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Cassiara Bianco Veneto Igt 2008 Monteforche

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Poiché a Natale, dicono, diventiamo tutti più buoni, voglio segnalarvi uno dei vini che mi hanno più colpito lo scorso novembre a Fornovo Taro, in occasione della rassegna Vini di Vignaioli/Vins de Vignerons che pure di cose inconsuete, autentiche, gustose ne ha offerte parecchie.
Sto parlando di un vino bianco, un uvaggio bianco piuttosto singolare e composito, prodotto da una piccolissima azienda agricola, Monteforche, sita a Zovon di Vò, ai piedi del Monte Venda, considerata una delle aree più vocate della denominazione Colli Euganei.
L’azienda conta su 6 ettari coltivati a Garganega, Moscato Bianco, Pinot Grigio, Malvasia Istriana, Traminer, Cabernet Franc e Merlot. Nel 2003 è stato piantato un vigneto sperimentale con alcune varietà autoctone in via di estinzione, quali Marzemina Nera Bastarda, Cavarara Garbina e Pataresca. Ad occuparsi di Monteforche è Alfonso Soranzo, musicista diplomato in corno al Conservatorio di Padova, che dal 2001 lavora i vigneti di famiglia aiutato da un amico agronomo, Guido Busatto.
Cosa rende questa zona vinicola speciale? Innanzitutto i terreni di origine vulcanica, “nati in seguito ad eruzioni sottomarine con effusioni di lava basaltica circa 50 milioni di anni fa, cui ha fatto seguito un’attività caratterizzata da magmi viscosi”, e la presenza di trachite, marne e argille calcaree che consentono di ottenere vini di particolare finezza e ricchezza di sapore.
Tutti i vini di questa piccola azienda, sono vinificati e affinati sulle fecce fini in vasche di cemento, ad eccezione del Vigna del Vento che è affinato in barili di rovere. L’azienda ricorre solo a lieviti autoctoni e si riconosce nella filosofia dei vini naturali.
Due i vini, bianchi, di questa azienda che ho degustato e che mi hanno totalmente convinto. Parlo del Vigneto Carantina Bianco Veneto Igt prodotto con uve Garganega in purezza, proveniente da una vigna piantata nei primi anni ’60, e fermentate a contatto con le bucce, vino solare, mediterraneo, di grande espansività e ricchezza, un vino in grado di confrontarsi alla pari con molti Soave.

E poi penso soprattutto, la vera chicca, al Cassiara Bianco Veneto Igt annata 2008, un inconsueto mix di uve Garganega (80%), Malvasia Istriana (15%) e Traminer (5%), vinificato in cemento e affinato “sur-lie” per almeno 6 mesi, un vino che mi ha colpito, oltre che per l’integrità, la brillantezza, la vivacità del colore, un bel paglierino oro vivo, e per il naso assolutamente intrigante, imprevedibile, vivo e complesso, con una spiccata componente aromatica, freschissima, elegante, completata da una componente floreale e fruttata, con agrumi e pesche bianche in evidenza.
E poi che bella bocca, sapida, godibile, con quell’attacco vivo e nervoso, preciso, incisivo, pieno di energia, che poi si distende e allarga sul palato, abbastanza ampio, ma sempre nel segno della freschezza, del sale, di una mineralità che anche per merito di un’acidità calibrata regala lunghezza e verticalità al gusto.
Un bianco che non ti aspetti, un gran bel vino, distribuito da The Wine Trio di Lucca un selezionatore-distributore che, basta vedere l’elenco delle sue aziende, qui, cura il mercato di diverse altre valide realtà, tra cui Sesti e Salicutti a Montalcino, Cortese e Baudana nelle Langhe, Masseria Frattasi e Giardino in Campania.
Per informazioni: e-mail

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. alessio

    15/12/2009 at 16:16

    Buon giorno Franco , volevo farti ancora i complimenti per i vini che tratti sul blog , ho assaggiato il primitivo di Sava tradizione del nonno ed e’ una bomba in tutti i sensi
    soprattutto nei profumi. e nella gradazione

    saluti

  2. Daniele

    15/12/2009 at 16:57

    Assaggiato nella stessa occasione, dove ho avuto il piacere di conoscerla e qui di riconoscerla, veramente buono.
    saluti Daniele

  3. FRANCESCO

    15/12/2009 at 22:28

    GRAZIE BABBO NATALE FRANCO,DA TUTTI GLI AMMUTINATI DEL VINO COME ME ,RIMASTO FOLGORATO DAI VINI DI ALFONSO SORANZO , PRIMA DEGUSTATI ALLA TRATTORIA AL SASSO DI CASTELNUOVO DI TEOLO,SPLENDIDO IL PRANZO ANCOR DI PIU’ LA PROFESSIONALITA’DEL PROPRIETARIO GRANDISSIMO!POI ACQUISTATI DA ALFONSO VINI ESTREMI , VINI CHE TI VANNO DIRETTI AL CUORE ,DOPO ,TUTTO IL RESTO E’NOIA…SE PERMETTE DA PROVARE A OCCHI CHIUSI AZ.LE COSTE GRADOLI VT IL LORO BIANCO DEL PAINO VEDRA’COSI LONTANI COSI VICINI ,BRAVI RAGAZZI!BUON NATALE A TUTTI. SCRITTO DA FRANCESCO MARCHIROLO VA IL 15 DICEMBRE 2009

  4. Pingback: An orange, natural wine from the Veneto (and my very own mimetic desire) « Do Bianchi

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