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Enovarie

A rieccoci!!

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Grazie alle vostre preghiere siamo riapparsi…

Dopo due giorni di oscuramento, ufficialmente dovuto a motivi “tecnici”, eccomi tornato on line.
Vi avevo lasciato, prima che qualche bischero (e uso volutamente questo termine toscano) si divertisse ad attaccare il server che ospita questo e altri blog (ora toccherà alla Polizia Postale risalire al suo nome, anche se io ho già una precisa idea di chi sia…) chiedendomi (leggete qui) se i winery blog non scritti dai diretti interessati, ovvero i produttori, ma da figure esterne alle aziende fossero ancora da considerare come tali.
Riprendo oggi il discorso per annunciarvi due cose, credo interessanti, che hanno come tema quel Brunello di Montalcino e le sue vicende, spesso poco commendevoli, alle quali dedico da mesi particolari attenzioni.
Come hanno ben sottolineato alcuni colleghi e amici, Roberto Giuliani su Esalazioni etiliche (leggi qui), Luciano Pignataro sul suo sito (leggi) e  Carlo Macchi su WineSurf (leggi qui) quello che ho scritto ha dato molto fastidio, ma che ci posso fare, io mi sono limitato a fare il mio lavoro di cronista e a raccontare fatti e circostanze che la realtà sta confermando corrispondere al vero.
Secondo questa logica sono andato ad intervistare, all’Università di Siena, la dottoressa Rita Vignani, che ha messo a punto con altri ricercatori italiani e americani una speciale metodologia che consente di estrarre il DNA non solo, come accadeva già da tempo, dalle piante, dalle specie vegetali come la vite, bensì da quel prodotto molto più complesso che è il vino.
E con questo metodo, soprattutto per i vini monovitigno, che prevedono cioè la presenza di un’unica varietà di uva, ad esempio il Barolo ed il Barbaresco, ma anche il Brunello, si può agevolmente capire, con uno scarto di circa l’uno per cento, se esiste una contaminazione, un taglio, un errore, in termini tecnici diremmo una difformità, e se quel determinato vino, che dovrebbe contenere solo Sangiovese, presenta al suo interno anche percentuali di altre uve.
E questa intervista ho pubblicato ieri sera e ve la segnalo oggi (leggete qui), sul sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Con lo stesso spirito, di curiosità e di attenzione alla notizia e al dovere di fare informazione e di dire come la penso, mi accingo ad affrontare il dibattito (già annunciato qui), che è stato definito “faccia a faccia sul Brunello” che mi attende domani ancora a Siena, nella cornice dell’Aula Magna dell’Università (qui il programma e la diretta on line, a partire dalle ore 15) e che mi vedrà
protagonista, insieme al produttore di Barolo, Teobaldo Cappellano, all’enologo Ezio Rivella per molti anni amministratore delegato di Villa Banfi, e all’altro enologo Vittorio Fiore, il tutto con la moderazione del professor Dino Cutolo, docente presso l’Università di Siena, antropologo e appassionato di vini.
Un’occasione di dibattito, di civile confronto di idee, con il Brunello protagonista, che si svolgerà a soli cinquanta chilometri scarsi da Montalcino. Dibattito che, con ogni probabilità, avverrà alla presenza di ben pochi diretti interessati, ovvero i produttori di Brunello, sia per gli impegni legati alla vendemmia, ma soprattutto perché a Montalcino c’è stati un passaparola di ignorare il dibattito. E difatti qualcuno (ne parleremo a bocce ferme) ha fedelmente seguito la consegna…
Come andranno le cose domani lo potrà vedere ciascuno di voi, seguendo la diretta on line sui due siti Internet.
Dal canto mio, e sono certo che altrettanto farà Teobaldo Cappellano e dal loro punto di vista faranno i nostri interlocutori favorevoli al cambio di disciplinare e di identità del Brunello, mi limiterò ad esprimere, in tutta onestà intellettuale, il mio punto di vista, libero e indipendente, che ritiene l’eventuale trasformazione del Brunello e l’utilizzo (ufficiale, non truffaldino) di altre uve accanto al Sangiovese di Montalcino, un clamoroso errore. Pardon, un suicidio.
Un’ultima doverosa precisazione.
Leggo, sul sito Internet di una rivista verso la quale ho sempre manifestato stima e considerazione, Porthos, una cosiddetta “doverosa comunicazione di servizio”, dove si sostiene che la mancata partecipazione di una persona, che inizialmente avevo contattato chiedendo di affiancarmi nel dibattito con Rivella, “non è dovuta a una rinuncia bensì a un’esclusione dalle ragioni poco trasparenti e comunicata tardi e male”.
Personalmente non ho mai affermato che quella persona avesse rinunciato a partecipare, ma ho sempre detto e lo confermo di essere stato io, quando l’ex amministratore delegato della Castello Banfi mi comunicò che aveva scelto di farsi affiancare da Fiore, enologo come lui, a scegliere di farmi affiancare non da un giornalista, ma da un enologo o da un produttore. 
Nessuno ha voluto escludere o emarginare quella persona perché portavoce di un appello che, sino a prova contraria, io ho firmato e sostenuto vigorosamente.
Ho invece semplicemente, e dolorosamente ho dovuto rinunciare al suo contributo perché potevo avere un solo sostenitore al mio fianco e ho preferito puntare sulla dialettica di Teobaldo Cappellano e sul valore simbolico che indubbiamente ha la presenza di un produttore di Barolo in difesa delle ragioni del Brunello.
Questa e non altra, come il diretto interessato ben sa, è la verità.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Mauro Erro
12 anni fa

