??

    • franco ziliani

      31/07/2012 at 17:12

      Antonio chi? Non conosco…

  6. Francesco

    31/07/2012 at 16:53

    Caro Ziliani, purtroppo ho poco tempo per seguirla come una volta ma qiuest’articolo su LM è degno del vecchio franco tiratore. Grazie per la sua penna pungente e lo humor velenoso. Saluti cordialissimi

  7. Roberto

    31/07/2012 at 23:48

    Luca Maroni continua a definirsi Enologo ma anche dal suo sito evince che è diplomato al liceo classico e laureato in Economia e Commercio… denunciarlo per frode?

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