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My Wine Notes

Mon coeur mis a nu...

Ricordando Gianni Bortolotti, due anni dopo

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Quante cose vorrei dirti, carissimo Gianni, ricordando che proprio due anni fa, di questi giorni, ci salutavi per sempre… La difficoltà di scrivere, che sto sperimentando in questo periodo, ancora più angosciosa per chi forse l’unica cosa che sapeva fare era proprio affidare alla penna e poi al computer i propri pensieri, m’impedisce di dire tutto quello che vorrei.
Ed esprimere il grande vuoto che ancora 24 mesi dopo, mesi e mesi che sono stati intensi e decisivi come pochi altri per me, provo pensando che non potrò più riabbracciarti, sentire la tua voce profonda, trovare in te l’amico vero, quello che ti scalda il cuore e che è al tuo fianco quando ne hai bisogno …
Perdonami quindi se saranno poche, ma credimi, intense e sentite, le parole che riesco a dedicare al tuo ricordo, per dirti che io e tutti quelli che hanno avuto la fortuna, il grande dono di conoscerti e di frequentarti e di apprezzare il tuo modo autentico e schietto, senza ipocrisie e calcoli, di vivere, ti ricordiamo sempre, che ci manchi tantissimo.
Perché una persona splendida come te, caro Gianni Bortolotti da Aosta, caro e dolcissimo vecchio amico, la si incontra raramente nella vita e la si porta nel profondo del cuore, come il più prezioso dei sentimenti…
Ti voglio bene Gianni carissimo, non ti dimenticherò mai…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Silvana Biasutti

    29/06/2012 at 18:57

    Conosciuto solo ‘al volo’; incontrato poche volte, ma subito da rimpiangere. Perché Gianni – già amico di un altro indimenticabile Gianni – è stato un incontro di quelli che si ricordano, con le sue zuppe, la sua semplicità, il suo sguardo diretto e il modo di essere vicino alle persone nei momenti più difficili, però in modo lieve.
    Un uomo speciale, da non dimenticare. Per cercare di essere migliori.

  2. Roberto Giuliani

    02/07/2012 at 21:47

    Il tempo passa troppo in fretta. Due, forse tre volte l’ho incontrato, mi ha fatto subito simpatia, soprattutto è stato bello scambiare con lui impressioni e pensieri in casa Brunelli.
    Voglio immaginare che Gianni e Gianni se la stiano spassando in un mondo certamente migliore di questo, davanti ad una buona bottiglia…

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