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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Eloro Nero d’Avola Rosa nera 2009 Marabino

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Ancora un grande rosato di Sicilia nel mio bicchiere e ora su questo blog. Dopo l’eccellente Nerello Mascalese di Bonavita di cui vi ho parlato ieri, ribadisco il mio entusiasmo per la nouvelle vague dei rosati siculi segnalandovi doverosamente un’altra primizia.
Parlo della prima prova di rosato di un’azienda di recente storia, Marabino, nata nel 2002, e situata nella zona sud orientale della Sicilia, in val di Noto, nell’area della Doc Eloro (nelle contrade “Buonivini” e “Barone”), dove conta su trenta ettari di vigneto, allevati a spalliera per i nuovi impianti e ad alberello Pachinese (detto alberello “impupato”) per le vecchie vigne, con una resa che va dai 40 agli 80 quintali ettaro, coltivati entrambe secondo il metodo biologico – dinamico.
Ho già scritto di altri vini di questa realtà produttiva molto interessante, il Nero d’Avola Don Pasquale 2007 – leggete qui – e il Moscato di Noto – leggete qui – ma devo dire che questo nuovo rosato di Nero d’Avola mi ha veramente conquistato (e ha ottenuto il parere favorevole, generalmente ancora più severo del mio, della mia Signora) per la sua estrema bevibilità, per una duttilità d’utilizzo che lo rende adatto ad accompagnare una vasta gamma di piatti, dalla pizza ad umidi di pesce, da primi piatti con verdure oppure preparazioni a base di pesce azzurro a quel capolavoro della cucina mediterranea che è la parmigiana di melanzane.
Prima di raccontarvi le mie emozioni su questo Eloro Rosa nera, voglio che a raccontarvi la sua genesi sia, con le sue parole, direttamente il suo artefice, il proprietario della Marabino, il giovane Pierpaolo Messina (che ho avuto il piacere di conoscere a Catania durante il Congresso dell’A.I.S. del 2008, occasione in cui conobbi anche la carissima amica Francesca Tamburello, organizzatrice di una per me indimenticabile serata dedicata al Nebbiolo di Langa in quel di Castebuono lo scorso gennaio – vedete qui – a lei un abbraccio e un in bocca al lupo!).
Mi scrive Pierpaolo che “il Rosa Nera è un vino che io ho fortemente voluto, frutto della mia passione per questa tipologia di prodotto, che oltretutto era prevista nella Doc Eloro.
E’ un vino che non nasce dal classico e sbrigativo salasso, ma è stato studiato sin dalla selezione del vigneto da dedicare esclusivamente per la produzione di questo rosato.
Il Rosa Nera è un vino ottenuto da un vigneto ad alberello di 27 anni, con una densità di 7000 piante ettaro, di circa un ettaro e mezzo, esposto a sud. Vigneto su terreno leggero molto calcareo con scheletro abbondante e tessitura fine.
Potatura corta con tre speroni e due gemme con una resa di 50 quintali ettaro. Il vigneto è allevato ad alberello “Pachinese”, un alberello differente dagli alberelli pugliesi e del resto della Sicilia.
L’alberello Pachinese è detto “impupato” proprio come un pupo siciliano, che consiste nel legare ( “liari” ) i germogli a un tutore di canna che poi vengono avvolti a se stessi (“mazzunatura”) senza essere spezzati ma solamente strozzati, inibendo la dominanza apicale .
Questa vigna è la figlia del vigneto di Archimede, poiché  si usarono le sue marze per innestarla. L’uva raccolta  in piccole cassette viene diraspata e fatta macerare in pressa ad una temperatura di circa 10 gradi per 5/6 ore, quindi viene pressata molto soffice estraendo solo il mosto fiore ricco di acidi e aromi primari.
Dopo una decantazione statica di una notte il mosto limpido viene fermentato ad una temperatura di circa 18 gradi con i suoi lieviti indigeni. Dalla fine della fermentazione alcolica fino al momento dell’ imbottigliamento viene conservato su fecce fini periodicamente rimesse in sospensione”.
Fin qui l’autore del vino, prodotto sinora in 6000 esemplari posti in vendita al prezzo, franco cantina, di 6 euro.
A me raccontare ora perché questo rosato di Nero d’Avola, colore cerasuolo splendente vivo, di notevole profondità più da rosso non di grande intensità che da rosato (mi ricorda una Schiava altoatesina), un rubino scarico di grande luminosità e con una bella vena che richiama la granatina, mi sia piaciuto molto.
Bello il naso, dolce, succoso, di grande polpa e materia larga piena matura ma senza eccessi, con nitide note di ciliegia e fragola, accenni di ribes, rosa canina e rosmarino, molto compatto, denso di larga tessitura.
Un naso da rosato vero e non costruito furbescamente, senza nessuna di quelle note, artificiali, di confetto, bubble gum, bon bon, che infestano diversi furbeschi rosati moderni.
Ma che spettacolo la bocca, ricca e piena, che inizialmente sembra prendere la via di una calibrata dolcezza, ma poi si rivela piacevolmente, asciutto con una giusta succosità e morbidezza del frutto, ma non priva di qualche piacevole asperità tannica, di una struttura salda, con buona persistenza e nerbo e un finale lungo, grande ricchezza di sapore e soddisfazione.
Un vino molto equilibrato, con una naturale rotonda, ben tornita dolcezza del frutto e una bella nota salata finale che non stanca e invoglia golosamente al bere. Cosa volere di più?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. alex dastoli

    01/05/2010 at 20:31

    mi piacerebbe molto provarlo amo i rosati VERI….mi fido molto dott Ziliani del suo dire e degustare……Alex

  2. Palombi Dante

    24/10/2010 at 20:55

    Maestro, all’Ostaria dei Pazzi alla Garbatella è il mio vino preferito. Grazie di esistere.

  3. giacomo

    01/12/2011 at 14:04

    vino notevole, nitido al naso e leggermente fruttato, asciutto e delicato assieme. Buono, veramente buono. Complimenti.

  4. Pingback: Seconda edizione Concorso enologico Vini rosati d’Italia: un palmarès non esaltante | Blog di Vino al Vino

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