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My Wine Notes

Enovarie

Gaudeamus igitur! E che gli altri rosichino pure…

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E’ una goduria immensa, la mattina dopo la conquista, sul campo, indiscutibile, meritatissima, dello scudetto numero 17, assistere allo spettacolo del feroce rosicare dei cugini milanisti, mentre i gobbi juventini (forse perché sbalorditi dal gioco al massacro messo in atto dalla società contro quella brava persona dell’allenatore Ranieri) assistono in silenzio e con un certo distacco, al trionfo della nostra amatissima Inter.
E’ troppo bello vedere come quelli che per anni si sono spacciati come “i migliori”, i più bravi, i più belli, i primi della classe, i “campioni d’Europa e del mondo” (cosa che oggettivamente sono meritatamente stati) non riescano ad accettare che in Italia da diversi anni ormai finiscano inevitabilmente con il beccare paghe colossali dall’Inter, piazzandosi in classifica con distacchi sempre piuttosto considerevoli. E talvolta umilianti.
Rosicate pure, dal vostro presidente padrone a “cravatta gialla” Galliani sino all’ultimo dei tifosi, masticate amaro per il grande regalo che ci avete fatto consegnandoci lo scudetto n°17 con una giornata di anticipo con la vostra (ennesima) sconfitta di ieri ad Udine!
E’ lo spettacolo del vostro bilioso masticare amaro, della vostra “sportività”, del non accettare di essere quello che siete, ovvero “l’altra squadra di Milano”, a rendere ancora più bello, più gioioso, più esaltante questo nuovo scudetto!
Carissimi Peppino Prisco, Giacinto Facchetti, Benito “Veleno” Lorenzi, presidentissimo Angelo Moratti, “mago” Helenio: godetevi anche voi il sordo rosicamento, l’incazzatura nera dei “casciavit” rossoneri!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Franco Ziliani

    17/05/2009 at 11:10

    l’hanno scritto a proposito di Mourinho, ma quanto piace anche a me!: “Essere antipatici, non è un dono di natura. Occorre lavorare sodo, per guadagnarsi l’ostilità della gente. Gli ingredienti da miscelare sono molti: devi essere un po’ altezzoso e un po’ presuntuoso, un po’ permaloso e un po’ arrogante, un po’ cattivo e un po’ intrigante. Ma, soprattutto, devi essere intelligente”..

  2. gianpaolo

    17/05/2009 at 11:49

    adesso vi manca solo la Coppa dei Campioni con le “grandi orecchie”, e poi potete dirvi una squadra di livello internazionale, altrimenti al di fuori dell’Italia vi conoscono poco 🙂

  3. Denti Franco

    17/05/2009 at 12:40

    ma…analizzando la stagione,cosa ha portato in più rispetto a Mancini il Sig. Maurino? Parlo di gioco,per l’antipatia si và sul personale!
    Deve sicuramente essere una persona speciale,quando con il Chelsea venne eliminato dal Liverpool e quest’anno da quella gran bella scuadra del M.U. in campo aveva un atteggiamento che mi è piaciuto molto e non mi aspettavo.
    MA,e un MA c’è,si spaccia per un allenatore con un’esperienza enorme in Champions…dice certe stupidagini (EUFEMISMO) davanti ai microfoni… che lo rendono veramente simpatico come CAPELLO nella sua Juve da allenatore….
    Peccato,perchè potrebbe essere anche meglio per Lui!

  4. Riccardo

    17/05/2009 at 14:47

    Comunque sia la bandiera dell’italia è Verde Bianco Rossa, spiegatelo a Materazzi o chi per lui che ha fatto il disegno per schernire Ambrosini.

  5. Beniamino D'Agostino

    17/05/2009 at 15:37

    Quello che è giusto è giusto, gli ultimi due scudetti hanno consacrato l’Inter come la squadra più forte d’Italia e qui mi fermo!

    I due precedenti sono stati un risarcimento danni. E penso che su questo neppure il più becero degli interisti abbia dubbi.

