Seguici su
Attenzione: questo sito è impostato per consentire l'utilizzo di tutti i cookie al fine di garantire una migliore navigazione. Se si continua a navigare si acconsente automaticamente all'utilizzo. Continua Leggi l'informativa completa
My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Primitivo di Manduria dolce naturale 2007 Attanasio

Pubblicato

il

Ce ne dimentichiamo colpevolmente troppo spesso, affascinati e soggiogati, enoicamente parlando, da vini meravigliosi e particolarissimi come i Banyuls e Maury del Sud della Francia, nel Roussillon, oppure degli spettacolari Pedro Ximénez della D.O. Montilla-Moriles o dei dulces naturales di Jerez, per tacere dei Palo Cortado o dei Cream, oppure dai vini di Porto e di Madeira, che anche in casa nostra, nella solare Puglia abbiamo vini che possono tranquillamente confrontarsi senza sfigurare affatto con questi secolari modelli.
Si parla spesso, e sempre di più negli ultimi anni, di Primitivo, ma curiosamente, forse condizionati da una corrente di pensiero che tende a penalizzare i vini dal contenuto alcolico elevato, ci si dimentica che nel campo del Primitivo di Manduria forse alcune delle espressioni più autentiche e più esaltanti vengono dalla tipologia dolce naturale nella quale l’alcol è sicuramente elevato, dai 15 gradi minimo sino ai 20 gradi, ma dove, nei risultati migliori l’alcol non è mai fuori posto o costituisce un elemento bruciante e aggressivo, ma consente al vino, con gli estratti importanti su cui può contare, di raggiungere la sua particolarissima personalità.
Ho già celebrato, com’era giusto, lo scorso dicembre, qui, i meravigliosi risultati ottenuti con il suo stile classico, anzi, antico, da quell’emozionante personaggio che è Vittorio Pichierri, ma ora, avvicinandosi la Pasqua e pensando ad un suo ideale abbinamento non solo con la pasticceria secca a base di pasta di mandorle, nonché ai formaggi erborinati, ma a dolci tra i quali includerei, perché no?, le tradizionali uova di cioccolato,  voglio proporre alla vostra attenzione un altro Primitivo di Manduria di livello superiore.
Un vino prodotto dall’azienda agricola Attanasio Giuseppe che come recita il suo sito Internet “continua con passione le tradizioni di una tipica famiglia di viticoltori salentini” in una cantina “di fine ottocento dove dal 2000 giungono le uve di Primitivo, raccolte con metodo tradizionale e provenienti esclusiva-mente dai vitigni di proprietà, circa 5 ettari di alberello pugliese nell’agro di Manduria curati personalmente da Giuseppe Attanasio con un’esperienza di oltre 60 anni”.
Il vino che mi ha profondamente colpito di questa azienda è proprio un Primitivo di Manduria dolce naturale dalla gradazione alcolica totale “monstre” di 19,5 gradi, ottenuto da uve Primitivo provenienti da un vecchissimo vigneto di 90 anni, ad alberello, con resa per ettaro contenuta in 20 quintali, affinato esclusivamente in acciaio e proposto (2000 gli esemplari prodotti) in una bottiglia da mezzo litro.
Un vino spettacolare, ottenuto, raccontano, “solo in particolari annate asciutte che permettono di prolungare l’appassimento fino ai primi giorni di ottobre. Nella tradizione della famiglia, i grappoli venivano tagliati e riposti ad asciugare su un letto di erba secca preparato ai piedi del ceppo per ottenere un vino dolcissimo che in passato si serviva in occasione delle feste e delle ricorrenze più importanti accompagnandolo a tipici dolcetti di mandorle”.
Colore rubino violaceo di estrema profondità, densità e concentrazione, viscoso e consistente nel bicchiere, mi ha colpito per il suo naso estremamente fitto, compatto, complesso, pieno di energia, dove note di prugna secca e prugna sotto spirito si abbinano a ricordi di fichi secchi, rabarbaro, china, amarena, striature di macchia mediterranea, dal ginepro alle erbe aromatiche, al cuoio e al tabacco da pipa.
Grande naso, ma bocca ancora migliore, con la sua opulenza, il suo calore, l’ampiezza e la larghezza senza fine, un dinamismo che porta il vino ad impadronirsi progressivamente, con calcolata dolcezza, della cavità orale e del palato, con strati su strati di frutta matura, dolce al punto giusto, mai stucchevole, ma anche con una sorprendente e piacevolissima struttura tannica, che rende vibrante il vino, e gli regala un finale, merito di un’acidità calibrata, estremamente salato, pieno di carattere, di persistenza lunghissima.
Un grande vino che renderà ancora più golose e cioccolatose, nel contrasto dolce amaro, le vostra uova pasquali…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

Continua a leggere
Fai click per commentare

0 Commenti

  1. Nicola

    13/04/2010 at 16:00

    complimenti per la segnalazione Ziliani: questo di Attanasio é davvero un ottimo Primitivo dolce, equilibrato, godibile e piacevole nonostante la sua gradazione molto elevata. Una volta di più conferma di saper scegliere bene (e consigliare bene gli appassionati come me) nella mia Puglia

  2. danilo guido

    26/09/2010 at 11:54

    sicuramente un ottimo primitivo dolce, unica cosa non mi spiego perchè debba costare 20euro la bottiglia da 50cl. boh?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tendenza

Autore: Franco Ziliani - P.IVA: 02585140169 - Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini inserite in questo blog sono tratte in massima parte da Internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo a Franco Ziliani, saranno subito rimosse.
Privacy Policy