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My Wine Notes

Enovarie

Garda Riesling 2002 Pratello: eleganza, complessità, piacevolezza

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E’ notorio, non l’ho mai nascosto, di avere una particolare predilezione, perché è una zona bellissima, perché ho molti amici, perché ci arrivo da casa in un’ora, per la zona del Garda Bresciano che va da Desenzano sino a Salò (dove non posso non segnalare – vedete qui – i tre esercizi, Antica Trattoria alle Rose, Osteria dell’Orologio e ora l’Hotel Ristorante Benaco gestiti dal vecchio amico Gianni Briarava e dalla sua famiglia).
In questa zona si producono oli extravergini d’oliva da urlo, si gusta una cucina profumata e squisita, si lavora quando c’è da lavorare e poi ci si diverte, e, in aggiunta, e volutamente non l’ho indicata come priorità principale, si produce anche vino.
Vino volonteroso ma non straordinario nel migliore dei casi, che possono essere, targati Garda Doc, dei buoni Garda Chiaretto, oppure dei vini base Groppello, oppure dei Marzemino, oppure dei mix di altre cose, in una difficile definizione di vocazionalità varietale e di terroir che ha evidenziato un’interessante degustazione cui ho recentemente partecipato, ma un vino che difficilmente mi ha convinto nelle sue interpretazioni in bianco.
Poco interessanti gli Chardonnay, volonterose le prove con altre uve, ma ben pochi i vini degni di essere ricordati, con una netta inferiorità rispetto al vero vino bianco gardesano, che è il Lugana (da uve Trebbiano di Lugana) dell’area lombardo-veneta di Sirmione e dintorni.
Sono felice ora di segnalare di aver trovato un vino che mi ha ampiamente soddisfatto e persuaso che, in alcuni areali particolarmente adatti sia il Riesling, ma non l’italico, bensì il più impegnativo e nobile Renano, la varietà a bacca bianca che, insieme all’Incrocio Manzoni, può dare i risultati migliori nella Valtenesi e in questa distesa di colline dal fascino tutto particolare.
Un vino proposto da un’azienda a tutto tondo, che è azienda agricola produttrice di buoni vini, ristorante e piccolo agriturismo dove si può soggiornare in tutta tranquillità avendo il lago, poco lontano, ad un tiro di schioppo.
Sto parlando nell’omonima frazione di Padenghe dell’azienda Pratello, condotta da Vincenzo Bertola e dalla sua impegnatissima famiglia, di cui avevo già apprezzato una serie di “spumanti” metodo classico eccellenti, a base Chardonnay oppure Chardonnay con un pizzico di Groppello (oh yes!) ma di cui mi ha colpito, oltre ad un gustoso Marzemino, il Poderi d’Ogaria, al Garda Classico Groppello Discobolo ed un Rebo, buono quasi come quello dei Fratelli Trevisani di Gavardo, gli altri produttori che sinora mi hanno dato le maggiori emozioni in zona con i loro vini, un Garda Riesling annata 2002 degustato nove anni dopo.
Intendiamoci subito, non siamo in Germania né in Austria e nemmeno in Val Venosta o nei vigneti dove Aldo Vaira e Sergio Germano ottengono in Langa e Alta Langa i loro Riesling, ma questo Riesling gardesano messo a segno da Bertola con la collaborazione del bravo enologo bresciano Nico Danesi, è un vino da tanto di cappello, di sicura personalità e classe, da prendere seriamente in considerazione quando si traccia una mappa, non ampia, dei migliori Riesling (un vino che nel resto del mondo bisogna abituare a non pensare che sia un vino tendente al dolce – leggete qui) renani italiani. Che comprende anche 2-3 vini, primo fra tutti quello delle Fracce, in Oltrepò Pavese.
Non so molto di questo vino, che credo in edizioni seguenti, diventato Lagarder, non sia più un Riesling in purezza ma comprenda parti minori anche di altre uve, dieci per cento di Sauvignon e 5% di Incrocio Manzoni.
So che mi è capitato di de-gustarlo e che mi ha pienamente convinto, con il suo colore paglierino squillante traslucido tendente all’oro, il naso elegante all’insegna di una spiccata mineralità (netta la pietra focaia), di una componente floreale viva (biancospino) e di una nota fruttata (albicocca, agrumi, pesca gialla) tendente al cremoso, anche se in un quadro ben bilanciato e tutt’altro che eccessivamente caldo o sovramaturo.
La bocca conferma la sensazione di eleganza e di nerbo incisivo, con un impatto diretto, ricco, sapido, di grande densità e polpa, larga sul palato, di notevole soddisfazione e lunghezza, pieno e consistente, eppure sinuoso, fresco, vivo, scattante e profondo, molto persistente Sono proprio così, fragranti, complessi, ma piacevolissimi da bere i bianchi del Garda che mi piacciono!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Alessandro Marra

    08/08/2009 at 12:37

    Ottimi spunti per la nostra prossima visita in terra di Garda!

  2. Giovanna

    08/08/2009 at 23:44

    mi intriga, dove lo posso trovare? Vergine ai Riesling, ho avuto un’esperienza fantastica in maggio a Vehlen… S.A. Pruem con tutta la gamma e vecchie annate. Ora sarei curiosa di conoscere una buona versione del Garda…

  3. Giovanni Arcari

    09/08/2009 at 17:51

    Venga sul Garda Giovanna, ci sono molte versioni di questo splendido vitigno da degustare…

    • Franco Ziliani

      09/08/2009 at 18:03

      Giovanni, ti premetto che Giovanna, una cara amica produttrice di Barbaresco eccellenti (che qualche guida, con suprema miopia e stupidità continua ad ignorare) é felicemente sposata e che suo marito, Italo, é un altrettanto caro amico. Quindi lascia da parte, per una volta almeno, le tue mire di “broccolatore” in servizio permanente effettivo…

  4. Giovanni Arcari

    09/08/2009 at 18:32

    Franco, lo sai che il mio territorio viene prima di qualunque donna. E’ l’unico caso… Invito Giovanna, suo marito Italo e naturalmente anche Alessandro Marra a farsi un giro sul Garda e in Franciacorta per degustare i prodotti della mia variopinta provincia… Però pensi sempre e subito male!

    • Franco Ziliani

      09/08/2009 at 18:42

      perché “penso sempre e subito male” Giovanni? Semplicemente perché ti conosco. Come dimostrano invece di non conoscerti bene – oppure ti conoscono bene e vai loro bene così – tante tue “innocenti” vittime… 🙂

  5. Giovanni Arcari

    10/08/2009 at 09:49

    Hai fatto bene a “virgolettare” innocenti… e poi, se c’è una vittima quella sono io! :-))

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