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Enovarie

Mourinho: hombre vertical anche se in ginocchio e sconfitto

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E’ un bel po’ di tempo che non pubblico in questo blog che si occupa di vino come dice chiaramente il titolo, ma che ogni tanto si concedeva (altri tempi) digressioni di altro tema, un post di argomento calcistico.
L’andamento diciamo così molto deludente (super eufemismo) della Beneamata, la squadra del mio cuore, mi ha suggerito di tacere e di evitare, anche se la tentazione di scrivere qualcosa dopo l’eliminazione ad opera del Barcellona dell’altra squadra di Milano è stata forte.
In questi giorni ho però pensato che non potevo tacere e di fronte al maramaldeggiare becero di quanti hanno festeggiato l’eliminazione del Real Madrid nella semifinale di ritorno della Champions League ad opera del Bayern di Monaco, festeggiamenti non tanto dovuti all’antipatia per la squadra madrilena, ma ad una forma quasi di “odio” nei confronti del suo allenatore, ho deciso di rompere il silenzio.
E di commentare brevemente le foto, che hanno furoreggiato su Internet ed in televisione, dello Special One, al secolo José Mourinho, el conducator sconfitto del Real nel corso della triste e crudele lotteria dei rigori. Che hanno sancito il passaggio alla finale della squadra tedesca.
Le foto cui mi riferisco sono quelle, che potete vedere a corredo di questo post e che ho trovato sul sito Internet della Gazzetta, di Mourinho in ginocchio, mentre si svolgeva il rito del tiro dagli undici metri.
Non è stato, come qualcuno ha scritto, un “teatrino” o peggio ancora “una scenetta studiata”.
Mou, un istintivo come siamo stati abituati a conoscerlo negli anni, inebrianti, che l’hanno visto guidare l’Inter e portarla alla magica affermazione del triplete, e alla finale vincente del 22 maggio 2010 a Madrid, proprio contro il Bayern, di fronte all’andamento della partita che capiva benissimo stava volgendo al peggio, con quel gesto ha voluto semplicemente arrendersi al corso degli eventi. Impossibilitato, lui vero emblema dell’homo faber fortunae suae, ad incidere su di loro.
Ma sebbene ritratto in ginocchio, in un atteggiamento sereno e di grande compostezza, Mou è rimasto el hombre vertical, l’uomo con la schiena dritta di sempre. Anche in una serata triste come quella del 24 aprile. Chapeau José!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Rino

    28/04/2012 at 19:31

    Caro Franco belle parole, ma pensa a chi tiene come me al TORO!
    Per noi ormai( LA COPPA) é quella dell`olio!
    Mi dispiace per MOU, ma i suoi sono minuti di sofferenza, domani tornerá a vincere, mentre per noi é una vita di sofferenza, siamo sempre in ginocchio ma nessuno ci fotografa!
    RB

  2. Stefano Cinelli Colombini

    29/04/2012 at 14:44

    Niente chapeau caro Franco, se fosse rimasto con noi ora lui non sarebbe in ginocchio e noi avremmo due stelle. Bella pensata davvero quell’addio nella sera del trionfo!

  3. Nelle Nuvole

    29/04/2012 at 16:03

    In ginocchio con la testa abbassata, ma la schiena è dritta. Un pensiero anche alla manciata di hombre vertical in campo enoico, fra i quali, personalmente, metto anche te.

  4. Gaetano

    03/05/2012 at 11:08

    Tanto per dire ieri sera ha comunque riportato lo scudetto in quel di Madrid…

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