    Manca ancora qualcosa e tutti voi sapete cosa e rosicate ancora fortemente, questo lenisce parzialmente le nostre sofferenze rossonere legate all’uomo più ricco d’Italia che non vuole più spendere ed ha affidato le sorti della prima squadra di Milano, per TITULI, ad uno a cui piacciono i reparti di geriatria, fatta esclusione per la scelta delle mogli, evidentemente attirate dalla sua insita bellezza da adone, dagli addominali a tartaruga (rovesciata) e dal suo Q. I. decisamente al disopra della media.

    Una sola notazione, spero che quattro anni di superiorità tecnica ed arbitrale siano bastate a Moratti riportandolo ad essere quel gentleman che tutti abbiamo conosciuto.

    Col cuore gonfio di dolore auguri di cuore per i prossimi successi cugini nerazzurri.

  6. Daniel O'Byrne

    17/05/2009 at 21:20

    Caro Franco,
    da quando sono arrivato in Italia 20 anni fa sono sempre stato un milanista, perciò non posso non essere d’accordo con gianpaolo; quando avrete conquistato 5 orson coppe campioni potremmo cominciare parlare sul serio. (un piccolo consiglio, dovrete far presto perchè la strada sai é piuttosta lunga…)
    poi a volte i tuoi gusti non li capisco proprio, sembra che per i vini tifi rigorosamente autoctoni ma sappiamo bene che nell’inter sono tutti alloctoni, ce la spieghi bene per piacere!
    un abbraccio

    p.s. meglio che mandate ibra in spagna noi teniamo invece il ns. pippo

  7. Andrea DESSI'

    18/05/2009 at 11:46

    Buongiorno,
    Sicuramente non posso dire che mi stia simpatico, ma bisogna riconoscere a lui ed alla sua squadra la vittoria guadagnata sul campo….
    Bravi!

    P.s.- per la cronaca chi ha scritto è uno Juventino.

  8. maurizio

    18/05/2009 at 12:20

    Complimenti, finalmente ci avete raggiunto.

    …… in Italia.

    Nel mondo avete ancora tanto da fare per far sapere che esistete.

    Buon lavoro.

  9. david lan

    18/05/2009 at 12:32

    capisco la felicità per lo scudetto, ma non sarebbe meglio tagliarla con questa storia della superiorità interista nei confronti del mondo. un giorno si vince e uno si perde…vale un pò per tutti o no…
    un gobbo

  10. vittorio

    18/05/2009 at 15:03

    Ogni Vittoria va goduta, senza mezzi termini e godimento sia.
    Personalmente, da un bel po’ di tempo, non mi interessa alcunché del calcio e del suo mondo. Ma una osservazione mi viene immediata: perché per vincere in Italia, nonostante la squadra nazionale Campione del Mondo, ci si deve dotare di tutti questi innesti “migliorativi” internazionali?
    Crede che questi “neo-taumaturghi” siano capaci di fare lo stesso un prodotto competitivo senza creare per forza il “superlumbard”?
    Posso pensare che ci sarà di nuovo una stagione per l’Hellas Verona o che il Trapattoni di turno riesca a sparigliare con Zoff, Longobucco e Cuccureddu, di cui avidamente scambiavo le figurine solo pochi anni addietro ?
    Saluti caro Ziliani: ogni tanto faccia anche un giro a Roma.

  11. Tommaso Farina

    18/05/2009 at 17:44

    Lasciamo perdere la “società bianconera”, non è il caso di maramaldeggiare. Gli ultimi rimasugli della mentalità vincente della vecchia e vituperata dirigenza si sono volatilizzati. Attaccare Ranieri è frustare la sella per risparmiare il cavallo.

  12. Beniamino D'Agostino

    18/05/2009 at 21:43

    EH NO FRANCO NON LO ACCETTO, per par condicio DEVI pubblicare il mio POST!
    che siate l’altra squadra di Milano per TITULI è un dato di fatto, difficile da mandar giù ma LA PURA REALTA’.

    Complimenti, siete stati la squadra più continua e più forte, si può criticare quanto si vuole l’antipatia di MOU o lo scarso fair play di Moratti che ha spesso sconfinato nella Moggite, ma la squadra era certamente la più forte in ITALIA.

