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Montalcino e dintorni

Rosso di Montalcino, cosa fare ora ? Parla Emilia Nardi

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Dopo le interviste a Stefano Cinelli Colombini, Francesco Marone Cinzano e Carlo Lisini, tocca ora, potete leggere qui l’intervista che mi ha concesso, al Direttore generale delle Tenute Silvio Nardi di Montalcino (dove è in azienda dal 1985), nonché capitano d’industria alla testa della Nardi Spa macchine agricole, in altre parole quella fascinosa donna d’acciaio che è Emilia Nardi, figlia di Silvio Nardi, rispondere alle mie domande sul tema Rosso di Montalcino, che fare ora?.
Imprenditrice di successo definita la «Mercegaglia dell’Altotevere» (e per me non è veramente un complimento…) per la determinazione, tenacia e professionalità con cui porta avanti le proprie attività, Emilia Nardi esprime con chiarezza e pacatezza le proprie opinioni, facendo capire quanto tenga al Rosso di Montalcino e alla ripresa di un dialogo sereno e operoso tra tutti i protagonisti del mondo produttivo ilcinese. Un augurio che non posso che fare mio.
Cosa dice la Nardi in questa intervista? Ad esempio che “Il voto del 7 settembre ha decretato la volontà della maggioranza di mantenere una identità forte legata ad un vitigno difficile ma intrigante quale il Sangiovese”. E che “la votazione era necessaria anche per sgombrare il campo da annose quanto  lunghe discussioni, che avevano luogo fuori dalle mura della camera del consiglio, creando comunque difficoltà nel prendere decisioni serene ai consiglieri. A questo punto si sa cosa vogliono i soci e si va avanti di conseguenza in tutti gli altri atti tra i quali la promozione di questo vino”. Secondo Emilia Nardi “Ora noi produttori  dobbiamo fare  quanto di meglio possibile per non tradire il mercato, offrendo un prodotto all’altezza della denominazione, quindi di buona qualità; sostanzialmente  con l’espressione di voto, abbiamo detto al mondo, che siamo quindi capaci di farlo  e non ci possiamo ne dobbiamo permettere sbavature. Questo voto rimette sulle nostre spalle la responsabilità di saper fare un buon vino, non eguale o simile al Chianti, ma che porti scritto nel bicchiere Montalcino eguale sempre e comunque (anche se non Brunello) ad una qualità eccellente, che non delude mai!”.
Se non è parlare chiaro questo!

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leggete qui

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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roberto m. moschella
roberto m. moschella
9 anni fa

Sono curioso di sapere se la signora sia daccordo nell’essere definita da qualcuno la Marcecaglia dell’Altotevere ed essere quindi associata a questo cognome che, a parte onoreficenze e benemerenze imprenditoriali discutibili, e’ associato alla cronaca giudiziaria con sentenze di condanna passate in giudicato.

Andrea Pagliantini
9 anni fa

Io invece esulo un poco dal post per fare i complimenti per quel meraviglioso estirpatore che nei sassi del Chianti (Storico) riesce a fare meraviglie per la gestione del terreno…. il Nardi appunto.

silvana
9 anni fa

Io sono convinta che Emilia non si meriti la definizione di “Marcegaglia”, anche se quest’ultima è parecchio maturata dai tempi giovanili di Albarella, credo che gli spintonamenti confindustriali non abbiano giovato alla sua immagine.
Invece Emilia Nardi è una donna (ancor prima che una signora) di terra, nel senso proprio che lei ne conosce diverse accezioni – e qui mi associo al Pagliantini -, e ha nel sangue quella del lavoro nella terra, con macchine poderose esportate in tutto il mondo. Per Emilia “il vino è una conseguenza della terra”, mi sento di dire. E’ una cultura che viene da lontano….

emilia nardi
emilia nardi
9 anni fa

per curiosità da rispresa post natalizia sono andata a curiosare nel sito per vedere i commenti,( si sa la curiosità femminile non ha limiti…..). Effettivamente non mi piace che mi chiamino la Mercegaglia dell’altavalle del Tevere, non per smentire la bravura della nostra presidente di confindustria , che gode anche della mia ammirazione, ma per il fatto che amo avere una mia personalità di lavoro, e poi perchè nasco agricoltrice per poi scivolare nell’industria di famiglia dopo 25 anni di lavoro a Montalcino.Grazie per i commenti sulle nostre attrezzature agricole. Un caro saluto Emilia Nardi

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