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My Wine Notes

Mon coeur mis a nu...

Baldo Cappellano, Don Chisciotte della Langa. Un ricordo di Marta Rinaldi

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Anche Marta Rinaldi, classe 1985, la figlia maggiore di “Citrico”, ha letto uno splendido, intenso ricordo di Baldo, “Don Chisciotte della Langa”, alla cerimonia di commemorazione di martedì a Serralunga d’Alba. Lo pubblico qui con grande piacere…

La morte  di un uomo è sempre una violenta spogliazione, come un furto;  il furto di un orcio,  anfora di cui si vorrebbe continuare a prelevare e attingere il contenuto. Un bagaglio di sostanze e saperi. In ultimo ci accontenteremmo anche dei cocci del vaso.
Ora di questa rapida e scioccante perdita di Baldo sentiamo anche una grave assenza fisica, materica. L’assenza di un’anima che riempiva e colmava, incombeva e rassicurava. Queste colline a cui tanto è stato dedicato da Baldo, pur trapiantato e spirito di frontiera, ora sono più sole,  più povere, smagrite e prive di quel palo-albero che camminava, greve e lieve insieme..
Devono anche essere molto addolorati questi poggi, per come e quando, Baldo, hai voluto compiere questa ultima passeggiata, l’ennesimo atto “alla Cappellano”, liberatorio e autarchico, offerto, come da prassi, con quel sorriso bonario, quasi bambinesco che spiazzava e disarmava le teste più dure. Ma non si sono mai viste in te l’invidia o il rancore.
Queste colline ti rendano omaggio, le hai cavalcate come un Don Chisciotte della Langa. Ti bastava la convinzione di essere nel giusto, contro la violenza degli uomini e del denaro, e al riparo di una moralità e di una innocenza imprescindibili, di una idealità mai sopita,  di un sogno irrinunciabile. Baldo sei stato l’esempio emblematico di un uomo di territorio senza territorio con i tuoi tre ettari di vigna; ma fossero stati ben cento, comunque erano stretti per occhi da orizzonti eritrei.
Avresti, comunque, sacrificato il tuo lavoro e il tuo cortile al miglioramento, al riscatto e alla tutela di questa terra e dei suoi prodotti, da interpretare e promuovere in modo convinto, originale, a volte estremo. Coraggio, senso dell’avventura, piacere della scoperta e dell’ignoto come lasciti delle tue radici africane;  amore per le Langhe totale e profondo come le radici delle tue viti franche di piede.
Caro Baldo, queste colline ti allungano una carezza in un cielo di aromi  e spezie. Nel cielo dei giusti.. Marta Rinaldi

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Gianni "Morgan" Usai

    28/02/2009 at 15:45

    Come ho già espresso a Franco Ziliani, in maniera informale, non sarebbe male pensare a qualche progetto o situazione che possa onorare e perpetuare il ricordo di Baldo oltre questi momenti…

    Gianni “Morgan ” Usai

  2. Carlo Merolli

    28/02/2009 at 23:59

    La mela non cade lontano dall’albero: con giovani cosí, il futuro del Barolo é assicurato. E Baldo ne sará contento.

  3. giovanna

    01/03/2009 at 01:25

    Credo che il miglior modo di perpetuare non solo il ricordo, ma il senso della vita di Baldo e di Bartolo insieme, sarebbe meditare su quello che stiamo facendo nel nostro quotidiano, nelle nostre vigne e nei i nostri vini, nella nostra generosa terra.

  4. cesare

    01/03/2009 at 11:38

    Parole da leggere piu’ volte in silenzio, che non possono non far capire anche a chi lo conosceva poco la grandezza di quest’uomo.

  5. Gianni "Morgan" Usai

    01/03/2009 at 14:04

    Il silenzio è importante…
    ma, insisto, ci vorrebbe un momento pubblico di riflessione…

    Gli “stati generali” del vino vero…

    Gianni “Morgan” Usai

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