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My Wine Notes

Blogosfera

WebWineFood: tutto incredibilmente sospeso ad un mese fa…

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E’ già trascorso un mese da quando Francesco Arrigoni, anzi Franz come eravamo soliti chiamarlo, “critico garbato dei cibi e dei vini Doc” come l’ha definito il Corriere della Sera rendendogli omaggio se n’è andato all’improvviso, lasciando un vuoto incolmabile in tutti noi che l’abbiamo lungamente frequentato e gli siamo stati amici.
In questo periodo molte volte ho pensato di scrivere qualcosa di Francesco, dell’esempio che ci ha dato, del modo di fare giornalismo del wine e del food, serio, autorevole, rigoroso, che ci ha indicato, del suo stile nell’essere giornalista, di lui come persona, non avendo avuto la forza, mentre ancora lottava tra la vita e la morte, di scrivere che questo ricordo volutamente molto discreto e attonito, quasi in punta di piedi.
Non ne ho avuto la forza, (e non ho avuto nemmeno il coraggio di partecipare al suo funerale) perché sono persuaso che a Franz per primo, asciutto com’era, non sarebbe piaciuto questo scrivere di lui e avrebbe preferito il silenzio.
Un silenzio che rompo oggi, ricordandolo con lo stesso sgomento, solo per lamentare un comportamento a mio avviso inspiegabile e forse poco rispettoso, del grande quotidiano di cui Francesco è stato apprezzato collaboratore, il Corriere della Sera.
Oltre a scrivere sull’edizione cartacea del “Curierun” Franz conduceva sull’edizione on line un blog dedicato al wine & food denominato Web Wine Food. Bene, se ci si avventura a visitare oggi il blog, qui, si scopre che tutto è miracolosamente e assurdamente rimasto fermo nel tempo. Come se nulla fosse accaduto, come se la tragedia non si fosse verificata e Francesco fosse in procinto di tornare a postare le sue riflessioni.
L’ultimo post, del 28 luglio, dedicato al Pinot nero di Franz Haas, “Pinot nero con l’anima”, e poi le note biografiche, sulla destra della home page del blog, di Arrigoni, “52 anni, bergamasco, giornalista professionista, scrittore, esperto degustatore. Ha iniziato 30 anni fa la sua carriera come assistente di Luigi Veronelli.
E’ stato fondatore e direttore del Seminario Permanente Veronelli. Ha lavorato alcuni anni al mensile Gambero rosso come inviato. E’ stato docente ai corsi dell’AIS della Lombardia. Ha collaborato con vari quotidiani nazionali e mensili. Da oltre 15 anni collabora con il Corriere della sera sui temi di enogastronomia”.
Nessun accenno a quanto è successo è tutto incredibilmente fermo e sospeso come se pure al Corriere si illudessero che Francesco potesse riprendere il suo lavoro…
Ma quando si decideranno, anche per rispetto di Franz, a fare qualcosa, quantomeno a comunicare sul blog che fu di Francesco, che quell’esperienza si è conclusa, purtroppo per sempre?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. silvana biasutti

    02/09/2011 at 16:40

    Non dimentichiamo Arrigoni, chi l’ha conosciuto o anche solo letto…

  2. Dan

    02/09/2011 at 19:34

    Al momento della sua… partenza ho avuto l’impulso di scrivere due righe proprio sotto quell’ultimo post, ma i commenti erano stati bloccati. Tornato più volte a rileggerlo, quasi un nostalgico omaggio, ho avuto -come te e come molti credo- quella straniante situazione di mondo sospeso. Forse un omaggio? Forse un’illusa speranza, come tu scrivi?

    Mi torna alla mente una nota rappresentazione della Turandot alla Scala: l’opera era stata lasciata incompiuta da Puccini, morto prima di concluderla, e terminata da un altro musicista. Arturo Toscanini però smise di dirigere sull’ultima battuta scritta dal Maestro, si voltò verso il pubbilco, e disse “Per me l’opera finisce qui”. Incompiuta quella volta, soltanto quella volta.

    Che ne sarà dei nostri mondi virtuali sempre più presenti e reali dopo la nostra morte? Forse un mondo sospeso, moderna forma di omaggio a ciò che ciascuno di noi ha saputo e voluto trasmettere.

    Forse, Franco, devi essere meno severo col Corrierone. Forse, anche involontariamente, si sta contribuendo a creare un modo futuro di trattare ciò che a noi tutti toccherà. Forse.

    • Franco Ziliani

      02/09/2011 at 19:44

      splendide e delicate riflessioni le tue Dan, che condivido in pieno…

  3. Briscola

    03/09/2011 at 11:42

    Qui a Marte siamo forse un po’ troppo Venusiani, ma la pensiamo così:

    1) un giornale informa. Anche quando decide di rendere un omaggio. E’ una carenza non informare, anche di un omaggio. Qui a Marte pensiamo che cercare una giustificazione sensata a ogni cosa non sia un bene. Molto spesso – quasi sempre – le cose che accadono non hanno motivazioni sensate secondo ciò che ci piacerebbe pensare (il buono, il bene, il “valore”). A volte accade, banalmente, che ci si dimentica di far le cose o non si sa cosa fare.

    2) I “mondi virtuali” non esistono. Esistono strumenti di comunicazione virtuali. Il mondo unico esistente è quello reale, dove si nasce, si vive e si muore. L’illusione di traferire la propria vita in un mondo “di comodo” non è una buona cosa. L’illusione di esistere “di più” perchè si ha un blog o una pagina in FaceBook è tristissima. E non è logica. Spiegatelo ai Terrestri, soprattutto quelli più giovani: quando nella vita esce la scritta “Game Over”, il gioco è finito.

    Così ci insegnò il Dr. Spock.
    Briscola 🙂
    P.S.: Il miglior omaggio ad Arrigoni è continuare lunga la strada – il metodo – che ci ha indicato. Ricordando. Avendo imparato. Ad esempio, che un giornale e un giornalista informano.

  4. Nelle Nuvole

    03/09/2011 at 22:19

    @Briscola, verrai da Marte, ma hai scritto parole terribilmente terrestri.

    Il punto 1) e’ crudele e nella sua crudelta’ molto credibile. Chi muore giace e chi vive si da pace, se poi ci si mette di mezzo la parentesi ferragostana il risultato e’ un silenzio fragoroso e anche vergognoso.

    il punto 2) andrebbe scritto sulla pagina iniziale dei vari browser. Peri i giovani e anche per tanti meno giovani ma ugualmente illusi.

  5. Briscola

    04/09/2011 at 16:17

    @Nelle Nuvole
    Noi Marziani ringraziamo per la condivisione del pensiero.
    Briscola 🙂

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