    Pubblicalo o penserò che la moggite ha colpito anche te.

    Un abbraccio tutto milanista caro cugino.

  13. nemesi

    18/05/2009 at 22:06

    “Gaudemus”? Mah…

  14. flaminio cozzaglio

    19/05/2009 at 00:22

    nemesi , lei sarà uno iuventino , vista la protesta per una “a” dimenticata di cui nessuno s’è accorto perchè si legge anche senza che ci sia . Un po’ come i vostri rigori degli ultimi 50 anni .

  15. nemesi

    19/05/2009 at 00:58

    Mi riferivo, ovviamente, al latinorum…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Gaudeamus_igitur

  16. giov

    19/05/2009 at 07:28

    o Milano o Torino ma i soldi arrivano sempre da Roma.Juve finanziata cone la FIAT, Inter finanziata con accisa sulla benzina. W l’ Italia

  17. Franco Ziliani

    19/05/2009 at 08:40

    ha perfettamente ragione nemesi, mi ero dimenticata la a in gaudeamus… Grazie per il giusto rilievo

  18. Alessandro Franceschini

    20/05/2009 at 00:16

    Mi piace “casciavit”, mi ci riconosco pienamente in effetti.

  19. nemesi

    20/05/2009 at 16:58

    Caro Cozzaglio, in realtà mi pregio di essere immune dall’ormai endemico morbo chiamato tifo. Anche se, lo confesso, qualche antipatia cromatica la nutro. Il bianco e il nero, ad esempio…

  20. flaminio cozzaglio

    20/05/2009 at 20:00

    caro Nemesi , non è un morbo , ma una passione , anche se di intensità minore . Mi congratulo per l’antipatia cromatica che le serve per uno sconto di pena .

  21. Stefano Tesi

    22/05/2009 at 12:45

    Caro Franco,
    purtroppo ero via e non ho potuto applicarmi come avrei voluto ai commenti. Ma nemmeno ora riesco a resistere, alla faccia del “tiracalci” (altro che Matrix) Ambrosini. Che dire? Ammettiamolo: il vero godimento è stato sabato, il “derby minore” d’Italia, la “supercoppa Mitropa” nazionale, quella in cui i pluriretrocessi milanisti e i ladri-con-sentenza-passata-in-giudicato juventini (pluriretrocessi anche loro: consultate gli annali, negli anni ’20 erano andati in B e si salvarono per sorteggio, del resto la fortuna aiuta i… ladri) hanno dovuto “farci il piacere”, dopo essere stati ripetutamente sconfitti, di anticiparci pure lo scudetto. Poveretti, immaginate la faccia del Berlusca, Galliani, il pesce lesso Cobolli, del menzionato Ambrosini, come si saranno guardati in faccia non sapendo che pesci prendere.
    E che dire dei poveracci che sanno solo consolarsi coi “tituli” ottenuti con culo di Ganz e i favori arbitrali, coppe comprese, scioccamente ebbri delle figurine comprate a suon di milioni dal capo? Si rassegnino: sono sempre stati e restano non solo la seconda squadra di Milano e la terza d’Italia, ma tra gli scudettati contendono al Genoa il titolo dei più “mitropati”, bravi!
    Dirò di più, addirittura: come insegna l’etica paliesca, si gode di più quando l’avversario perde che quando si vince. E quindi se penso che che gli scudetti vinti sono 2,5 e non 4, come scritto, godo anche di più, alla facciaccia loro, vincitori “sul campo” (spogliatoi compresi, vero Moggi?)degli scudetti a noi attribuiti…
    Ah, andasse sempre così!
    Ciao, Stefano

  22. Stefano Tesi

    22/05/2009 at 18:41

    Caro Cozzaglio, a noi interisti, che ci siamo abituati, capita di dimenticare la “A”, mentre juventini e milanisti la “B” non la dimenticano di sicuro, frequentandola assiduamente…

  23. flaminio cozzaglio

    23/05/2009 at 19:32

    Caro Stefano , purtroppo non assiduamente …

  24. Stefano Tesi

    23/05/2009 at 20:22

    Beh, due volte per uno per coloro che si vantano di essere la seconda e la terza squadra d’Italia (chi è la prima si sa) non è tanto poco…
    Saluti,

