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Interrogativi

Finanziamenti pubblici al TrentoDoc: materia da Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato?

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Una finestra su Lemillebolleblog

Voglio rilanciare anche all’attenzione dei lettori di Vino al vino il tema che ho lanciato, più come elemento di riflessione che di dibattito, giovedì scorso su Lemillebolleblog.
Il tema del ragionamento è il TrentoDoc che riceve ancora un significativo contributo pubblico da parte della Provincia Autonoma di Trento, (oltre 800 mila euro) per la promozione delle proprie bollicine.
La domanda, molto semplice, è: il fatto che uno dei principali competitor del panorama del metodo classico italiano, forte di nove milioni di bottiglie prodotte (oltre la metà appannaggio di un fortissimo marchio presente nel canale horeca ed in quello della Grande Distribuzione Organizzata), goda, a differenza degli altri soggetti, che non ne usufruiscono, di un finanziamento pubblico per la promozione, non costituisce forse – sarebbe interessante conoscere in merito l’opinione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che per mandato “garantisce il rispetto delle regole che vietano le intese anticoncorrenziali tra imprese, gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza” – una forma di turbativa di mercato?

E se anche non fosse materia da Garante, non è quantomeno singolare, assurdo, ed eticamente scorretto, che uno dei soggetti che agiscono sul mercato del metodo classico possa contare, per farsi conoscere, per promuovere iniziative di comunicazione e di marketing, su un aiuto, su contributi pubblici, che agli altri soggetti in campo, penso all’Alta Langa Docg, all’Oltrepò Pavese Docg, al Franciacorta Docg, per citare solo gli “champenois” che contano su una denominazione d’origine, non sono erogati?
E voi lettori di Vino al vino, cosa ne pensate?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Marco

    09/05/2012 at 10:10

    Ma a lei caro sig. Ziliani cosa importa se la comunità Trentina decide di spendere soldi per sponsorizzare il TRENTODOC (cosa per altro a me non piace perchè non fininzia tutto il settore ma i soliti noti) visto che la Lombardia spende soldi pubblici per finanziare università private, ospedali e policlinici privati ecc, ecc.
    Sarebbe oltremodo curioso se la PAT fosse punita per una cosa che ALTO ADIGE e moltissime altre Provincie in Italia fanno in tantissimi altri settori…… ma mi faccia il piacere …. questa sua uscita mi sembra una grandissima caduta di stile una bambinata non degna di una persona seria……..

    • franco ziliani

      09/05/2012 at 13:36

      lei dà una risposta politica (cosa c’entrano i finanziamenti della Regione Lombardia e università e ospedali privati?) ad un’osservazione che con la politica non c’entra nulla. Rivendico il mio diritto di porre l’interrogativo che ho chiesto, senza venire insultato

  2. Stefano

    09/05/2012 at 21:43

    Buonasera a tutti. Non conosco i dettagli di questa operazione: al di là dello stand al vinitaly, se i soldi vengono forniti alle aziende senza controllo possono crearsi delle dinamiche che andrebbero a danneggiare i concorrenti. E tra concorrenti ci sono ovviamente anche le cantine che producono vini trentini ad esclusione dello spumante. La regione dovrebbe sponsorizzare se stessa; contestualizzando il discorso dovrebbe sponsorizzare i prodotti enogastronomici della regione. Quindi, a mio parere ci sta lo stand al vinitaly che potrebbe attirare nuovi visitatori, ma la parte rimanente di fondi dovrebbe andare all’organizzazione di eventi o cose di questo tipo. Ad esempio, mi sembra che il trentino abbia un sito (o app) che si chiama cantine aperte trentino, vero? Questo sarebbe un bel progetto.

  3. mark

    14/05/2012 at 10:31

    L’agricoltura in Europa è settore da sempre assistito pubblicamente, dunque le varie normative generali antitrust non vengono applicate in quanto esistono norme specifiche di settore che prevedono regolamentazioni più o meno dettagliate.

    Il principio generale – se non vado errato – è che gli aiuti possono essere erogati liberamente dagli enti pubblici degli stati membri a patto di essere coerenti con orientamenti stabiliti in sede comunitaria.

    Questo link potrà esserle utlile

    http://europa.eu/legislation_summaries/agriculture/general_framework/l24281_it.htm

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