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Appuntamenti

In Puglia per Radici del Sud: una piccola pausa

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Guardate questa foto di apertura e poi per “rifarvi ancora di più gli occhi”, come faremo noi, visitate i siti Internet delle due location, Masseria Le Fabriche, a Maruggio nel tarantino e Borgo Egnazia a Savelletri di Fasano nel brindisino, che ospiteranno il gruppo degli ospiti italiani e internazionali. Ospiti componenti delle commissioni di degustazione che giudicheranno gli oltre 230 vini, presentati da 140 produttori di Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, che prenderanno parte alla prima edizione di Radici del Sud, Festival dei vitigni autoctoni meridionali.
A volte (ma io direi molto spesso) fare questo strano mestiere di cronisti del vino, di degustatori e commentatori (e in questo caso di aiuto organizzatore dell’amico carissimo Nicola Campanile) è particolarmente piacevole e fortunato.
Ragion per cui, una volta ricordato il sito Internet della manifestazione, su cui troverete ogni notizia, qui il regolamento ed il nome dei componenti delle due giurie, vi annuncio che Vino al vino next week si prenderà qualche giorno di pausa.
Salvo fare, se il sottoscritto non sarà troppo assorbito dagli impegni di degustazione e dagli incontri (previste anche visite ad un paio delle più significative, a mio avviso, aziende pugliesi, la Vinicola Savese di Vittorio Pichierri, custode della migliore tradizione del Primitivo di Manduria, e le Agricole Vallone, di cui visiteremo la tenuta Castelserranova, dove si svolge la fase di appassimento delle uve Negroamaro del magnifico Graticciaia – durante un momento conviviale presso un classico della cucina pugliese, il Fornello da Ricci di Ceglie Messapica degusteremo alcune annate di Primitivo Salento di un’altra validissima azienda, la Duca Carlo Guarini) alcuni aggiornamenti stile live blogging se mi sarà tecnicamente possibile.
Questo per tenervi informati sullo sviluppo e sull’andamento di una manifestazione tanto importante che intende porre sotto i riflettori le migliori produzioni, ovviamente autoctone, di alcune tra le più vocate regioni meridionali.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. silvana biasutti

    03/06/2011 at 16:06

    Caro Franco, bello leggerti un po’ sereno e soprattutto contento e appagato dalla visita in terra pugliese.

    Ho letto ieri Cazzullo, non l’ultimo dei fessi, a mio parere (e neanche il penultimo, come dicono a Montalcino di un tale che si dà arie di capetto di una piccola ma notevole realtà) – certo che i toscani sono davvero terribili, quando vogliono mettere alla berlina qualcuno -; dunque dicevo: ho letto Aldo Cazzullo che con semplicità e chiarezza scrive (cito a memoria e non virgoletto): più il mondo si ‘globalizza’, più diventa piatto e simile a sé stesso; il nostro paese è conosciuto, invidiato e appetito per la sua cultura (cominciando dalla lingua), per l’unicità dei luoghi suggestivi, per le opere d’arte e i paesaggi, per le mille piazze, per i prodotti strepitosi…tuteliamo e valorizziamo tutto ciò, è la nostra ricchezza!

    Mi ha fatto infinitamente piacere leggere questa esortazione di uno dei più sagaci e popolari giornalisti italiani, e ho letto con altrettanto piacere le dichiarazioni del Presidente Napolitano, sulla stessa lunghezza d’onda.

    In questo momento tu stai proprio assaggiando i frutti di una tessera di questo mosaico (troppo aulica?) e il tuo post è un’altra testimonianza della stessa identica realtà.

    Speriamo che tutti si diano da fare e coltivino queste stesse prospettive.

  2. Hervé LALAU

    10/06/2011 at 08:28

    De bons souvenirs, et de superbes découvertes, notamment les primitivos et les minutolos.

    Amitiés

    Hervé

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