    Stefano Tesi

  25. Mario Crosta

    25/05/2009 at 21:45

    Maldini.
    Non ce ne sono poi stati molti come lui al mondo tanto capaci nel suo ruolo. E’ uno dei pochi campioni italiani che pur avendo vestito sempre e soltanto una sola maglia e’ stato stimato, rispettato, se non amato da tutto il mondo del calcio. Un figlio d’arte, un grande autore. Se n’e’ andato come un grande, ad un’eta’ che fa invidia a tanti campioni, ha vinto tutto, rimarra’ nei nostri cuori (nostri, anche di interisti, spesso invidiosi, vero Franco?) e quel che fa dispiacere e’ che lo hanno salutato a muso duro proprio i suoi, quei tifosi che rossoneri non e’ neanche giusto chiamare perche’ nemmeno le suole delle scarpe del vero tifo rossonero sarebbero capaci di leccare. Sono passato una volta con un berretto dell’Inter in mezzo alla Fossa dei Leoni e penso di essere fra i pochi ad averlo fatto e ad esser vivo, ma lo rifarei anche subito se servisse a rendere omaggio, insieme a loro, a questo grande campione, uno dei piu’ grandi in assoluto del calcio e non solo di quello italiano. Suo padre avra’ anche pianto, come me, a vedere il volto del figlio nel momento piu’ critico guardare sugli spalti una vergogna che ricade soltanto su coloro che l’hanno messa in piazza. Per me, gli dedicherei lo scudetto dell’Inter di quest’anno. Senti, Maldini, non ci devi far caso, cerca di superare questo momento di sconforto, come hai sempre fatto nei momenti piu’ duri della tua vita, dinmostrando anche a noi nerazzurri di essere uno dei piu’ forti, uno dei migliori, l’orgoglio di tanti ragazzini che nel tuo esempio si sono dedicati a questo sport. Mi sarebbe piaciuto se avessi continuato, anche giocando soltanto dieci minuti per partita, fino a 50 anni, tanto per fare un record difficilmente battibile. Ripensaci. Riprova. Non cambiare pero’ maglia. Rimani in quella che hai sempre vestito, a monito di tanti che pur grandi non hanno pero’ mai saputo a mantener fede ad un sogno, ad esempio per tanti che hanno pur bisogno di un ideale senza voltar bandiera. Ma torna a giocare, o a giochicchiare, anche soltanto per divertimento, per tornare a sorridere e smetter d piangere sul saluto immeritato che il tuo stadio ti ha immeritatamente riservato. Ti ho sempre ammirato, ti ammirerei ancora di piu’ se reagissi da par tuo e poi diciamocelo francamente: forse e’ proprio questo che volevano quelli che ti hanno riservato questa “festa” mica tanto per la quale, cioe’ impedirti di andare in pensione. Percio’ ti mando un abbraccio, a te ma anche a tuo papa’, indimenticabile avversario di tanti derby in cui “ovviamente” noi nerazzurri vi abbiamo castagnato come meritavate. Vedi, Maldini, quando penso a te mi viene da pensare a Nereo Rocco, a Helenio Herrera, a un tempo in cui il calcio era qualcosa di speciale e non un affare, a quel tempo in cui sei nato tu e nelle speranze di tuo papa’ chissa’ cosa c’era, solo lui lo sa. Beh, c’e’ riuscito, sai? Oggi ti farebbero la festa tutti, la meriti e dunque sappi che sei un mito anche per chi ti gridava contro, soltanto per via del tifo obbligatorio per la squadra del cuore. Non ti curar di chi ha dato contro adesso. Avrai l’applauso sul campo di tutto il mondo del calcio. E poi, per favore, come ha fatto tuo padre, vedi di mettere al mondo un altro Maldini. Ma non darlo al Milan. Fanne dono anche all’altra Milano, che ne abbiamo bisogno…

  26. Mario Crosta

    26/05/2009 at 08:49

    Grazie, Franco.
    So che su certe cose sei sensbile e che questo giocatore “dell’altra squadra” lo merita anche.

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