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Enovarie

Solo PocoMaBuono su Marte: brindisi marziani per editto

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Ricordate la Cooperativa Dignitas di Marte, quella di due topi, un gatto e una terrestre? Ci siamo, neh, ci siamo ancora…
Abbiamo festeggiato anche noi la fine dell’anno e l’inizio dell’anno, però bevendo esclusivamente “PocoMaBuono”, che è la nostra etichetta di bollicine verdi. Qui vengono così, verdi, con riflessi rosacei e sfumature blu, sentori di pietre lunari e polvere di stelle, retrogusto ambiguo, persistenza sapida e anche un po’ strafottente.
Il nostro Imperatore ha imposto che tutti bevessero “PocoMaBuono” a Capodanno, sebbene noi gli avessimo spiegato che il nome dell’etichetta avrà pur un senso e che qui, su Marte, siamo 2000000000000000000000000000000,8   Marziani, tutti bevitori.
Rien à faire, ha promulgato l’editto e basta. “Non vorrete mica bere dello spumante italiano?”, ha scritto sotto l’editto. “Se lo fate, vi decapito”.
E lo Champagne?, ha chiesto qualcuno. “Cos’è lo sciampagn?”, ha risposto – domandato l’Imperatore. Abbiamo provato anche a dirgli, sommessamente, “Prosecco” e ha chiamato subito le guardie. “Ma no, ma dai, ma su, era per dire, non lo berremo mai, nuuuuuuuuooooo”, abbiamo dovuto spiegare.
Lui è fatto così e, ammettiamolo, raccoglie molti consensi, perché ha quel modo di fare così disinvoltamente bonario e contestualmente deciso che conquista.
I due topi, ad esempio, sono entusiasti: finalmente l’autarchia!
Che si andasse verso l’autarchia l’avevamo intuito verso il 10 dicembre, quando l’Imperatore aveva dichiarato fuorilegge, in ordine: il Panetun, il salmone scozzese, il tacchino, le pappardelle al sugo di cinghiale e l’albero di Natale.
Non a caso, la lotteria nazionale quest’anno si chiama “Caccia all’intruso” e ognuno può inviare la sua risposta. Indovinate quale risposta prevale?
Il tacchino, perché è quello cui teniamo tutti in modo viscerale e vorremmo fosse riammesso fra i cibi commestibili, mentre di mangiare l’albero di Natale già non ce ne frega niente. Ma l’Imperatore non lo sa che non si mangia e qualche suo illuminato ciambellano deve avergli dato una dritta volutamente storta per creare confusione.
L’associazione dei liberi produttori marziani è insorta intanto per la preferenza esclusiva accordata alla nostra etichetta. Anche il gatto della Dignitas è insorto, comprendendo che non avremmo potuto esaudire tutte le richieste e avremmo dovuto vendere il livello declassato del “PocoMaBuono”, che si chiama “PocoDiBuono” e già ci ha creato problemi con l’antitrust per l’etichetta che può trarre in inganno il consumatore meno attento.
Problemi del consumatore, si svegli, aveva risposto il gatto, c’entriamo qualcosa noi con l’analfabetismo di ritorno?
Dato ciò, l’Imperatore aveva aggiunto una postilla: in caso di esaurimento del “PocoMaBuono”, potete bere altri vini, purché siano rigorosamente marziani.
Istantaneamente, un fiume di comunicati stampa ha comunicato che tutti i vini marziani sono giunti in testa alle vendite, nessuno nemmeno un gradino più sotto.
Il gatto ha commentato con un “That’s impossible”, ma nessuno gli ha dato retta, dimostrando di essere davvero una testa (finisce qui la frase, alla parola “testa”, ocio che non ho aggiunto altro, io).
Chi voleva bere spumante e champagne lo ha fatto di nascosto, assumendosi ogni rischio. Ho visto Marziani che stappavano Champagne nelle tane delle volpi e bere Spumante fra gli stantuffi degli ascensori e sorseggiare  bollicine dietro i termosifoni. Ho visto cose che voi umani…
Totale: non è cambiato niente rispetto all’anno scorso, ma almeno adesso abbiamo fatto una gran brutta figura in tutta la Galassia.
Confidiamo nella Lotteria Nazionale, estrazione il 6 gennaio: che vinca il tacchino!
Many Kisses & Happy New Year!
Briscola

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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