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My Wine Notes

Enoriflessioni

Il mondo della ricerca indaga Barolo, Barbaresco e Brunello di Montalcino

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Incredibile ma vero anche il mondo della ricerca universitaria, professori associati della Emory University o della Stanford University, prestigiosissimi centri del sapere in terra americana, dedicano le loro attenzioni, i loro studi e le loro analisi ai più qualificati vini Docg italiani.
Lo dimostra il progetto di ricerca sui produttori di Barolo, Barbaresco e Brunello di Montalcino, avviato circa tre anni fa da Giacomo Negro, professore associato in Organization and Management presso la Emory University negli Stati Uniti quando ancora  lavorava presso l’Università L. Bocconi (con cui continua a collaborare) e ora proseguito in collaborazione con due colleghi dell’Università di Stanford, i professori Michael T. Hannan e Hayagreeva Rao.
Una ricerca, che punta a comprendere i fattori organizzativi che influenzano la scelta dei produttori di adottare nuove tecniche produttive oppure di continuare ad impiegare tecniche tradizionali, di cui ho chiesto al professor Negro, che ho incontrato qualche mese fa in Langa insieme ai suoi colleghi, di parlarmi in un’ampia intervista (leggete qui) pubblicata nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S.
Le fotografie che corredano questo post sono opera di un altro importante personaggio americano, il caro amico e collega, ottimo wine writer e fotografo from Chicago Tom Hyland, curatore del sito Internet Learn Italian Wines e della Guide to Italian Wines su Wine lovers page.

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Antonio M.

    31/10/2008 at 21:48

    Sento spesso parlare di tecniche tradizionali e innovative per alcuni grandi vini italiani ( Barolo in particolare), ma quali sono con esattezza le differenze tecniche tra i due modelli?.
    Cosa cambia nel processo di macerazione, fermentazione, affinamento e invecchiamento?.
    Quali sono le tecnologie e i materiali (tipologie e dimensioni) tradizionali e quelli innovativi?.
    Spero si possa chiarire con l’aiuto di qualcuno più esperto le differenze principali per chi come me è interessato a saperne di più sull’argomento.

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