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My Wine Notes

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Gli AC/DC si danno al vino: lanciata la “AC/DC The Wine” collection

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Di questo gruppo hard rock australiano confesso di non sapere nulla, se non le notizie che ho velocemente appreso scorrendo, qui, la voce ad esso dedicato su Wikipedia.
Sicuramente la musica che fanno, immagino molto rumorosa, non è il mio genere, ma mi ha fatto sorridere la notizia, letta qui, che per provare a rilanciarsi, gli australiani (anche i membri della band sono inglesi) AC/DC, il cui momento d’oro immagino sia ampiamente trascorso, e dopo milioni di dischi venduti, abbiano deciso di darsi al vino.
Non per “embriagarsi”, to get drunk, ma molto semplicemente sperando in un nuovo successo, con una propria etichetta di vini di qualità, abbinando a ciascuna varietà alle loro hit.
E così leggiamo, qui, che “la collezione ‘AC/DC The Wine’ sarà disponibile da domani nei negozi specializzati: si potrà acquistare un cabernet sauvignon “Highway to Hell”, un sauvignon blanc “Hells Bells”, uno shiraz “Back in Black” e un moscato destinato a ‘scuotere’ per tutta la notte, “You Shook Me All Night”. La band guidata dai fratelli Angus e Malcolm Young si è messa in società con i noti viticoltori australiani Warburn Estate per un lancio nazionale delle bottiglie. “Volevamo essere sicuri che i fan di AC/DC nella loro patria avessero accesso facile e immediato ai vini delle loro icone rock”, ha detto il direttore acquisti di Woolworth, Steve Donohue, uno dei supermercati che distribuiranno l’etichetta”.
Simpatica iniziativa, per gli amanti di questa rock band, ma questo finale, nel nome del business, anche se di wine business si tratta, mette un po’ malinconia.
Anche le rock band più “maledette” ed in odore di “satanismo” finiscono per passare alla cassa.. Passati i tempi dell’ It’s Only Rock’n’Roll…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. ag

    16/08/2011 at 18:46

    Ciao Franco.
    Gli AC DC sono dei miti dell’hard rock. Quelle bottigliacce sono terribili….
    A presto

  2. Cristiano

    16/08/2011 at 23:38

    Avrebbero potuto dedicare un vino al pezzo da loro scritto “Have a drink on me”, se non che nel testo invitono ad ubriacarsi “on cheap wine”: non certo adatto a promuovere un prodotto di qualità.. Sarei comunque curioso di sapere che compenso avrebbero preteso in cambio di un simile endorsement. Saluti.

  3. massimo sacco

    17/08/2011 at 08:58

    Ciao Franco
    dalle stelle alle stalle, e pensare che la mia adolescenza era quasi sempre accompagnata dalla loro musica. ….il tempo cambia

  4. carolina

    17/08/2011 at 20:09

    preferisco la loro musica all’idea di bere il loro vino :), sono roccherolle mi!

  5. Marco

    18/08/2011 at 01:21

    Non conoscere gli AC/DC è come non conoscere i Beatles e, definirli in odore di “satanismo” è praticamente una bestemmia…

    • Franco Ziliani

      18/08/2011 at 09:28

      Marco, premesso che confermo di non conoscere gli AC/DC e non per questo mi sento un minus habens, la questione del “satanismo”, di cui francamente me ne frego, non l’ho inventata io ma l’ho trovato nella voce dedicata al gruppo da Wikipedia e precisamente in questo passo:
      “Nel 1985 gli AC/DC vennero inoltre involontariamente coinvolti dalla stampa in un terribile caso di pluriomicidio perpetrato dal serial killer Richard Ramirez[21]. Ramirez, un autodichiarato satanista, era stato descritto come un estimatore del gruppo (un cappello da baseball con il logo degli AC/DC, appartenente a Ramirez, era stato ritrovato sulla scena di uno dei delitti) ed in special modo di Highway to Hell. In particolare, il legame fra le attività criminali di Ramirez, la sua attitudine al satanismo e gli AC/DC fu presunto dalla canzone Night Prowler, in cui si narra di un uomo che si introduce in casa altrui; il testo venne interpretato dai media come la fonte d’ispirazione dei crimini di Ramirez, a dispetto delle dichiarazioni della band, la quale ha successivamente ribadito che in realtà la canzone racconta di un giovane ragazzo che s’introduce a casa della propria fidanzata mentre il padre di lei dorme. A seguito di tali vicende, il gruppo fu accusato dai mass media di promuovere il satanismo”.

  6. Marco De Tomasi

    18/08/2011 at 09:19

    Mamma mia ! Con tutto il rispetto per la band australiana (di cui possiedo gran parte della discografia), le etichette mi ricordano fin troppo quelle che si trovano negli autogrill con effigi che vanno da Che Guevara al Duce ! TERRIBILI !

  7. Lorenzo

    25/08/2011 at 15:26

    Indipendentemente dal motivo per cui l’hannno fatto,mi piacerebbe sapere se almeno il vino e’ buono!!!!!non penso abbiano bisogno di un rilancio come band,mi sembra che anche l’ultimo tour mondiale ha lasciato pochi biglietti invenduti!!!…..ripet0,vorrei sapere com’e’ il vino prima di giudicare,visto che ho provato ottimi vini australiani e anche vini ottimi con etichette tragiche

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