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My Wine Notes

Bollicine che passione!

Bollicine inglesi per il Royal “Wedding?

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Sarà l’enomarketing patriottico o la secolare fedeltà allo Champagne a trionfare?

Che siate romantici oppure no, che vi lascerete conquistare come tutti, oppure fingerete indifferenza di fronte alla favola indubbiamente bella del matrimonio tra il figlio maggiore della sfortunata Lady D, Princess of Wales, e l’elegante e un po’ algida borghese di buona famiglia, è innegabile che il Royal Wedding, il matrimonio tra il Principe William e la bella Kate Middleton in programma il 29 aprile a Londra – visitate qui per tutti i dettagli il sito Internet dedicato – costituisca, anche se non siete inglesi e non siete sudditi di Sua Maestà la Regina (God Save the Queen, ovviamente) uno dei grandi eventi dell’anno. Uno dei più attesi.
E non necessariamente dal punto di vista del gossip, o di quello dei tabloid britannici che su questo matrimonio camperanno per lungo tempo. O di quello del costume o dei possibili sviluppi che la Monarchia britannica, in seguito a queste nozze potrà avere.
Il Royal Wedding di venerdì prossimo potrebbe segnare una data fondamentale, oltre che per la vita e la felicità dei due giovani sposi (ovviamente auguri!) anche per la storia del vino inglese – visitate qui il sito istituzionale – ed in particolare di quella particolare branca, in gran spolvero ed in continuo sviluppo negli ultimi dieci anni, che è quella relativa alla produzione di bollicine “méthode champenoise”, o per meglio dire English Sparkling wines.
Di cui trovate vita, storia, sviluppi e “imprese”, anche temerarie sfide al secolare modello rappresentato dagli Champagne, in questo sito Internet molto eno-anglocentrico, che ne documenta la crescita e la crescente popolarità.
Così, ne riferisce persino il celebre e autorevole critico del New York Times, l’ottimo Eric Asimov, in una puntuale cronaca dal titolo di Royal Wedding Wine may be Bubbly and English (il vino del matrimonio reale può avere le bollicine ed essere inglese), che potete leggere qui, potrà anche accade, anche se la love story del Regno Unito con lo Champagne è più salda che mai, mercato estero leader con 35,5 milioni di bottiglie spedite in UK nel 2010, e uno squillante +16,3% sul 2009, che in occasione del matrimonio si possa consumare un flagrante tradimento.

Al punto che in occasione dei festeggiamenti potrebbe non essere servito, come sarebbe normalmente accaduto sino a pochi anni fa, dello Champagne, ma nientemeno che degli britannici o albionici sparkling wines espressione di quella tipologia che sta ottenendo sempre maggiori successi e riconoscimenti non solo in patria, ma nel mondo.
A “spingere” in qualche modo verso questa scelta era stato, lo scorso gennaio, in un’intervista al Telegraph il celebre chef Michel Roux jr., proprietario di alcuni rinomati ristoranti stellati a Londra, tra cui Le Gavroche e Roux in Parliament Square, sostenendo che si trattava di un’occasione speciale, anzi, di “a very special occasion, it’s a very British occasion”.
Di un matrimonio reale, ma anche moderno, dove gli sarebbe piaciuto “to see a British sparkling wine, instead of champagne. “It might be a bit controversial but I think it would be great to see, and it would say a lot about Britishness. So maybe that, to add some fizz to the occasion”.
In effetti, come ricorda Eric Asimov, non sarebbe la prima volta per un English sparkling wine ad essere servito in grandi occasioni della storia reale. Quando la Regina Elisabetta II compì 80 anni nel 2006 il vino servito fu “an elegant blanc de blancs produced by Ridgeview Estate outside this little village in East Sussex”.
Pertanto, anche grazie all’immagine notevolmente più elevata che gli sparkling wines britannici hanno raggiunto, in ragione dei cambiamenti climatici che portano le uve piantate in UK a maturare meglio e agli studi geologici e pedoclimatici che hanno verificato l’esistenza di molte similitudini tra la zona della Champagne e le aree dell’Hampshire, dell’East e West Sussex, del Dorset dove i vigneti destinati alla produzione di bollicine metodo classico sono stati piantati, non è escluso che al Royal Wedding si possa brindare stappando bollicine made in UK. E magari continuando a bere Champagne, Pol Roger ad esempio, in forma molto riservata…
Se così fosse, sarebbe una svolta per l’English wine industry, un piccolo capolavoro di anglo-enomarketing con i sorridenti Kate e William nei panni di regali testimonial…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Silvana Biasutti

