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Oltrepò Pavese: un Consorzio, tanti siti Internet, ma un’informazione così così…

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Oltrepò, la dea Kalì del vino lombardo

Non si può certo dire che al Consorzio Vini Oltrepò Pavese facciano difetto la fantasia e l’inventiva.
Come una specie di “dea Kali” del vino lombardo l’ente consortile incaricato di occuparsi dei vini oltrepadani non si accontenta di un’unica vetrina Web, dove viene proposta la ricetta per far riscoprire una terra, ovvero “vino e salame”, ma ne ha al proprio attivo ben sei. Anche se alcuni non sono aggiornati da illo tempore e li potremmo definire siti d’antan.
Il primo è il sito ufficiale, che potete visitare qui, il secondo è quello, di recente creazione, riservato al top della piramide qualitativa oltrepadana, il Cruasé (il metodo classico Docg rosé base Pinot nero).
Sempre on line, ma un po’ scaduti, come certi vecchi yogurt, sono i siti dedicati al progetto Caveau d’Oltrepò, alias “il progetto di valorizzazione della migliore enologia del territorio, relativamente ai vini fermi a Metodo Classico” e quello relativo al Bonarda Style, rimasto malinconicamente fermo al 2008.
Ma non è finita, perché per la recente manifestazione Pavia Wine è stato ovviamente creato un sito apposito, e analogo discorso vale per la più recente iniziativa Perle d’Oltrepò. Terroir to taste. Sito che dispone anche di un blog, che potete visitare qui, ma dove, giusto per rimanere nello spirito del live blogging e del blog, appare un unico post. Quello di presentazione.
Leggendo però sul sito che “il programma del progetto «Perle d’Oltrepò, terroir to taste» prevede campagne informative, workshop, educational e conferenze in zona di produzione (Centro studi della vite e del vino di Riccagioia, Torrazza Coste)”, nonché “focus dedicati a titolari d’aziende agricole o imprese agroalimentari; ristoratori e operatori; giornalisti e comunicatori”, e che per “la sfida per trasformare la migliore enogastronomia lombarda in stile, moda ed eleganza. Si sfoderano tre armi: qualità, informazione e formazione”, viene da porsi una semplice domanda. Perché non ridurre il numero dei siti Internet e farli veramente funzionare e fare un rapido ripasso per capire cosa sia veramente fare “informazione”?

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Giovanni Mastroianni

Complimenti.Signor Ziliani in poche parole ha centrato il problema,l’informazione. C’è un’altro sitoweb che cerca di informare gli enogastronauti(l’ennesimo) e a cui non fa difetto ne la fantasia ne l’inventiva. Un’unico sitoweb dove trovare tutte le informazioni che riguardano il meraviglioso territorio dell’Oltrepò Pavese, ricco non solo di grandi vini,ma di tante meraviglie gastronomiche. http://www.ilmangiaweb.it . Spero di aver dato con “questo” un piccolo contributo all’informazione .Giovanni

Emanuele Bottiroli
Emanuele Bottiroli
9 anni fa

Egr. Dott. Ziliani, la informo che è già in atto un piano per ridurre Vinoltrepo, Bonarda e Caveau a un unico sito ben organizzato, senza tuttavia disperdere i contenuti di valore sviluppati nel recente passato.

Franco Ziliani
9 anni fa

grazie per la comunicazione Bottiroli e auguri di buon lavoro! Penso che di auguri, sinceri, abbiate proprio bisogno

Mario Crosta
Mario Crosta
9 anni fa

Se e’ per questo, caro Giovanni, leggo sempre anhe il bellissimo sito di Patrizio Chiesa http://www.oltrepopavese.com (che mi tiene tra l’altro informato con le mailing di tutte le manifestazioni e gli avvenimenti), cui Franco collaboro’ nella precedente versione .it con una bella rubrica di degustazioni e una fitta corrispondenza pubblica con i produttori su molti temi in discussione. Mi dispiace rilevare che le diversita’ di opinione ed il caratterino locale abbiano prodotto e producano ancora delle beghe, dei bisticci, dei distinguo che l’enoappassionato puo’ anche comprendere, ma il consumatore no. Ed e’ il consumatore, alla fin fine, che puo’ far grande oppure no una zona vitivinicola. Resto del parere che sia giusto “che cento fiori sboccino e cento scuole contendano”, non mi piace ne’ il coro unico ne’ l’adunata oceanica, pero’ c’e’ un limite a tutto: perché non ridurre il numero dei siti Internet del Consorzio per farli veramente funzionare e impegnarsi a fare veramente informazione e non soltanto presenza?

Marco
Marco
9 anni fa

“Ricondurre” forse voleva scrivere chi è intervenuto prima, non “ridurre”.
E’ l’annuncio di un nuovo sito?
Mi associo agli auguri di Ziliani, caldamente.

Giovanni Mastroianni

Signor Mario Crosta, grazie per la segnalazione, l’Informazione che mi ha dato e molto valida e fa già parte dei link utili del ilmangiaweb.it .Giovanni

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[…] di un Consorzio vini Oltrepò Pavese, che non fa miracoli, che spesso, soprattutto in passato, ha fatto emerite scempiaggini. E autentiche […]

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