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My Wine Notes

Enoriflessioni

Vivace scambio di vedute con il Robert Parker der Tufello su Intravino

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Interessante il post di Alessandro Morichetti sul blog Intravino dal titolo, lapidario, di “Cosa chiedereste a Daniele Cernilli?”.
Per chi non lo sapesse, il personaggio in oggetto è, parole di Morichetti, il “poco amato e molto temuto direttore responsabile della guida Vini d’Italia edita dal Gambero Rosso”.
Interventi interessanti, anche se francamente da un invito del genere, rivolgersi ad uno degli uomini del vino più potenti d’Italia per fargli qualche domanda, mi aspettavo qualcosa di più, come numero d’interventi e come pregnanza nelle richieste, ma la discussione ha cominciato finalmente a prendere quota solo dopo alcuni interventi del diretto interessato.
Che nell’ordine ha tenuto a precisare – per la serie lei non sa chi sono io –  che
1) “io non “conoscevo” Veronelli, ero amico ed allievo di Veronelli e Gino era una persona straordinaria, che manca molto a tanti, non solo a me”;
2) “noi non abbiamo visto cadute significative di vendite negli ultimi anni, e la cosa che ci interessa è vendere libri, non necessariamente far vendere vini”;
3) “qui da noi nessuno ha mai enfatizzato il ruolo ed il valore dei Tre Bicchieri. Lo hanno fatto altri. Produttori, rappresentanti di commercio, enotecari, anche semplici appassionati”.
Per poi chiudere sostenendo ancora:
4) “per centinaia di aziende la nostra guida, e ci aggiungo anche Duemilavini che è quella più efficace dopo di noi, hanno svolto operazioni gratuite di marketing, portando agli onori della cronaca piccole realtà che altrimenti ben difficilmente sarebbero state conosciute. In Italia e nel mondo. Tanti produttori sanno bene che per essere in guida e per avere avuto il nostro premio hanno dovuto semplicemente mandare due bottiglie per tipologia, senza avere mai dovuto fare altro”.
Lamentando infine che
5) “noi subiamo da anni attacchi privi di fondamento, basati semplicemente su chiacchiericci dovuti a malanimi ed invidie varie. Mai un fatto, mai una prova di una scorrettezza. E non basta la semplice osservazione che qui al Gambero Rosso non si è arricchito nessuno per farli smettere”.
A questo punto non ce l’ho proprio fatta a non intervenire e a non dire la mia, non solo per commentare l’affermazione di un lettore, Giulio, intervenuto dicendo “forse gli chiederei di quella volta…in Piemonte…di quella degustazione di Baroli…che poi in fondo proprio tutti Baroli non erano…o forse sì?”, alla quale Cernilli ha risposto “quale degustazione? Non credo di avere mai fatto degustazioni pubbliche di Barolo in vita mia”, e per chiosare dicendo “Giulio, se in quella fantomatica degustazione c’erano anche dei vini che, come scrive, “in fondo proprio tutti Barolo non erano”, il dottor Cernilli li avrebbe sicuramente individuati e indicati come estranei…. Su questo possiamo essere sicuri, il grande esperto, anzi il massimo, sa perfettamente distinguere il grano dal loglio, ovvero un vino che é Nebbiolo 100%, da un altro vino dove, ipoteticamente, al Nebbiolo potrebbe essere stato aggiunto anche un tot di altre uve… E non mi riferisco al Barbera…”, ma per dire altre cose.
Dando così vita ad uno scambio di vedute con il Robert Parker der Tufello, come l’avevo soprannominato ai tempi di WineReport, che segnalo all’attenzione anche dei lettori di questo blog.
Ma è proprio sicuro, il direttore del Gambero rosso e di Vini d’Italia, che tanti consumatori italiani prendano ancora per oro colato, e come verbo i giudizi suoi e della sua guida? Il suo crescente nervosismo nel rispondere e la spocchia di cui dà prova, mi fanno pensare che cominci ad avere qualche sano dubbio…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Daniela

    24/03/2010 at 14:17

    perdiana, quanta spocchia nel risponderle evitando accuratamente di nominarla, mostra Cernilli! Cosa diavolo gli ha fatto?

  2. Giorgio

    24/03/2010 at 14:20

    al di là dello scambio di battute e di veleni tra lei e Cernilli, di cui mi interessa poco, trovo molto interessanti e degne di essere dibattute e approfondite, alcune affermazioni del direttore del Gambero rosso, spese a difesa dell’operato e della credibilità della guida di cui é responsabile.
    Che al Gambero non dessero poi tanta importanza ai “tre bicchieri” mi sembra una vera e propria notizia: e lei cosa ne pensa?

  3. Giampaolo

    24/03/2010 at 14:22

    Ziliani, ma perché invece di battibeccare come vecchie comari lei e Cernilli non v’incontrate e vi dite apertamente sul muso quello che pensate uno dell’altro? Perché non incontrarvi in un pubblico dibattito e confrontarvi civilmente sui temi del vino e della comunicazione sul vino?

