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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Piccole cantine di Franciacorta crescono: Camossi a Erbusco

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Devo pubblicamente ringraziare l’amico Giovanni Arcari, che ho già avuto modo di definire “wine talent scout” in servizio tra Franciacorta, Garda e area bresciana, per avermi fatto conoscere, dopo l’azienda Colline della Stella di Andrea Arici, un’altra interessante e promettente piccola, giovane realtà franciacortina, una di quelle forze che giustificano davvero il titolo “piccole cantine di Franciacorta crescono”.
Sto parlando dell’azienda agricola dei fratelli Claudio e Dario Camossi, che sebbene abbia centro ad Erbusco (in quella stessa via Metelli dove troviamo l’azienda Enrico Gatti) vede una po’ complessa dislocazione di cantina e vigneti in posti diversi: sede e una parte dei vigneti in Erbusco (dove si svolgono alcune vinificazioni), ancora un po’ di vigneti in quel di Provaglio d’Iseo e infine ancora una parte di vigneti e una cantina di vinificazione (in affitto) in quel di Paratico.
Il tutto per un totale di 24 ettari, di cui solo quattro di proprietà e per una produzione che attualmente supera di poco quota ventimila bottiglie, che diventeranno quarantamila con la produzione del 2007.
Tre soli i vini attualmente prodotti (diventeranno cinque entro il 2010, quando verranno commercializzati anche un millesimato 2006 e un Blanc de Noir 2007 entrambi in lungo affinamento sui lieviti) e tutti e tre Franciacorta, tutti espressione di vini di un’unica annata anche se non si presentano ancora come millesimati, che meritano l’attenzione degli appassionati, grazie ad uno stile incisivo, molto pulito e di grande piacevolezza (dove si vede la mano di un enologo da tenere d’occhio, Nico Danesi).
Ci sarà più tempo in futuro, perché di questa azienda sono certo che continueremo a sentire parlare, per raccontare di più sui Camossi, dei loro vigneti (ne ho visitati alcuni e sono non sono posti in posizioni ottimali, ma splendidamente condotti), della loro idea di Franciacorta.
Per ora voglio solo parlarvi dei loro vini attualmente in commercio, uno dei quali, il Brut, quindicimila bottiglie che rappresentano il settanta per cento della loro produzione, si è comportato molto bene in una recente degustazione di Franciacorta di cui ho già scritto (leggete qui).
Parto proprio dal Brut, 90 per cento Chardonnay ed un dieci per cento di Pinot nero (che diventerà un venti per cento dall’annata 2007), venti mesi sui lieviti e sboccatura gennaio 2008. Perlage sottile continuo, colore paglierino di media intensità e brillante, naso fresco, sapido, incisivo, nervoso, con buono sviluppo citrino, minerale, agrumato, con accenno di miele e fiori bianchi, non ampio ma molto preciso e pulito.
Altrettanta piacevolezza e nitidezza al gusto, ricco, incisivo e sapido, con un attacco asciutto, ben secco e persistente, un buon dinamismo e una convincente articolazione ed un finale lungo e di buona persistenza e razza.
Molto convincente anche il Satèn, ovviamente un Blanc de Blancs con 24 mesi di permanenza sui lieviti, e una piccola parte (un venti per cento) che si affina e svolge la fermentazione malolattica in legno. Ricco e vivace il perlage, sottile e delicato, e splendida la vivacità e l’intensità del colore un paglierino carico tendente all’oro.
A naso il vino conferma lo stile sapido e scattante del Brut, con una complessità, una densità e un “peso” decisamente superiori, un’aromaticità senza le compiacenze, le dolcezze un po’ estenuate e la “ruffianeria” calcolata di parecchi Satèn odierni.
Notevole impegno, salda costruzione e struttura, un carattere ben secco e asciutto, equilibrato, di grande pulizia esecutiva, anche in bocca, dove il vino si propone ricco, scalpitante, di gran nerbo, con una bellissima vena di mandorla e un’acidità precisa e calibrata che rende il finale lungo e molto piacevole la beva.
Infine il Rosé, che ho degustato (ed era la seconda volta, la prima a settembre, in compagnia dell’amico e collega wine blogger Jeremy Parzen, mio sodale su VinoWire) in occasione di una bellissima cena alla Dispensa Pani e Vini a Torbiato di Adro.
Un vino che non ha completamente convinto la Guida dei vini dell’Espresso, che pure ha dato un bel 16/20 al Satèn e al Brut, ma che a me, con la sua formula che prevede un ottanta per cento di Pinot nero ed un venti per cento di Chardonnay, venti mesi di permanenza sui lieviti, è piaciuto molto, nonostante un colore un po’ scarico ed evanescente, molto sangue di piccione e buccia di cipolla, che vorrei un po’ più intenso, con il suo naso moderatamente “dolce”, che evoca il lampone ed il ribes, ed effusivo, e molto sul frutto, molto maturo, ricco e pieno, e la bocca di buona ricchezza, piena, strutturata, di grande ampiezza, da vino lungo, pieno, consistente, goloso e succoso, eppure elegante, molto equilibrato, con quella chiusura sapida e nervosa, quell’acidità bilanciata che costituisce un po’ il “marchio” di casa Camossi.
Per ora di questo Rosé, come del Satèn, sono disponibili solo quattromila bottiglie, (che saranno presto 6000 per il Satèn), ma sono persuaso valga la pena procurarsene qualcosa, perché questa idea della Franciacorta che i Camossi mostrano con i loro vini mi sembra valida e merita decisamente fiducia e attenzione.   