    26/04/2011 at 11:02

    Sarebbe felicemente (ed elegantemente) marketing oriented l’ipotesi di bollicine ‘autarchiche’ con dissolvenza incrociata su bollicine francofone – più o meno riservate che siano – e non sarebbe certo da considerare uno scialo.
    Se non si brinda a champagne in occasione di un Royal Wedding, quando mai allora?

  2. Franco Ziliani

    26/04/2011 at 11:16

    Eric Asimov é tornato sul tema English Sparkling wines in questo articolo pubblicato ieri: http://dinersjournal.blogs.nytimes.com/2011/04/25/a-bright-future-for-english-sparkling-wine/

  3. Nelle Nuvole

    26/04/2011 at 18:03

    Ho avuto occasione di assaggiare un paio di volte proprio il blanc de blancs della Ridgeview Estate e per quanto ben fatto e piacevole, mi sembra lontano mille miglia da uno Champagne e anche da un Franciacorta. Capisco la tentazione degli inglesi, uno degli ultimi a cimentarsi e’ Steven Spurrier, grandissimo conoscitore di Boredeaux e Bourgogne, ma la strada e’ lunga. Sarebbe meglio brindare con qualche buona Real Ale o Stout.
    Direi “niente bolle, siamo inglesi”

  4. Bardamu

    27/04/2011 at 14:01

    Poveri novelli sposi! Capisco l’orgoglio britannico, a livello di mktg è pure bella l’idea delle bolle inglesi; però l’estate scorsa in un lungo giro in UK ne ho assaggiate diverse e, mi spiace; fossi il novello sposo e l’erede (forse) al trono beh per il mio matrimonio gradirei delle meraviglie di Francia. O se proprio British devo essere sino al midollo meglio una buona birra! God Save the Champagne

  5. Roberto

    28/04/2011 at 10:19

    Bollicine inglesi? Sì, ma solo quelle della birra! Il vino e gli spumenti lasciateli a noi.

  6. Il Re Giorgio

    28/04/2011 at 19:06

    Quando vado al Royal Wedding domani con i miei amici Will e Kate, non bevo vino Inglese… Bevo Prosecco.

  7. GIAMPIERO PEZZUTI

    30/04/2011 at 17:22

    Leggo sul Corriere della Sera di oggi che,probabilmente,la prima tappa italiana di William e Kate sarà Lucca.
    Mi era venuta una bella idea su cosa offrire loro,Franco Ziliani mi intende.
    E invece fregato,i Marchesi Frescobaldi sono lì pronti a stappare 3 o 4 pallets del loro solito Brunello Riserva Castelgiocondo.
    Peccato,sarà per il prossimo”royal wedding”.
    Sperando che,nel frattempo,la Perfida Albione non diventi repubblicana.

    • Franco Ziliani

      30/04/2011 at 17:39

      sotto quale pessimo auspicio nasce questo wedding, se viene bagnato da quel vino… Cento volte meglio bere i loro validi british Sparkling wines, oppure, tanto non si sbaglia (quasi) mai, Champagne

  8. Nelle Nuvole

    30/04/2011 at 18:09

    Dubito che ci siano 3 o 4 pallets del Brunello suddetto a disposizione per la Royal Couple. Quel poco che non é stato (s)venduto é messo da parte per James the First, King of Florence e la sua imminente Divino Tuscano Celebration.

  9. GIAMPIERO PEZZUTI

    30/04/2011 at 23:59

    Certo,non saranno 3 o 4 pallets.
    La mia era solo immaginazione e ”invidia mercantile”.
    Ciao nn.

  10. GIAMPIERO PEZZUTI

    01/05/2011 at 22:02

    Permettetemi di dire,aldilà dei preziosi contenuti enologici,che anche le foto che Franco Ziliani pubblica sono molto carine.
    Ma invitano,ancora una volta,all’ironia sui soggetti.
    Mentre la Principessa è deliziosa, Lui(merita la maiuscola?)non lo vedo molto in partita.Mah!

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