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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Sassetto e Colombarone: quando il Sangiovese di Romagna è davvero superiore

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Questo insidioso attacco influenzale, che mi ha impedito, accidenti!, di essere sabato, come avrei tanto voluto, alla presentazione del volume sui Vini di Liguria Vinidamare scritto dall’amico Antonello Maietta, non mi consente in questi giorni di postare come vorrei sul blog.
Sperando di riprendermi presto voglio cercare di rompere il torpore che causa questa febbriciattola mista a dolori ossei e senso di spossatezza, riallacciandomi al discorso sul malinteso significato che la tipologia superiore assume per troppi vini (leggete qui), voglio segnalarvi due vini che il termine Superiore in etichetta lo giustificano davvero e che mi sono apparsi lunedì’ scorso a Faenza, quando li ho degustati nell’ambito della rassegna Enologica, davvero degli ottimi esempi di Sangiovese di Romagna, di quel genere di Sangiovese, elegante, saporito, croccante, pieno di energia, che piace a me.
Sono stati due vini “sorpresa”, perché non solo non li conoscevo ma non conoscevo le due aziende produttrici, che sono, nell’ordine, Villa Bagnolo di Castrocaro Terme (FC) e la Tenuta La Viola di Bertinoro (FC).
Un solo elemento accomuna le due aziende, oltre a produrre buoni vini, l’avere come consulente un enologo, Franco Calini, che non conosco, ma al quale faccio idealmente i miei complimenti, per come lavora (a differenza da altri enologi e wine maker più o meno “superstar” presenti in Romagna) con misura, garbo e senza alcun protagonismo.
Il primo vino è un
Sangiovese di Romagna Superiore, Il Sassetto, annata 2007, prodotto da uve Sangiovese in purezza di diversi cloni provenienti da un vigneto posto a 300 metri d’altezza su terreni argillosi, limosi e sabbiosi, dall’azienda Villa Bagnolo creata dall’imprenditore Vito Ballarati nel 1997 e già condotta ad una più che rispettabile dimensione di 15 ettari vitati.
Un Sangiovese di Romagna davvero ben fatto, affinato semplicemente in acciaio e molto diretto nel suo proporsi, dotato di una bella intensità di colore, rubino violaceo intenso, di un naso molto espressivo, di grande intensità e fittezza, con note di ciliegia succosa, mora di rovo, sottobosco in evidenza, un leggero accenno animale, di cuoio, pepe, e una mineralità petrosa ben sottolineata. In bocca il vino è molto asciutto, nervoso, di gran carattere, scattante, dotato di un saldo corredo tannico. Un vino non imponente nella struttura, non larghissimo e ampio, ma che si fa apprezzare molto per l’equilibrio, l’armonia, il gran nerbo, la ricchezza di sapore, la freschezza, e soprattutto per la piacevolezza di beva davvero notevole.
Con il secondo vino, il Sangiovese di Romagna Superiore Il Colombarone, annata 2006, saliamo invece sulle colline di Bertinoro, da vigneti di una decina d’anni d’età, con l’azienda creata giusto nel 1998 dalla famiglia Gabellini.
Le ambizioni del vino sono maggiori, e lo dimostra l’affinamento che avviene sia in acciaio sia, per il 45% della massa in barrique di secondo passaggio per sei mesi, e soprattutto il vino, con la sua notevole intensità e profondità di colore, un rubino violaceo fitto, i profumi fitti ed espansivi, con una nitida ciliegia in evidenza, note di viola, di terra, di spezie, accenni minerali, speziati, un ricordo di catrame e sfumature di alloro e rosmarino a comporre un insieme vivo articolato, di notevole eleganza.
La bocca è piena, ricca, nervosa, di notevole dinamismo e articolazione, con una salda struttura tannica ben sottolineata, un frutto vivo e succoso, bella ricchezza e persistenza, ma in una cornice di grande armonia, equilibrio, sapidità e nerbo, saldo carattere e una pienezza di sapore, un bilanciamento tra tutte le parti, davvero notevole. Tutto a vantaggio di un’innegabile immediatezza e piacevolezza, perché un vino può anche essere Superiore, ma senza sacrificare la sua capacità di farsi bere e apprezzare.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Giovanni Solaroli

    02/12/2008 at 14:19

    Ben detto. Da anni conosciamo le qualità professionali di Franco e le apprezziamo nei suoi vini. Se oltre a noi paesani,alle aziende che già gli hanno dato fiducia, anche professionisti come te sono pervenuti alle medesime conclusioni, ciò non può che farci piacere. Saluti a tutti.

  2. Liloniadriano

    02/12/2008 at 14:28

    un segnalino sul libro sovversivo? no?..ciao

  3. Pingback: Enologica 2008 a Faenza - Pagina 4 - Baltazar.it

  4. Pingback: Wine mania » Blog Archive » Vino al vino il blog di Franco Ziliani

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