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My Wine Notes

Interrogativi

Banfi Premio Internazionale Vinitaly 2009

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Leggo su Il Cittadino on line e su Vino e Toscana Chianti news che la Castello Banfi, cantina-simbolo del territorio di Montalcino, si è aggiudicata il Premio Internazionale Vinitaly 2009.
Le motivazioni del Premio dicono: “Massima espressione dell’imprenditorialità legata all’agricoltura, e da sempre votata all’eccellenza, cresciuta, nei trent’anni dalla sua fondazione, sotto l’egida dell’alta qualità, la Castello Banfi rappresenta oggi uno dei principali ambasciatori del “made in Italy” nel mondo. Forza trainante del “modello Montalcino”, indissolubilmente legata al territorio che emerge con intensità ad ogni sorso dei suoi vini, la Castello Banfi è riuscita a coltivare l’innovazione tecnologica, con un’ottica di produzione e di tutela dell’ambiente, senza dimenticare mai l’importanza della tradizione”: ecco le motivazioni grazie alle quali la Castello Banfi riceve il Premio Internazionale Vinitaly 2009”.
Va ricordato che “il prestigioso riconoscimento viene assegnato fin dal 1996 a personaggi italiani e internazionali che si sono particolarmente distinti, nel contesto internazionale, per la loro opera e per il ruolo di ambasciatori della cultura enologica”.
Preferisco non fare alcun commento di fronte a questa notizia che fa capire, nel caso non fosse già abbastanza chiaro, che aria tiri al Vinitaly e come la pensino e per chi apertamente “tifino” i suoi responsabili.
Voglio solo far notare, con le parole di un articolo pubblicato su La Nazione, che questo premio “suona da risposta interessante alla stagione dell’imbarazzo che ha attanagliato Montalcino dopo l’inchiesta che sconvolse il mondo del vino, e del Brunello in particolare, giusto in apertura di Vinitaly un anno fa. E di cui la stessa Banfi fu tra i principali protagonisti”.
Molto diverse le attenzioni che riscuote oggi la più grossa e potente azienda di Montalcino rispetto a quelle di cui era fatta oggetto un anno fa… Un premio che dice e fa capire molte cose. Magari anche quale sarà, quando finalmente i magistrati si decideranno a pronunciarsi in merito, la conclusione dell’inchiesta su Brunellopoli della Procura di Siena…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Jeremy Parzen

    01/04/2009 at 16:50

    E così si festeggia il pesce d’aprile a Montalcino? Scherzi a parte, secondo te, mi fanno assaggiare ‘sto vino del 2004 in fiera?

    Great post…

  2. Franco Ziliani

    01/04/2009 at 16:52

    certo che te lo fanno assaggiare Jeremy, vai a nome mio! 🙂

  3. Alessandro Franceschini

    01/04/2009 at 16:54

    “indissolubilmente legata al territorio che emerge con intensità ad ogni sorso dei suoi vini”. Geniale.

  4. giorgia

    01/04/2009 at 17:10

    perfetto. la chiave di lettura è quella fornita oggi su La Stampa da Massimo Gramellini.

  5. andrea gori

    01/04/2009 at 17:16

    non mi pare una genialata neanche a me premiare banfi proprio ora, anzi fa quasi peggio però il brunello base 2004 assaggiato a montalcino non era niente male, e anche poco rotondo, se non altro è un segno di buona volontà, no?

  6. cantabruna

    01/04/2009 at 17:35

    Parallelamente la sezione A.V.I.S. di Montalcino ha deciso di premiare Dracula riconoscente per avere contribuito all’incremento del consumo di sangue, sia pure degustato in modo del tutto originale”.

  7. marco

    01/04/2009 at 19:43

    geniale. sembra davvero una parodia, o un pesce d’aprile. sono reduce da una visita a montalcino, lo scorso week end, durante la quale un produttore che ha l’azienda proprio di fronte ai banfi mi ha raccontato – ancora con raccapriccio, a distanza di 30 anni – lo “sbarco degli americani” a tavernelle, gli elicotteri, i pini secolari bruciati con le balle, l’ecosistema sconvolto. delle colline sbancate e rase al suolo aveva già scritto, mi pare, veronelli diversi anni fa, sostenendo che per questo motivo con quei vigneti era ormai impossibile fare il “vero” brunello

  8. Cristiano Castagno

    01/04/2009 at 19:53

    Surreale!

