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Omaggio alle cattedre ambulanti di enologia e viticultura: un’originale mostra a Milano

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Suscita grande curiosità l’annuncio dell’inaugurazione della mostra dal suggestivo titolo de “Nuove cattedre ambulanti di enologia e viticultura. Pagine pubblicitarie”, che si inaugurerà giovedì 3 marzo, con apertura dalle 18.30 alle 21.30, presso la Galleria Photology di via della Moscova 25 a Milano. Mostra che rimarrà aperta, dalle 11 alle 19, sino al 16 marzo.
Che cosa siano state nell’Ottocento le cattedre ambulanti, di agricoltura, enologia e viticoltura, è presto detto, “per quasi un secolo la più importante istituzione di istruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto delle istanze più avanzate degli ambienti intellettuali e dal mondo della docenza, prima libera, poi di ruolo, proveniente dalle scuole e dagli istituti tecnici”.
Le cattedre ambulanti si occupavano di “diffondere l’istruzione tecnica fra gli agricoltori, di promuovere in ogni ramo il progresso in agricoltura e disimpegnare i servizi agrari loro attribuiti”.
Si rivolgevano prevalentemente ai proprietari terrieri, ma anche “alle masse dei contadini e costituivano in Italia il primo esempio in cui una organizzazione si impegnava direttamente ad insegnare le nuove tecniche agricole”.
Nella mostra milanese, promossa congiuntamente da Davide Faccioli responsabile di Photology, e da illuminati imprenditori della zona del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Giovanni e Virginia Gregoletto di Vallismareni, e Giuseppe Gregoletto della Gregoletto di Premaor, si potranno ammirare annunzi e pagine pubblicitarie dedicate a diversi temi presentati con titoli singolari, Venezia Giulia, lavori in vetro soffiato, l’arte del bottaio, la vite è una liana, il genio sta nel vitigno, Jules Guyot, Cannone antigrandine, W la France, Jean Antoine Chaptal, Liriche di Conegliano, Italo Cosmo, Pompeo Gherardo Molmenti, Anacreonte, Timorasso e Walter Massa, Pensiero persiano e pensiero trevigiano, poster stampati in serigrafia, realizzati da Luca Furlanetto su carta Favini.
Testi illustrati da testi di vari autori. Da Ottavio Missoni ad Attilio Scienza, Giovanni Gregoletto, Joseph Zoderer, Luca Busetto, Francesco Pol, Antonio Saltini, Karl Marx, Benedetto Speri.
Sicuramente una mostra dove il vino, la viticoltura, l’enologia non sono indagati in sé, ma come fenomeni di un più ampio concetto di cultura che investe la scienza, la storia, l’economia, l’antropologia e la filosofia.
Come perdersi dunque una mostra tanto originale e dal menu così stuzzicante?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Francesco d'Elia

    01/03/2011 at 15:40

    Argomento decisamente interessante.. Sarebbe utile che supporti di questo genere tornassero ad essere attivi anche oggi per valorizzare le nostre produzioni.. Peccato che la mostra sia a Milano, l’avrei visitata volentieri..

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