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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Soave Classico Monte de Toni 2007 I Stefanini

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Buon ultimo, anche se la prima volta che ho scritto di questa piccola azienda e dei suoi vini risale ad un anno e mezzo fa, quando li apprezzai molto nel corso di una degustazione di oltre 60 Soave oggetto di un articolo per la rivista dell’A.I.S. De Vinis e quando Giovanni Ponchia, attivo e bravo tecnico del Consorzio tutela vini Soave mi portò a visitarla, mi decido anch’io, finalmente, a scrivere qualcosa de I Stefanini, azienda che la famiglia Tessari (un’altra manifestazione dei tanti Tessari presenti in zona) ha creato dal 2003 in Crosara di Monteforte d’Alpone.
Prendo lo spunto dall’ennesimo articolo, quello del blog Good Wine Under 20 $ che celebrando la piacevolezza del Soave e la sua duttilità di utilizzo a tavola e la capacità di esaltare i cibi attraverso la sua vivacità, porta come esempio di un ottimo Soave il vino base, il Selese, di questo piccolo produttore, di cui parecchi negli States, grazie all’opera appassionata di Terence Hughes alias Mondosapore, e di un piccolo importatore, Domenico Selections nella cui avventura è coinvolto, si sono accorti. Come farebbero bene ad accorgersi anche gli italiani, dato il valore del vino ed un rapporto prezzo-qualità da applauso…
Ho quindi ripescato dagli appunti, per dare il mio piccolo contributo allo scoprimento degli Stefanini-Tessari, le mie note di un assaggio casalingo, di qualche mese fa, era ancora inverno (che bel fresco!) di uno dei due pregiatissimi cru dell’azienda, il Monte de Toni, che non ho ancora capito se mi piaccia di più o leggermente meno (oppure salomonicamente questo e quello per me pari sono…) del Monte de Fice. Entrambi ottenuti da vigneti di trent’anni, da terreni vulcanici, lungamente affinati sui lieviti da Francesco Tessari, sempre controllato “a vista” dal padre, con una resa per ettaro leggermente inferiore per il Monte de Fice, ma un altezza del vigneto appena superiore (150 contro 100 metri di altezza), entrambi ottenuti da uva Garganega al 100%, entrambi strepitosamente buoni. O almeno così a me appaiono ogni volta che li bevo.

Le foto che vi propongo, da me scattate un po’ alla buona li ritraggono entrambi, ma le mie note e questa segnalazione sono relative all’annata 2007 del Monte de Toni, perché i Soave buoni a me piace berli quando hanno almeno un anno in bottiglia e hanno potuto pertanto esprimersi compiutamente, senza gli squilibri e l’esuberanza aromatica della gioventù.
Le mie note sul vino dicono: colore paglierino oro squillante vivacissimo, vino che si dispone abbastanza grasso nel bicchiere, naso fitto, asciutto, molto compatto e stratiforme, solare e maturo, con note di pesca noce, mandorla, fieno e fiori secchi, abbastanza ampio e ben espresso, con una vena fresca, viva e salata. La bocca è perfettamente coerente e ricca, ma in più incisiva, nervosa, e trova nel sale e in un nerbo vivo, quasi appuntito e verticale il suo pregio principale.
Insomma un vino di corpo moderato, ma con tutta la carne e la polpa (stavo per dire le curve…) al posto giusto, ma con freschezza, grande equilibrio, piacevolezza, una bella sottolineatura minerale che rende la beva, ebbene sì, davvero contagiosa…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. alan

    26/08/2009 at 12:53

    Cosi dovrebbero essere tutti i vini: buoni e ad un prezzo corretto!

  2. Terence Hughes

    26/08/2009 at 14:15

    Caro Franco, grazie per questa brava ed accurata recensione — e mi rendera’ contentissimo se le mie esplorazioni enoiche apriranno gli occhi agli italiani che scoprano “gemme nascoste” come i vini di Francesco e Valentino (suo padre) Tessari. Buoni i vini, buona la gente.
    Per l’ennesima volta ringrazio Elisabetta Tosi, giornalista veronese, per la nostra “scoperta” dei vini I Stefanini. Buoni i vini, buona la persona.
    Buona bevuta, Franco!

  3. Paolo Boldrini

    26/08/2009 at 15:11

    Tra i vini bianchi, ho una simpatia particolare per il Soave.
    Secondo il mio modestissimo parere, in genere è tra i migliori per rapporto qualità/prezzo, oltre ad essere un vino che riesce a “sposare” bene molti piatti, anche se lo preferisco comunque con il pesce.

  4. IlConsumatore

    26/08/2009 at 17:24

    Non posso che prendere nota e ringraziare.

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