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Blogosfera

Non ho cambiato idea: ancora nessuna commistione tra contenuto e pubblicità

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Prima che qualche lettore oltre a strabuzzare gli occhi arrivi a pensare, e a scrivere, che io abbia cambiato idea, che mi sia conformato ad un andazzo diffuso voglio subito fare una precisazione.
Non ho cambiato idea: quello che sta scritto, in alto a destra, come “disclaimer” a partire da metà novembre, quando ho deciso l’adesione al circuito pubblicitario di VinoClic, è tuttora valido e lo resterà ancora: “Questo blog rifiuta la commistione tra contenuto e pubblicità. La gestione è affidata al network di raccolta VinoClic che seleziona gli inserzionisti sulla base della qualità degli stessi e consente ad ogni editore di rinunciare ad una o più campagne sgradite dando pieno controllo all’autore su cosa sponsorizzare o meno”.
Allora, vi chiederete, perché ho deciso di aderire, dopo la proposta dell’amico Filippo Ronco deus ex machina di VinoClic, alla campagna che dice “Bele Casel… vuoi conoscere il Colfòndo?”?
Non si tratta forse, su un blog che parla di vino, di una pubblicità di un’azienda vinicola? Avete ragione, ma c’è una grossa differenza.
Ho scelto di non rinunciare a pubblicare questa campagna, come ho fatto invece in passato con altri inserzionisti proposti da VinoClic e in questo periodo con la pubblicità di un notissimo, storico produttore toscano (i cui vini non mi piacciono affatto), pubblicità che appare invece su altri siti e blog del network di Ronco, per il semplice motivo che considero questo advertising qualcosa di più e di diverso da una semplice pubblicità aziendale. Lo considero un modo di catturare l’attenzione su una tipologia di vini, quelli che ci siamo abituati a chiamare “Prosecco Colfòndo”, nella quale credo, tanto che su Lemillebolleblog, il blog specializzato in bollicine che ho lanciato dal 15 novembre (e che vi invito ad andare a visitare regolarmente come fate con questo blog) le ho dedicato una serie di articoli, che potete leggere qui, qui, qui, qui e infine ancora qui.
C’è di più. Nel post del 10 gennaio, questo, avevo addirittura parlato del Prosecco Colfòndo, un Asolo Docg, prodotto proprio dall’azienda che ha deciso questa campagna su VinoClic.
Ecco perché mi sento la coscienza completamente a posto: non solo pubblico una pubblicità che ha quasi un carattere “istituzionale”, che cattura l’attenzione non solo su uno ma sull’intera gamma dei “Prosecco Colfòndo”, ma visto che di quell’azienda e di quel vino ho scritto due mesi prima che arrivasse questo advertising, nessuno, neppure la persona più in malafede, potrà mai dire che il sottoscritto ha cambiato idea.
E che si è piegato alla “logica” se così la vogliamo definire, dei redazionali pubblicitari, più o meno mascherati. Quelli che imperversano, alla faccia della separazione tra informazione e advertising, su diversi altri siti Internet. Anche molto noti…

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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