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My Wine Notes

Enovarie

Un ambasciatore del vino italiano à Nantes: Armel Michenaud e Casavino

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Guardate questa foto: immaginereste mai che dietro questo volto riccioluto da ragazzo un po’ romantico magari cresciuto nel culto di Alfred De Musset e della sua Confesión d’un enfant du siècle, e un filo stendhaliano come sono nel profondo, anche se non lo confessano, tanti francesi, si possa nascondere invece qualcuno che si è talmente appassionato dei nostri vini, pur vivendo in una nazione che si considera la capitale del vino e con il vino di qualità totalmente si identifica, da diventarne non solo un fiero sostenitore ma da aprire addirittura un bar à vin interamente dedicato ai vini italiani?
Sembra impossibile, eppure proprio questo ragazzo, al secolo Armel Michenaud, ha avuto l’ardire di aprire a Nantes, capoluogo del dipartimento della Loira atlantica e della regione della Loira, un luogo speciale, denominato CasaVino, interamente dedicato alla proposta, anche a bicchiere, e alla vendita di una ricca serie di vini italiani da lui selezionati.
E c’è di più, per raccontare, in francese e ai francesi, la diversità ed i pregi di quei vini di cui lui si è innamorato, Armel, giovane, intraprendente, ha addirittura aperto anche un blog, Enoteca 20 minutes, dove testimonia le sue esperienze, frutto anche di viaggi e incontro con i produttori e percorsi nei vigneti italiani, con i vini di noi “cugini”.
Essendo da tempo in contatto (capita che tra blogger, soprattutto con quelli stranieri, si dialoghi e si scopra di avere un sentire comune…) con Armel non ho potuto proprio fare a meno di chiedergli di raccontare la sua esperienza e quali siano i punti di forza e di debolezza dei vini di casa nostra in terra francese.
Cosa che Monsieur Michenaud ha brillantemente fatto, con argomentazioni di grande interesse che dovrebbero far riflettere il mondo del vino italiano, in una lunga e credo molto interessante intervista – leggetela qui – che ho pubblicato da qualche giorno sul sito Internet dell’A.I.S., nello spazio delle news che curo.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. ag

    03/09/2009 at 11:39

    Buongiorno.
    Bravo Franco, un’intervista davvero molto interessante. Da parte mia (e mi attirerò i soliti mille strali) posso confermare che in Francia c’è un buon interesse per i vini italiani, almeno presso gli addetti ai lavori. Da ottimi sciovinisti(eh, eh), i francesi la stragrande maggioranza dei loro vini i migliori del mondo (convinti loro….). In realtà poi da conoscitori di grandi vini, apprezzano molto i nostri migliori vini. E qui si arriva al punto e cito :”gli italiani dovrebbero concentrarsi su denominazioni facilmente comunicabili e ben chiare. Il consumatore ha bisogno di punti di riferimento chiari.”. Ecco il punto. Le ovvie conseguenze, le lascio a voi.
    Buona giornata.

  2. Gianpiero

    16/09/2009 at 11:34

    Salve,
    non vedo nulla di strano in tutto questo il sig. Armel Michenaud è una persona molto intelligente ed acuta che ha saputo sfruttare al meglio la qualità dei nostri vini anche se in terra francese, e sopratutto in terra francese, dove nessun’altro si sarebbe azzardato a rischiare così tanto. Tutte le idee innovative all’inizio sembrano un pò bizzarre agli occhi della maggior parte di noi e difficilmente realizzabili.
    Vedrete che bar come il suo da qui a poco in Francia ne apriranno degli altri, appena inizieranno a fiutare il business.
    Mi vengono in mente due cose e chiudo:
    1) Depardieu in tv “che tiene cuore italiano”… ah ah (scusate la dovevo dire)
    2) Chi ha la forza di investire oggi che siamo in un periodo di crisi, avrà un ritorno dell’investimento di gran lunga maggiore di quello che si potrebbe avere in tempi stabili o di crescita dove tutti hanno la forza di farlo.

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