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My Wine Notes

Interrogativi

Brunello Camicia Rossa la trionferà: a Montalcino omaggio enoico ai 150 anni della Unità d’Italia

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Immaginifici davvero a Montalcino, quando c’è da dimostrare di essere “creativi” loro non si tirano proprio indietro.
E in quanto a creatività mostra di essere maestra, non inferiore a nessuno, la gentilissima Signora Donatella Colombini Cinelli, dal 2001 Assessore al Turismo del Comune di Siena, delegata toscana dell’associazione delle Donne del Vino e dal 2008 vice presidente, hai detto mai, dell’Enoteca Italiana.
Non contenta di essere anche vice presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, di averci spiegato, come ho raccontato qui, che l’acqua e bagnata, e di aver inventato il talk show sulla storia del vino italiano proprio nello stesso momento in cui noi giornalisti invitati a Benvenuto Brunello eravamo impegnati a degustare (evidentemente credendo che avessimo scoperto il dono dell’ubiquità), la Signora poteva forse perdere l’occasione di dare segnali di sé in occasione dei festeggiamenti per i primi 150 anni della Unità d’Italia? Non sia mai!
E non poteva mica di certo accontentarsi, come altri “geni” hanno fatto, di inventare la bottiglia del taglio unitario, con uve un po’ di tutta Italia nel nome di una variopinta e pittoresca eno-unità.
La Signora, che è donna di cultura, che ha fatto buone letture ed è laureata in Storia dell’Italia medioevale, ha pensato bene che si dovesse lasciare un segno tangibile in questa unitaria. E cosa ha fatto?
Ha pensato bene di festeggiare, a modo suo, l’Unità d’Italia con un Brunello di Montalcino 2006, speciale, denominato Camicia Rossa, dedicato nientemeno che a Giuseppe Garibaldi.
La spiegazione di questa scelta è semplice: onorare la memoria dei propri antenati con un’edizione limitata del suo Brunello di Montalcino dedicato agli antenati che maggiormente hanno partecipato alle lotte d’indipendenza: Angelo e Guelfo Guelfi.
Ecco quindi dedicata a loro una piccola selezione di 1000 esemplari (mille come i celeberrimi Mille garibaldini), con tanto di etichetta, super patriottarda, disegnata dal pittore Alessandro Grazi, che riproduce la camicia rossa del generale Giuseppe Garibaldi “che sembra avvolgersi a coprire interamente la bottiglia”.
E come recitano i comunicati: “la scritta in verticale, con il nome del vino,  è conclusa in alto da una coccarda tricolore con al centro una colomba bianca simbolo di pace e della cantina Casato Prime Donne di Montalcino in cui è stato prodotto il Brunello”.
Da commozione anche la dedica, scritta di pugno da Donatella Cinelli Colombini, che recita: “La camicia rossa, vestita da Garibaldi e dai suoi soldati, è oggi indossata dal mio meraviglioso Brunello 2006 che vi invito a bere ricordando la generosità e il coraggio di chi, come i miei antenati, ha reso libera e unita l’Italia”.
E tanto per rimanere in tema, ieri sera alla Fattoria del Colle si è svolta una “cena garibaldina”, ispirata ai piatti di metà Ottocento grazie alle ricette di Pellegrino Artusi, servite in abbinamento al vino Edizione Limitata Brunello Prime Donne 2006 Camicia Rossa.
Tema della serata il colore rosso, dal design della bottiglia all’aperitivo con il Leone Rosso Orcia DOC sino all’abbagliamento richiesto ai commensali.”.
Di fronte a tanta fantasia, a tanta creatività, come non rimanere ammirati?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. GIAMPIERO PEZZUTI

    18/03/2011 at 17:59

    Ma è perfetto per la Festa dell’Unità..quella vera.
    E poi dove non c’è contenuto,vi sia il contenitore.

  2. Francesco d'Elia

    18/03/2011 at 18:40

    Francamente l’etichetta mi sembra orribile ed anche l’iniziativa non mi sembra troppo azzeccata anche se il Brunello è nato intorno a quegli anni.. Sempre più all’americana..

  3. Mario Rossi

    19/03/2011 at 10:07

    Dottor Ziliani, concordo con il signor Pezzuti. La Bottiglia in questione è stata probabilmente prodotta per la Festa dell’Unità, non per la Festa dell’unità d’Italia, anche in virtù della nota militanza politica della Signora Colombini.

    Distinti Saluti

  4. GIAMPIERO PEZZUTI

    20/03/2011 at 09:05

    Se pensate che qualche anno fa ha fatto il Brunello futurista
    (cosa c’entra lei col Futurismo?)con un’etichetta oscena,
    gialla,rosa,azzurra e verde,con una specie di cresta,
    e l’ha chiamato,tenetevi forte, ”Brum,brum Brunello”.
    Ogni tanto c’ha il guizzo kitsch, che ci dobbiamo fare.

  5. Mario Rossi

    20/03/2011 at 11:54

    Questo tipo di idee non è neanche più originale. Noi che invece amiamo la vera classicità in questo settore ci rivolgiamo senza dubbio alcuno a http://www.vinilunardelli.com/index.php?lnng=IT&cat=000468&cat2=000470

  6. Tommaso

    22/03/2011 at 10:39

    Il provincialismo di certi personaggi è folgorante.

  7. Guelfo Beniamino

    12/05/2011 at 19:37

    Contrariamente a quanti hanno criticato la vostra iniziativa di etichettare il meraviglioso vino Brunello,con la divisa garibaldina, trovo che sia stata spiritosa e un po’ audace, ma pur sempre lodevole nel suo spirito contestuale dei su detti festeggiamenti. Come avrete certamente notato dal mio cognome, sono un Guelfo. E sono molto orgoglioso del mio cognome.
    Ho 63 anni, lavorocome stilista modellista presso la grande casa di altamoda milanese PRADA. Vengo al motivo vero di questa mia. Da pochi giorni ho finito di scrivere il mio ramanzo dal titolo GUARDANDOTI NEGLI OCCHI, fra i tanti personaggi di cui parlo due predominano la scena, la prima è la meravigliosa contessa Anna Guelfo, secondo personaggio è il famoso vino etichettato guelfo che io ho avuto in dono dall’associazione dei carabinieri di Mntevarchi (AR) Visto che il mio cognome è guelfo, mi sono detto perché non parlare del buon vino Guelfo? e così ho fatto. il mio romanzo è stato preso in seria considerazione dalla casa editrice nuovi autori emergenti con sede a milano. mi anno chiesto un contributo per la pubblicazione. se ritenete che sia cosa giusta sponsorizzarmi ne sarei oltrmodo orgoglioso, lo scriverei sul mio romanzo, il quale verrebbe distribuito in tutta italia. ringraziandovi per la attenzione vi saluto cordialmente Beniamino Guelfo in arte GUBEN; cell. 349-5713946

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