Bentornato…
poveri quei bischeri e che hanno ottenuto poi?

Andrea Pagliantini
12 anni fa

Se si dimostrasse che lo zampino di qualche hackker (che un sò nemmeno come si scrive) ha oscurato i blog della simplicissimus e per colpire Franco, semmai ha avuto l’effetto contrario.
C’è statoun passaparola continuo fra lettori e autori per sapere cosa era successo per tornare poi più di prima a consultare Vino al Vino tutti gli altri blog.
Che bischero quel bischero

paolo
paolo
12 anni fa

Suggerirei una registrazione del convegno per posizionarlo, successivamente, in podcast su qualche sito.

Tommaso Luongo
12 anni fa

Bentornato!

marco
12 anni fa

quindi ben tornato ad informarci in democrazia e nella libera informazione critica. Silenziosamente un tuo lettore la saluta

Mr Oz aka Alessio Gianni

Direi che la scelta di portare Teobaldo Cappellano è azzeccatissima. Chiunque in “battaglia” vorrebbe accanto a se un eroe.
Non è che poi venite a cena dalla Mariella?

trackback

[…] Brunello di Montalcino e delle modifiche del disciplinare. Dopo due giorni di difficoltà tecniche Vino al Vino è tornato finalmente on line..Nel nostro piccolo però vogliamo compensare il parziale oscuramento […]

un chiantigiano (qualunque)
un chiantigiano (qualunque)
12 anni fa

A proposito di b…oggi in un consorzio,di cui non faccio nome,mi è stato confermato che c’è dal 20 al 40 %in meno di uva(IN DIVERSE ZONE).Poi mi hanno detto che”ALLA FINE”ce ne sarà uguale o poco meno del 5%…Ecco..,credo che mi volevano dare ”DEL BISCHERO”(AD AVERNE MENO DEL 30%)!

Fabio
Fabio
12 anni fa

Gentile sig.Ziliani,
credo che molti lettori del blog(come me)purtroppo,per motivi di lavoro,non potranno visionare in diretta il confornto di domani.Sarebbe possibile,gentilmente,registrarlo e fare in modo di pubblicarlo,ad esempio,su youtube?
Grazie

Saluti

Fabio

vignadelmar
vignadelmar
12 anni fa

Buon duello…..e che sia all’ultimo sangue !!!

Ah, oggi è uscita una lista che riguarda i vini migliori secondo L’Espresso. La Toscana mi sembra che non ne sia uscita proprio bene. Pochi Brunelli ed a parte alcuni dei soliti noti, veramente poco altro.
Commenti ?

Ciao

francesco bonfio
12 anni fa

Prendo spunto dall’intervento di Paolo per rendere noto che effettueremo la registrazione dell’evento che da sabato sarà disponibile sul sito ufficiale della Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane – all’indirizzo web:
http://www.vinarius.it
Francesco Bonfio
presidente Vinarius

andrea gori
12 anni fa

come commentato su KelaBlu, vero che il 2004 in Piemonte non è confrontabile con il 2003 in Toscana ma 66-25 mi pare umiliante

trackback

[…] alle 15:00 sul portale InToscana dalla diretta web dell’atteso confronto pubblico tra Ziliani e Rivella sul disciplinare del nostro vino più amato e importante […]

Paolo Bargelloni
Paolo Bargelloni
12 anni fa

@vignadelmar
commenti? i soliti nomi, con qualche brunello in meno, giusto per non sbagliare…

Tendenza

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