  9. Francesco

    01/04/2009 at 21:37

    BOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM!!!!!!!!!!!!!!!!!!! èl’unico commento che posso fare a ‘sta castroneria. ma del resto se le fanno e se le cantano..pietosi
    ciao

  10. Andrea Pagliantini

    01/04/2009 at 21:56

    Lo sbarco degli americani qui dalle mie parti ha qualcosa di simile in comune.
    Cipressi e gelsi segati, olivi sotterrati vivi di inerti per fare il piano per posarvi una mega piscina, un forno buttato giù per lasciare il posto ad una tettoia…..
    Ma per tornare a Montalcino, stupisce che nessuno di lì abbia mai qualcosa da dire.

  11. ag

    01/04/2009 at 23:31

    Buonasera.
    “indissolubilmente legata al territorio che emerge con intensità ad ogni sorso dei suoi vini” ……. in effetti presumo si riferiscano all’interpretazione del sangiovese di Sant’Angelo Scalo.
    Buonasera.

  12. Hervé LALAU

    02/04/2009 at 07:28

    Les Brunello blancs de Banfi vont très bien avec les poissons de la côte toscane. Ou alors avec ceux de l’Arno.

    Amitiés

    Hervé

  13. paolo

    02/04/2009 at 09:27

    Meno male che Banfi c’è….

  14. slavata

    03/04/2009 at 09:03

    Buongiorno,
    l’unica stortura che vedo è il fatto di avergli dato questo riconoscimento proprio adesso, sì perchè se a mente fredda si vanno a leggere le recensioni di alcune rinomate “guide” uscite in passato di storture ce ne sono parecchi: vuoi per la presenza solo se hai un famoso e bravo (???) enologo, vuoi se fai pagare il tuo vino cifre esorbitanti, vuoi se hai almeno tre vini da recensire ( accettano anche campioni da botte saranno imbottigliati dopo un anno, che sono “streghi ” per capire come diventerà????), vuoi per le stesse recensioni, che dovrebbero essere fatte da chi insegna a riconoscere i vari tipi di vitigno e poi ti recensiscono un Brunello dai “bei riflessi violacei, con un estratto secco di 23 g/l !!!!!!!!!”. La vera tristezza di tutto ciò è che ci sono persone che ancora credono a tutto questo. Personalmente, dopo tutto questo marasma, sono molto delusa e disinnamorata.

  15. Vittoria

    03/04/2009 at 13:54

    Nulla di nuovo….una torta generalmente si divide in fette….che dire? Se la produzione vinicola Italiana viene identificata in un Banfi o nella sola Toscana….piètà!

  16. Eliseo

    06/04/2009 at 11:41

    Ma infatti è un premio alla “Massima espressione dell’imprenditorialità legata all’agricoltura”. Penso che su questo ci sia poco da dire. Di investimenti ne hanno fatti e tanti e alla fine dal punto di vista economico l’impatto di Banfi a Montalcino è indubbio. Per la qualità del vino certo non c’è molto da dire, ma è vero che sono stati buoni ambasciatori del made in Italy…anche se di un made in Italy molto originale…

  17. wyllyam

    06/04/2009 at 18:23

    e che ci vogliamo fare? per altro non facevano neanche assaggiare tutti i prodotti al vinitaly, ma solo le linee basse…

  18. ag

    12/04/2009 at 21:36

    Buonasera e buona Pasqua.
    Gentile Vittoria, spero che lei citando Banfi (azienda della quale ho già avuto modo di riconoscere qui i meriti commerciali) con Montalcino prima (anche se lei non la cita) e poi la Toscana intera e invocando in tal senso “pietà” voglia scherzare……..
    Buona serata e felice Pasquetta.

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