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My Wine Notes

Enovarie

Pazza Inter amala: quanto ci fai soffrire Beneamata!

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Lo so che sono dei “maledetti”, che a volte verrebbe tanta di quella voglia di prenderli a bastonate, perché sembrano più dei mercenari che dei veri “soldati” di una fede che è la nostra prima che la loro, ma come non amare quell’armata Brancaleone di pazzi furiosi che ci regalano la vittoria all’ultimo minuto, come ieri sera a Kiev, quando tutto sembrava perso e la cupio dissolvi sembrava impadronirsi dei nostri cuori?
Lo confesso, non ho avuto fede ieri sera e quanto mancavano una dozzina di minuti alla fine, di fronte all’ennesimo passaggio sbagliato, al gol mancato per un soffio, ho spento la televisione e mi sono messo a mugugnare tra me e me sull’ennesima eliminazione dalla Champions League, sull’ennesima brutta figura della Benemata, sulla maledizione che fa sì che questa nostra Inter che non ha avversari in Italia e straccia tutti ormai da anni, in Europa sembra come una squadretta di serie B, priva di idee, gioco, attributi e fantasia.
Ma poi, spenta la televisione e accesa la radio, perché in fondo una speranziella con quei “malnati” resta sempre, non ho potuto non urlare pazza pazza Inter!, quando dapprima Milito ha pareggiato e poi Sneijder ci hanno regalato l’incredibile vittoria!
E allora cantiamo oggi e interisti tutti unitevi a me nel tessere l’elogio della follia di questa squadra unica, inimitabile, che non cambierei con nessuna al mondo, e di cui sarò fiero in eterno di essere sostenitore:
“Amala
Pazza Inter amala!
È una gioia infinita che dura una vita
Pazza Inter Amala!!!
Pazza Inter Amala!!
AMALA!!!!”

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Mario Crosta

    05/11/2009 at 10:24

    Come ci ha insegnato il Mago, Don Helenio Herrera, basta vincere 1 a 0 su rigore all’ultimo minuto in casa e fare catenaccio fuori per lo 0 a 0. L’importante non e’ partecipare. L’importante e’ vincere. Chi non fa niente per essere il primo, per diventarlo e per rimanerlo non sara’ mai secondo, ma scivolerà inevitabilmente verso l’ultimo posto. Dalla serie A, infatti, se ne sono tutti quanti andati a mangiarsi il fegato in serie B, esclusa l’Inter. Ieri sera hanno fatto quel che fecero a San Siro contro il Liverpool, con quel gol di Facchetti a 5 minuti dal termine che ci fece andare in finale col Benfica. Buon segno.

  2. michele

    05/11/2009 at 11:32

    …si ma’avete anche un culo che fa’ provincia…..da quanto e’ grosso..!!!!!

  3. Mirco

    05/11/2009 at 12:57

    Non sono piu’ tifoso interista da quando( avevo ancora i calzoni corti…) uscii a fare un giro in bici alla fine del primo tempo con la mia amata in vantaggio di un goal. Al rientro trovai il Celtic avanti 2 a 1 e il mondo mi sprofondo’ sotto i piedi!
    Ma ieri sera sono rimasto incollato sino alla fine, troppo bello vedere l’assedio di FINALMENTE 10 leoni,
    la lucida follia di un allenatore che mette quattro attaccanti e resta con due difensori, Franco qualcosa doveva per forza accadere!

  4. Mario Crosta

    05/11/2009 at 17:05

    Mirco, avevano fatto indigestione in un ristorante prima della partita, si e’ saputo subito. Adesso stanno molto piu’ attenti a quel che mangiano, anzi si portano dietro i cuochi. Comunque la lucida follia e’ qualcosa cui non eravamo piu’ abituati e fa piacere che finalmente c’e’.

  5. Vincenzo Pincolini

    05/11/2009 at 17:46

    Guai se con il calcio non si ride!!Seriamente ,masticando amaro ma si deve ridere!
    Lo sai ,Franco, che a Kiev ci ho lasciato un pezzo di cuore ma ieri sera ero totalmente neutro.Ci tengo comunque a segnalare che nella Dinamo giocavano ragazzi del 1989. Il difensore centrale Kaciridis (1,92 gran atleta ,da me chiamato Materazzi)che io sponsorizzavo deriso dal mondo credo sia costato ….150 mila dollari,l’esterno Yermolenko,in panchina c’e’ un certo Kravets ,sempre del 1989 che giiocava titolare nel 2007. E’ un mondo,l’Ukraina , dove il calcio ha grande radice e la Dinamo ….cosi’ come il Rubin ,sono squadre molto difficili.Solo la nostra stampa non lo capisce!
    Il girone dell’Inter e’ tosto ,muscolare,pensa anche alle dificolta’ del Barca che in casa ha vinto con la Dinamo alla minima.
    Sparo alto…..interisti tocatevi!!!Che non sia stata,anche senza nebbia, la vostra BELGRADO….Kiev??

