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My Wine Notes

Enovarie

Ci ha lasciato Carlo Boatti, grande figura del vino dell’Oltrepò Pavese

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Una triste notizia ha turbato il tran tran di questa tranquilla domenica casalinga. Da una cara amica, a funerali già celebrati oggi, a Torricella Verzate, ho saputo della scomparsa a 77 anni, avvenuta venerdì, di uno dei grandi personaggi dell’Oltrepò Pavese del vino, Carlo Boatti, animatore nel 1959 dell’azienda agricola Monsupello, esponente della terza generazione di una famiglia dedita alla viticoltura già da fine Ottocento.
E’ una notizia che mi addolora molto, perché di “Carletto”, come lo chiamavano tutti nel mondo del vino oltrepadano, serbo il grato ricordo di un gentiluomo all’antica sempre gentile nei modi, sempre cordiale e ospitale nel corso delle numerose visite che dalla fine degli anni Ottanta mi è capitato di fargli in cantina, dove negli ultimi tempi era affiancato dai figli Pierangelo e Laura.
Come ha scritto la Provincia Pavese, nel commemorarne la figura, Boatti è stata una indiscussa figura di spicco nel panorama vitivinicolo oltre padano, “vignaiolo d’altri tempi, ma con la tempra del produttore moderno”. Impegnato per lunghi anni, al fianco del duca Antonio Denari, nel Consorzio tutela vini, di cui è stato a lungo vicepresidente, nonché “una delle anime pulsanti oltre che uno dei soci fondatori”, Boatti è stato tra i primissimi ad indicare una via diversa per il vino oltrepadano, dove piccole aziende agricole come la sua potessero coesistere e trovare un loro spazio accanto alle cantine sociali e ai commercianti.
Oggi, come scrive il quotidiano locale, sono in tanti a ricordarlo, dall’attuale presidente del Consorzio Paolo Massone, secondo il quale “la denominazione deve dire addio a un grande viticoltore”, al direttore Carlo Alberto Panont, che stringendosi alla famiglia dice di essere “dispiaciutissimo per la moglie e i figli, perché la morte di un papà così dev’essere certamente un dolore enorme, un vuoto difficile da colmare”.
Ma anche altri, da Fabrizio Marzi, enologo e sommelier, spendono parole sicuramente sentite, ricordandogli che “gli va riconosciuto un grande merito, fuor di retorica. Era un uomo lungimirante. Già trent’anni fa aveva capito che l’Oltrepò doveva puntare in alto. Monsupello, con il suo blasone, è la miglior testimonianza delle fatiche di un uomo che è saputo passare dalle parole ai fatti. Servivano almeno cinquanta Carlo Boatti, la nostra storia sarebbe cambiata” a Francesco Cervetti, secondo il quale “Carlo Boatti è stato un pioniere per quanto concerne la grande enologia di qualità, sapeva farla brillare. Lo ricorderemo tutti come uno dei primi dirigenti del Consorzio, da sempre impegnato nel rilancio dell’Oltrepò sotto il profilo qualitativo. Era un punto di riferimento per tutti”.
Sicuramente, come osserva Livio Cagnoni, direttore di una delle più importanti cantine sociali oltre padane, “l’Oltrepò ha perso un pilastro, un uomo che ha fatto conoscere l’enologia della provincia di Pavia nel mondo”, mentre Mario Maffi, enologo e grande conoscitore dell’Oltrepò del vino lo definisce, senza mezzi termini, “un grande. Un personaggio unico. Il suo nome è legato alle battaglie per dare dignità vera all’Oltrepo. Storiche le sue battaglie a fianco del duca Antonio Denari”.
Mi piace ricordarlo, oltre che per tanti vini sinceri prodotti in anni di attività, soprattutto per la sua umanità e semplicità, per il suo amore per le cose buone e vere, per la sua schiettezza, per i valori di cultura e di attaccamento alla terra che hanno sempre contraddistinto il suo agire.
Ed in questo momento triste è bello ricordarlo, citando le parole che proprio Boatti ha scelto per l’home page del sito internet della sua azienda: “Il vino è un miracolo della natura coadiuvata dall’intelligenza e dalla fatica dell’uomo. E’ cultura, è storia, in una parola è civiltà…il vino!”.
Che la terra ti sia leggera, riposa in pace Carletto…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Sergio

    24/01/2010 at 21:29

    Un signore del vino.
    L’estate scorsa ho avuto l’occasione di passare una giornata con Lui ed è stata un’esperienza speciale.
    Condoglianze alla moglie e ai figli.

  2. josè pellegrini

    26/01/2010 at 15:30

    A Carla , Pierangelo e Laura il mio commosso cordoglionel riordo di un grande signore del vino. Josè Pellegrini

  3. ANNA PESENTI

    26/01/2010 at 18:53

    Ho appreso solo poco fa che un altro grave lutto ha colpito l’Associazione Nazionale delle Donne del Vino. A Natale ci ha lasciate tragicamente Maria Luisa Argiolas , e oggi Carlo Boatti,grande , indiscussa figura nel mondo del vino. E’ stato con il duca Antonio Denari la persone che più ha contribuito alla valorizzazione, alla diffusione dei vini dell’Oltrepò Pavese. Un altro grande signore ci ha lasciati.
    Sono affettuosamente vicina alla famiglia, ma in particolare a Carla , sua moglie ,amica e compagna di tutta una vita. Anna Pesenti

  4. gianpietro poletti

    31/01/2010 at 19:03

    apprendo ora della scomparsa di carlo boatti, uomo che ha dato tutta la sua vita e il suo sapere al mondo del vino.A Pierangelo e a tutta la famiglia il mio sentito cordoglio

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