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My Wine Notes

Enovarie

Carema, Nebbiolo di montagna al profumo di pietra

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Emozionante verticale del meno piemontese dei vini piemontesi, il Carema Doc, prodotto in un territorio che è ancora amministrativamente parlando Piemonte, ma è già ampiamente, da un punto di vista viticolo, del paesaggio, della viticoltura eroica di montagna, già Valle d’Aosta.
Annate recenti in assaggio, presso la Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema, fondata nel 1960 e quindi giunta ai suoi primi cinquant’anni di vita, annate come 2006, 2005, 2003, 2000, ma anche un paio di vecchie annate, versione base “etichetta nera”, nemmeno riserva “etichetta bianca”, come il 1990 ed un miracoloso 1985.

Una degustazione emozionante, fatta in cantina nel pomeriggio del 18 ottobre, un’ennesima riprova di quali mirabilie possa regalare il Nebbiolo, anche in questo terroir di montagna, in questa terra dall’identità un po’ sfuocata, che racconto, con un lungo excursus anche su Carema, la sua storia, qui, in un ampio articolo pubblicato sul sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
A chi volesse provare a mettersi in cantina, per conservarle pazientemente per anni un po’ di bottiglie di questi Nebbiolo in purezza coltivati in vigneti terrazzati, scoscesi, erti, strappati letteralmente alla roccia, segnalo gli onestissimi prezzi di vendita in cantina:
2006 base etichetta nera 7,50 euro
2006 riserva etichetta bianca (in commercio orientativamente a metà novembre) a 8,90 euro

Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema Società Cooperativa
via Nazionale 32 Carema TO
tel. 0125 811160 – 0125 362248
e-mail cantinaproduttori@caremadoc.it
sito Internet http://www.caremadoc.it

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. fabiocimmino

    28/10/2010 at 10:37

    Mi era sorto qualche dubbio leggendo la scheda su Lavinium della Riserva 2006 che la brava Barbara Brandoli fosse stata un pochino “tirata” sulla valutazione finale.

  2. Cantinetta

    28/10/2010 at 10:40

    Una domanda, ho visto il sito ma non ho capito se è possibile acquistarli online

    • Franco Ziliani

      28/10/2010 at 10:47

      no, escludo che vendano on line. Ma può sempre contattarli e ordinare del vino via corriere

  3. Pingback: Carema, Nebbiolo di montagna al profumo di pietra | Trentinoweb

  4. paolo

    28/10/2010 at 11:43

    Un grande vino poco conosciuto e poco apprezzato, chissà perchè non piacciono questi nebbioli “fini” che si sposano benissimo con la cucina del Canavese. Ricordo bene il 1985, ma anche il 1996.
    Attenzione perchè Cota, per ringraziare i suoi concittadini, vuol dare la DOC all’Erbaluce dei colli novaresi.

  5. Mario Crosta

    28/10/2010 at 12:31

    No, scusa, paolo, ma questa non l’ho proprio capita. Come si puo’ leggere qui http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=17&IDNews=968 c’e’ gia’ la DOC Colline Novaresi per il bianco che proviene da monovitigno Erbaluce, che e’ un vitigno tipico delle Baragge e va benissimo, per esempio, abbinato ad un bel piatto di rane nelle trattorie intorno a Proh. Cota e’ novarese, non viene dalla luna. Se si tratta di precisare il nome del vitigno in etichetta (visto che “bianco” e’ un po’ generico), ogni produttore puo’ farlo nelle indicazioni facoltative. Se vuole codificarlo nella DOC che c’e’ gia’, anche da parte mia non ci vedo niente di male. Ma farne una DOC apposta, adesso, che tra pochi mesi ci sara’ gia’ una rivoluzione con le nuove norme europee, mi sembra davvero un errore.
    Invece per quanto riguarda il Carema, suggerirei un altro articolo di quel Winereport che, quand’era diretto da Franco, era un bel portale per gli enoappassionati:
    http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=17&IDNews=970

  6. Mario Crosta

    28/10/2010 at 12:34

    Tra l’altro il Carema l’ho promosso anche in Polonia:
    http://www.vinisfera.pl/wina,526,149,0,0,F,news.html

  7. Mario Crosta

    28/10/2010 at 12:44

    Comunque, paolo, leggendo qui http://www.ecoditorino.org/caso-erbaluce-di-caluso-produrlo-anche-a-novara-regione-in-pausa-di-riflessione.htm non mi sembra che l’ipotesi possa andare avanti, anche perche’ la Coldiretti fara’ le barricate, in quanto non mi sembra che si voglia creare una nuova DOC Erbaluce Colline Novaresi (dal mio commento precedente si puo’ evincere che non ce n’e’ bisogno), ma invece allargare la produzione dell’Erbaluce di Caluso DOC anche ad altre province, tra cui Novara, il che e’ tutt’altra cosa e che, ripeto, e’ davvero un errore.