    Chi ha buona memoria intenda!

  6. ROBERTO

    05/11/2009 at 18:57

    sono roberto “molto interista” guermandi, quel ragazzo che ha portato i formaggi alla serata sul barbaresco ais bologna.
    Quando oggi guardando il tuo blog ho visto un articolo non molto inerente al mondo del vino, sono rimasto sorpreso !!!
    Grande cuore neroazzurro, e anche grande lucidita’ nell’attaccare senza rischiare troppo !!

    sapendo che sei interista vero il tuo blog ha acquistato un valore assoluto!!
    p.s.
    se porta bene … la kabala della tv spenta e radio fallo con tutte le partite di champion

  7. Angelo Cantù

    05/11/2009 at 19:04

    C H E G O D U R I A!!! Ma la cosa più bella è vedere “gli altri” come “rosicano” (vero Michele?) Parlare di c… dopo una partita del genere, gol subito per una deviazione disgraziata (quasi l’unico tiro in porta della Dinamo), pali, gol sfiorati e dominio quasi costante in tutto il secondo tempo è veramente troppo! Tremate signori, tremate, la Beneamata è tornata anche in Europa!!!

  8. Patrizia

    05/11/2009 at 21:43

    Marito e figli SEMI-IMPAZZITI, urla di liberazione, salite direttamente dallo stomaco: io stavo al piano di sotto e mi hanno fatta sobbalzare sul divano.Robe da matti. Che fanno solo gli innamorati. Grande, grande inter…

  9. paolo

    05/11/2009 at 21:50

    forza viola ma soprattutto… meglio secondi che ladri!!!!

  10. Paolo Boldrini

    06/11/2009 at 09:15

    Da sportivo e ammiratore del bel gioco, anche se non certo tifoso interista, voglio associarmi ai complimenti e alla soddisfazione per la vittoria di una squadra italiana all’estero, perché è sempre bello vedere 11 giocatori che ci credono fino all’ultimo secondo.
    P.S.: Franco, domenica sera non fateci troppo male, eh….

  11. Mario Crosta

    06/11/2009 at 10:11

    A proposito di forza viola vorrei ricordare a paolo che gli unici a dare una vera mano alla fiorentina quand’era in difficolta’ sono stati i nerazzurri, rinunciando perfino ad un Adriano in gran forma per permettere al loro attacco di esprimersi al meglio sul campo e lasciare in secondo piano quelle polemiche assurde che infiammavano Firenze e facevano male alla squadra, alla societa’ ed ai tifosi, fra cui il mio amico Loris Scaffei.

  12. Damiano

    06/11/2009 at 10:58

    Tanto finchè il main sponsor della Champions è Heineken e non Tim non la vincete, potete stare tranquilli! :))

  13. michele

    06/11/2009 at 14:19

    ….guarda angelo che io sono fiorentino e a ragion veduta vi dico che avete un gran bel culo………se a noi ci davano il dovuto e vi s’era coi fiato sui collo!!!!…ma anche se ci s’ha un presidente interista a noi i torti arbitrali ce li fanno eccome…!!!!

    • Franco Ziliani

      06/11/2009 at 14:22

      Michele, continua ad occuparti di vino (e di donne) che ne capisci molto di più che di calcio… 🙂

  14. Beniamino D'Agostino

    06/11/2009 at 22:24

    Non è vostro territorio Frà, rassegnatevi ;-))

  15. Paolo Boldrini

    09/11/2009 at 08:35

    Buongiorno…!
    Premesso che è quasi tradizione che la Roma contro l’Inter faccia una delle migliori partite della sua stagione, stavolta stento a credere che una squadra dimezzata, per vari motivi, sia riuscita a fermare la corazzata neroazzurra!!
    Il campionato non cambia, ma anche un pareggio al Meazza è una piccola soddisfazione…

  16. Paolo Stecca

    09/11/2009 at 20:50

    Scusate, quanti anni sono che non vincete una Champions?
    Allora prudenza. Mutismo e rassegnazione. Fino all’alzata della coppa.
    Oppure, tutti in salumeria, come sempre 😉

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