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My Wine Notes

Enovarie

Ad Aosta per gustare i vini dei Viticulteurs Encaveurs della Vallée

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Beh, ogni tanto non posso proprio lamentarmi per lo strano lavoro (ehi, non fate battute e risatine, perché di un lavoro vero e proprio incredibilmente si tratta) che mi sono scelto, che spesso mi consente di fare cose che mi piacciono, recarmi in posti che amo e incontrare persone di grande piacevolezza.
Per qualche rara degustazione che, ogni tanto, mi tocca fare (solo perché mi hanno chiesto di seguirla e perché ne devo scrivere) ci sono occasioni d’assaggio che sono un vero piacere già sulla carta e che sono sicuro che andranno benone e mi regaleranno la gioia di una bella esperienza ancora prima di partire da casa.
E’ questo il caso, senza alcun dubbio, della degustazione (60-70 vini almeno previsti) che mi terrà impegnato per l’intera giornata di martedì 26 (io intanto per “ambientarmi” mi sono portato avanti salendo in zona già questa sera) in uno degli angoli d’Italia che più amo, Aosta e la sua Vallée.

Grazie alla disponibilità dell’amico Vincent Grosjean, che è operoso e attivo presidente di questa associazione, oltre che valido produttore con la sua famiglia, potrò spaziare attraverso i tanti vini, spesso espressione di vitigni autoctoni, prodotti dagli aderenti al gruppo dei vignaioli valdostani, per meglio dire i Viticulteurs Encaveurs della Valléé d’Aoste (vedete qui il loro sito Internet), vignerons esponenti dell’eroica viticoltura di montagna ben tutelata da un organismo internazionale come il Cervim, che, pur con tutto il rispetto dovuto per le sei caves coopératives vallesane, rappresentano la punta di diamante della produzione locale.
Che pacchia, per me che sono un convinto sostenitore della bio, anzi della ampelo-diversità, trovare profumi e gusti diversi dal solito, non omologati, spesso intriganti, con tutta la finezza aromatica tipica dei vini di montagna, espressione di una ricca varietà di uve (vedete qui) che vanno dal Fumin al Cornalin al Mayolet, dal Petit Rouge alla Premetta al Prié blanc, per tacere della Petite Arvine, del Pinot noir, della Malvoisie (selezione locale di Pinot grigio) del Gamay e del Vien de Nus!
E quale stuzzicante possibilità per mettere alla prova i miei sensi, la mia capacità e la mia curiosità di degustatore e di amante dei vini autentici che raccontano un territorio, nel gustare vini provenienti un po’ da tutta questa Vallée, da Arnad fino a Morgex, passando per Gressan, Saint Vincent, Arvier, Quart, Aymavilles, Chambave, Nus, Introd, per citare solo alcune delle località vinicole più note.
Vini, quelli prodotti da piccoli vignerons come Grosjean, Vevey, Anselmet, Di Barro, Bonin, Lo Triolet, Les Cretes, Thomain, Charrère, per ricordare forse solo i più noti, che occorre spesso salire sino ad Aosta e dintorni, in questa bellissima Route des Vins della Vallée, tutta vigneti terrazzati e grandi pendenze, fatica e lavoro duro, e tanta passione e tenacia, per poterli trovare…
Come non ritenermi dunque fortunato, anzi, privilegiato, per avere questa bellissima opportunità?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Lucien

    25/01/2010 at 17:39

    Dimentichi Michel Vallet “Feudo di San Maurizio” di cui ti portai i campioni a Monforte un paio di anni fa… 🙁

  2. enofaber

    25/01/2010 at 18:07

    Eh sì, questo suo impegno è davvero magnifico ed importante. E sono davvero contento che lei sia entusiasta della Valle d’Aosta ed i suoi vini, espressione di un territorio meraviglioso. Nel mio piccolo continuerò a insistere affichè le persone si avvicinino alla piccola grande regione delle montagne e ai suoi vini. Buona Valle d’Aosta (e Carema, visto che ci dovrà per forza passare).

  3. silvana

    25/01/2010 at 18:09

    Underwear di lana: consiglio di mamma.

  4. Andrea

    25/01/2010 at 18:37

    Franco porta i miei saluti a Renato e Giorgio Anselmet,,, già che sei li!! e digli di farti provare il Prissionier…e il loro Muscat poi ci racconti,
    ciao
    andrea

  5. Fabrizio

    25/01/2010 at 19:04

    Benvenuto in Valle d’Aosta. Leggerò con piacere il post che dedicherai a questa giornata ai piedi delle Alpi…

  6. fabrizio capatosta

    25/01/2010 at 19:18

    è un pò che la seguo ed è la prima volta che la commento.
    per augurarle buon divertimento.

  7. Andrea

    26/01/2010 at 08:42

    Diciamo caro signor Ziliani che lei è un uomo doppiamente fortunato ! perchè in Valle oggi c’è una giornata splendida che rende grazia alle cime innevate. Le auguro una buona degustazione e non manchi di assaggiare i vini della cantina “ViniRari” dell’enologo Moriondo.
    Attendo con ansia le sue impressioni.

    • Franco Ziliani

      26/01/2010 at 23:26

      in effetti quella di oggi é stata una giornata splendida, con una maxi degustazione (circa 80 vini) tra le più divertenti e interessanti degli ultimi anni. Lettori di Vino al Vino, preparatevi ad una serie di segnalazioni e “consigli per gli acquisti” di una serie di vini da non perdere! Quante cose buone e quale ampelodiversità legata alla viticoltura di montagna e ai magnifici terroir della Vallée!

  8. Giovanni Grillenzoni

    26/01/2010 at 10:42

    Caro Ziliani,
    sarò breve: che invidia!

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  10. Paolo Boldrini

    27/01/2010 at 07:55

    Bene! Siamo già col cavatappi e il bicchiere pronti!
    Tra l’altro, dovrei avere ancora qualche posticino libero sullo scaffale in cantina…

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