    • Franco Ziliani

      24/03/2010 at 14:37

      Giampaolo, io non avrei nulla in contrario a confrontarmi pubblicamente con Cernilli, l’ho fatto con Ezio Rivella, figuriamoci se non posso farlo con lui. Credo proprio che la persona in oggetto, che bontà sua mi dà del “caso umano”, non abbia molto piacere a confrontarsi con me, visto che evita accuratamente – manco fossi appestato – di nominarmi…

  4. francesco bonfio

    24/03/2010 at 15:25

    Franco, io francamente non capisco perchè tu sia intervenuto su Intravino. Io credo che tu e il Professor Cernilli abbiate proprio niente da dirvi. Per uno come me, seguace ed uditore della scuola graiana, questo è per me incomprensibile.
    Circa il punto 3) dove si citano gli enotecari, insieme ai produttori, ai rappresentanti e ai semplici appassionati, quali artefici e promotori dell’importanza dei tre bicchieri, può darsi che questi abbiano sbagliato in gioventù. Ma sull’attuale importanza di questo riconoscimento e di altri analoghi, basta udire le metaforiche p….cchie che gli enotecari (e i ristoratori)rivolgono a quei produttori e a quei rappresentanti che volendo proporre l’acquisto di un vino, tuttora citano quel riconoscimento.

    • Franco Ziliani

      24/03/2010 at 15:35

      Francesco, hai ragione, un “bidello” come io mi considero nei confronti del Robert Parker der Tufello, non dovrebbe mai avere la presunzione di provare a dialogare con un “Professore”, come lo chiami tu… 🙂

  5. Luca Cravanazola

    24/03/2010 at 15:52

    scusa Franco vorresti essere più, come dire, esplicito su questa fantomatica degustazione di Barolo non Barolo?
    Sono un neofita e non conosco questi interessanti particolari.
    Grazie

    • Franco Ziliani

      24/03/2010 at 16:10

      Luca, non posso dire altro su quella fantomatica degustazione. Mi sono limitato ad annotare quello che ha scritto il lettore e la risposta, un po’ evasiva, del dottor professor Cernilli

  6. Giorgia

    24/03/2010 at 16:07

    Ogni tanto mi affaccio a questo blog, quasi sempre vivace e sempre istruttivo dove ho conosciuto le personalità del vino, come Gaja e Biondi Santi. Ma non so chi è questo signore con la barba. Mi pare che ne parla come uno noto. Non potrebbe dare qualche indicazione su Vini d’Italia e su Gambero Rosso? Ricordo un inserto del Manifesto con quel nome.

  7. IlConsumatore

    24/03/2010 at 16:09

    Mi piacerebbe stappare tutti i 3 Bicchieri dati dal 95 ad oggi e vedere quanti di essi sono bevibili e quanti se li beve …il lavandino.

  8. francesco bonfio

    24/03/2010 at 17:24

    Franco, guarda che è professore per davvero. Mi pare che engli anni 84/85/86 insegnasse filosofia alle superiori.

    • Franco Ziliani

      24/03/2010 at 17:25

      di fronte ai meriti de ‘o professore mi arrendo: ubi major minor cessat…

  9. Roby

    24/03/2010 at 21:39

    Ho letto “Memorie di un assaggiatore di vini” di Cernilli e mi è anche piaciuto…L’importanza dei “tre bicchieri” mi sembra che vada parecchio scemando…ho l’impressione che siamo vicini alla fine dell’egemonia del gambero…di questo passo tra qualche decennio rischia di essere ricordato alla stregua della fillossera…le mode passano…i tempi cambiano…eppure continueranno ad esserci vini buoni e vini cattivi…indipendentemente dalla guida che va per la maggiore… perchè alla fine anche il meno conosciuto tra i produttori sarà sempre più importante del più noto tra gli enogiornalisti o vinosofi che dir si voglia…

  10. Simone e Zeta

    24/03/2010 at 23:04

    Io domandavo dello scollamento tra guide e mercato….un sacco di ragionamenti, alcuni condivisibili per poi uscire con la frase “la cosa che ci interessa è vendere libri, non necessariamente far vendere vini”;Chiaro allora che esiste sfasamento se te ne freghi se le aziende sopravvivono…

  11. Simone e Zeta

    24/03/2010 at 23:06

    In ogni caso sulle domande e ossevazioni qui riportate non ha risposto..
    http://iovino.wordpress.com/2010/01/23/i-tre-bicchieri-del-gambero-verde-diamo-fiducia/

  12. paolo

    25/03/2010 at 11:12

    Concordo con il sig. Bonfio: negli ultimi 10 anni molti agenti di commercio giravano mostrando ai clienti i cataloghi dei prodotti con i relativi bicchieri a fianco (a dimostrazione di più o meno valore ndr).

    Per quanto riguarda Cernilli e Bonilli, mi piacerebbe leggere delle loro dichiarazioni pubbliche meno “opache” ed una semplice ammisssione: se il “male” del vino italiano degli ultimi 15 anni sono stati i 3 bicchieri, allora eliminiamoli e voltiamo pagina in nome del valore vero del vino italiano.

  13. paolo

    25/03/2010 at 11:16

    Aggiungo un post scriptum:
    Cernilli dice che la loro guida è la numero uno e che al GR interessa vendere libri e non vini. Benissimo, mi spieghi allora perchè dal 2006 la loro guida viene proposta in uscita da Feltrinelli con il 30% di sconto.

    • Franco Ziliani

      25/03/2010 at 11:18

      Paolo, non porgliele qui le tue domande. Qui il professor Cernilli non verrà mai a rispondere, visto che non si degna nemmeno di nominarmi definendomi, bontà sua, ed é un onore per me, un “caso umano”. Prova nel post su Intravino…

  14. Mario Crosta

    25/03/2010 at 12:34

    Ma chissa’ chi e’ che ha perso nella sua querela contro Sandro Sangiorgi che al gambero rozzo gliene ha pure cantate quattro…

  15. paolo

    25/03/2010 at 17:09

    E’ inutile sciùr Franco: scrivere sui loro blog significa solo raccogliere degli insulti da parte degli altri utenti coalizzati per sostenere “il capo che ha sempre ragione”.
    Per loro le critiche non sono mai costruttive.

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