    • gp

      22/05/2014 at 16:35

      No, l’ipotesi sembra essere la prima, non la seconda, anche se qualche giornalista poco… versato può avere frainteso. D’altronde l’Erbaluce di Caluso è una Docg (non una Doc), l’arrembaggio da parte della Doc Colline Novaresi avrebbe infime probabilità di successo.

  8. enofaber

    28/10/2010 at 14:09

    Che bello leggere questo post (e l’articolo) su questo grande vino così ampiamente sottovalutato. Personalmente ho impresso nella memoria un Riserva 2001 strepitoso… ed in cantina ho alcune bottiglie che conservo gelosamente. Anche perchè il rapporto qualità/prezzo è davvero notevole… Grazie “siur” Franco 🙂

  9. Stefano Menti

    28/10/2010 at 14:13

    Ho bevuto per la prima volta il Carema 5 anni fa. Ottimo vino e il prezzo dell’epoca… 16 € in tavola.

    Speriamo queste realtà buone e oneste emergano come meritano.

  10. Francesco

    29/10/2010 at 17:24

    è un vino che amo e bevo volentieri, veramente gastronomico. vendono tramite mail, fai il bonifico e ti inviano i cartoni. prezzi commoventi, real deal
    ciao

  11. Maurizio

    29/10/2010 at 17:33

    Ho trovato molto interessante come le annate 1978-1985 mantengano una freschezza quasi attuale, riscontrabile nel 2006et. nera, sintomo di grande tenuta nel tempo e di particolare “territorialità” che si mantiene per 30 anni e più!

    Ci tenevo a sottolinearlo.

    Un saluto a tutti

  12. Barbara

    31/10/2010 at 07:16

    @Fabio Cimmino: Hai ragione caro Fabio, sono stata un pochino tirata sul Carema 2006, non l’ho fatto per sottovalutarlo ma solo perchè la mia conoscenza di questo vino e quindi delle altre annate non è sufficiente. Altro motivo (e Roberto lo sa) è che io odio dare i punteggi ai vini, mi trovo sempre a disagio e quindi è anche probabile che sbaglio nell’attribuire una chiocciola in più o una in meno. Detto questo, io scrivo solo di vini che mi emozionano, il Carema 2006 dei Produttori Nebbiolo di Carema mi ha emozionato! E’ la prima bottiglia che assaggio ma alla prima occasione andrò a Carema, sono curiosa di vedere le coltivazioni, i muretti, di parlare con i produttori e sono sicura che questo vino mi stupirà ben più di una sola volta.
    Un caro saluto a te e a Franco che ci ospita,
    Barbara.

  13. Pingback: Vino Wire » Carema: a truly moving vertical

  14. Pingback: The least Piedmontese of the Piedmontese wines « Do Bianchi

  15. enofaber

    05/11/2010 at 01:14

    @ Barbara: sono sicuro che quando si troverà di fronte alle vigne di Carema il suo stupore sarà grande e la voglia di approfondire la conoscenza di questo vino aumenterà a dismisura. La sua degustazione su Lavinium mi è piaciuta molto, proprio per le emozioni che è riuscita a trasmettere. L’unico appunto che le muovo, se posso permettermi (e le confesso che l’ho già detto in altra sede a Roberto Giuliani), è che degustare il 2006 è un po’ un “infanticidio”. Il Carema ha bisogno di tempo, tanto tempo. Ed il 2006 è veramente tanto, troppo giovane per esprimersi al meglio. Spero abbia la possibilità di assaggiare annate più “vecchie” per capire cosa intendo dire. Un caro saluto e un ringraziamento a Ziliani che fa “tramite”…

  16. Alfonso Cevola

    06/11/2010 at 15:04

    very jealous….but happy for you

    • Franco Ziliani

      06/11/2010 at 15:55

      Thank you my friend! I hope to have the chance to taste with you another bottle of this fantastic wines next time I’ll return in Italy

  17. Pingback: Carema: a truly moving vertical | Wine Miles

  18. Pingback: Carema: violent beauty and stunning wines (best Thanksgiving wine for 2011) « Do Bianchi

  19. mattia

    19/12/2012 at 13:43

    salve ho un nebbiolo di carema del 1974, potrei sapere il valore?
    grazie a tutti

    • franco ziliani

      19/12/2012 at 13:45

      … a saperlo! Mattia, ha sicuramente un valore inestimabile, ovvero la possibilità di essere stappato da lei e assaggiato. Con la speranza che il tappo abbia retto e che il vino possa regalarle delle emozioni… 🙂

  20. Andrea Li Calzi.

    21/05/2014 at 15:08

    ho stappato un anno fa il 2005 etichetta bianca acquistato da loro e purtroppo l’ho trovato un pò stanco,troppo maturo,colpa sicuramente del’annata,un vino che cmq emoziona,sicuramente saliamo di prezzo ma il mitico Ferrando suona tutta un altra musica!

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