Azienda agricola Camossi
Via Metelli 5
25030 Erbusco BS
Tel. 030 7268022 fax 030 51031131
e-mail

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Liloniadriano

    03/11/2008 at 13:40

    ho appena iniziato a proporlo…grazie anche da parte mia a Giovanni.

  2. Liloniadriano

    03/11/2008 at 13:43

    mi vien da ridere ma hanno dedicato una via a timoteo metelli?

  3. Laura Rangoni

    03/11/2008 at 14:51

    bene, non sarebbe il caso di organizzare una gita dei partecipanti al tuo forum a visitare queste giovani realtà emergenti? Il Ziliani Fan club magari…

  4. Franco Ziliani

    03/11/2008 at 15:07

    niente “Ziliani fan club” Laura, lasciamo stare, desidero avere dei lettori con spirito critico e palato allenato, curioso e indipendente, non delle persone che mi considerino un guru (non lo sono e non lo voglio essere). Si può però parlare, perché no?, di organizzare delle visite a queste piccole realtà emergenti che mi piace via via segnalare qui sul blog

  5. Giovanni Arcari

    03/11/2008 at 16:09

    Lusingato Adri,sono davvero felice che i vini ti siano piaciuti.Se qualcuno volesse fare una visita nelle realtà vinicole bresciane che seguo e non,ne sarei molto felice!Possiamo pure organizzare una bella degustazione per i lettori del blog,se Franco è daccordo…

  6. Autista scrupoloso

    03/11/2008 at 17:25

    Benissino lo Ziliani fan club , a patto che sia composto da solo signorine e signore. Io , ci metto e guido il pulman, Giovanni fa da cicerone, Franco fa solo il coccolato e Adriano ci ospita a pranzo. Che ne dite ? Attendo notizie.
    Un affettuoso saluto.

  7. Giovanni Arcari

    03/11/2008 at 23:56

    Caro autista scrupoloso(mi fai impazzire con le tue molteplici identità!!!)con me vai a nozze,se mi parli di donne.Facciamo così,organizziamo ufficialmente una degustazione seria,per sole donne,realmente interessate e con spirito critico.Faremo visitare loro la franciacorta e il Garda con due fantastiche degustazioni.O domenica 23 novembre o domenica 14 dicembre.Se Franco è daccordo,darà alle interessate la mia mail e la prossima settimana fornirò il programma dettagliato.Che ne pensi autista scrupoloso?Mi dai una mano?

  8. Autista scrupoloso

    04/11/2008 at 09:44

    Va bene per il 23 novembre per il 14 dic. purtroppo non ci sono, viaggio di lavoro in Belgio. Comunque sai che sono sempre a disposizione.
    Ciao barbù.

  9. Giovanni Arcari

    04/11/2008 at 09:56

    Bene!Adesso vediamo chi aderirà…

  10. Franco Ziliani

    04/11/2008 at 10:21

    questo uso un po’ disinvolto del mio blog per provare a… “cuccare” mi lascia un po’ perplesso Giovanni…

  11. Giovanni Arcari

    04/11/2008 at 11:14

    Vorrei farti notare(come si faceva a scuola con lo “scarica barile”)che il fomentatore di tutto,è come sempre l’alunno “Autista scrupoloso”…non sono stato io…

  12. Franco Ziliani

    04/11/2008 at 11:15

    ma tu Giovanni, come del resto il poliedrico “autista scrupoloso” non appena sentite… profumo di donna, vi buttate a pesce…

  13. Giovanni Arcari

    04/11/2008 at 11:20

    Aaaa su questo non ci sono dubbi!Non esiste al mondo un profumo più buono…

  14. Liloniadriano

    05/11/2008 at 19:19

    si dice bouquet di donna…ignorante! :-O)
    io invece ho deciso di mettere il saio….

  15. Franco Ziliani

    05/11/2008 at 19:29

    ma io pensavo al celebre film Profumo di donna
    http://it.wikipedia.org/wiki/Profumo_di_donna
    ed al remake Scent of a woman, gnurant!

  16. Liloniadriano

    05/11/2008 at 19:50

    cul tore toi aussi?

  17. ELENA LAVINIA

    06/04/2010 at 16:59

    Ciao a tutti,mi aggiungo per fare i miei complimenti a Giovanni…per la sua grande scoperta….dei vini cosa dire…ho avuto la fortuna di assaggiarli tutti….visto che ho tutti questi prodotti nel locale dove lavoro(ENOTECA MERIDIANA,VR)…

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