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My Wine Notes

Degustazioni

Enogenio, ovvero l’intelletto al servizio del vino. Grande degustazione a Montecatini Terme

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Domanda: sabato 4 ottobre non avete nulla da fare, amate follemente il vino e avete la bellezza di 225 euro (“solo” 170 se siete iscritti A.I.S.) da spendere (senza rimpianti)?
Bene allora questa manifestazione,
Enogenio, in programma dalle ore 16 alle 20 a Montecatini Terme (in provincia di Pistoia) presso il Salone Terme Tettuccio, non ve la potete perdere, visto che viene presentata un po’ come il “Bibenda day” toscano…
Da un’idea e con la regia di Roberto Bellini, responsabile dell’immagine dell’A.I.S. Toscana e componente della Giunta Esecutiva Nazionale è nata questa degustazione
raccontata “di 18 grandi vini dai territori del mondo, per risaltare il genio dell’uomo e il suo savoir faire applicati al pianeta vino”, 18 vini “espressione dell’intelletto applicato all’enologia”. Enogenio intende analizzare e spiegare perché un vino sia diventato uno “status-symbol”, che raccoglie le sfumature organolettiche e le trasforma in idee e intuizioni, arrivando ad “intellettualizzarle”. Una degustazione di 18 vini “frutto di un lavoro geniale, dalla vigna, alla cantina, dall’affinamento al marketing”.
I vini in degustazione saranno:
Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi Zanella 2001 Cà del Bosco,
Trento Doc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997,
Champagne Dom Perignon 1999,
Champagne Krug 1996,
Champagne Substance J. Selosse,
Champagne Liesse d’Arbonville Ployez Jacquemart 1996,
Pouilly-Fumé Silex 2004 Didier Dagueneau,
Sauvignon blanc Cloudy Bay 2007,
Corton Charlemagne Bonneau du Martray 2005,
Langhe Chardonnay Gaja & Rey 2006,
Cervaro della Sala 2006 Castello della Sala,
Puligny Montrachet J. Claude Boisset,
Cabernet Sauvignon Estate 2003 Montelena,
Margaux Château Margaux 2001,
Bolgheri Superiore Sassicaia 2005 Marchesi Incisa della Rocchetta,
Clos de Vougeot Grand Cru 2003 Grivot,
Alto Adige Pinot nero Vigna Sant’Urbano Villa Barthenau 2004 Hofstätter,
Ata Rangi Marlborough Pinot noir.

Per prenotazioni: 0572/911864 oppure Roberto Bellini 335384157 e-mail. Costo di partecipazione 170,00 euro per i soci AIS – 225 euro per i non soci.
Una sola domanda nasce spontanea, ma su “18 grandi vini dai territori del mondo” che mettono in risalto “il genio dell’uomo e il suo savoir faire applicati al pianeta vino”, perché non si è trovato posto per due autentici gioielli e simbolo italiani come il Barolo ed il Brunello di Montalcino?
In questo parterre des rois non potevano trovare tranquillamente posto vini altrettanto “geniali” e leggendari come il Barolo Monfortino di Giacomo Conterno, il Barolo Monprivato di Giuseppe Mascarello oppure il supremo Brunello di Montalcino riserva di Case Basse ?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. lorenzo

    26/09/2008 at 19:31

    ciao Franco,
    leggo sempre con piacere i tuoi post.
    azzardo una risposta alla tua domanda:
    da nessun’altra parte del mondo si producono Barolo e Brunello, impossibile compararli.
    è forse per questo che c’è sempre qualcuno che cerca di “internazionalizzare” i nostri gioielli?
    a presto
    lorenzo

  2. paolo

    27/09/2008 at 09:38

    A scorrere quella lista sembra di leggere un Wine spectator di 6/7 anni fa…

  3. andrea gori

    27/09/2008 at 19:00

    in effetti una delle idee dietro enogenio credo fosse proprio far togliere ai nostri soci la curiosità di assaggiare questi “famosi” vini di cui tutti si riempiono la bocca a parole. Secondo me per apprezzare i nostri gioielli si devono conoscere bene i vini che tutto il mondo celebra come “cult”

  4. Franco Ziliani

    27/09/2008 at 19:31

    ma manco per niente Gori! Per apprezzare i nostri gioielli, ad esempio i due vini che ho citato, non é indispensabile, anzi se ne può fare tranquillamente a meno di “conoscere bene i vini che tutto il mondo celebra come cult”. Non abbiamo bisogno di paragoni con i vini stranieri o di riconoscimenti provenienti dall’estero per affermare la grandezza dei nostri più grandi Barolo e Brunello. Resto dell’idea che in questo insieme di vini scelti dall’ottimo Bellini ci potessero stare benissimo, magari al posto del sopravvalutato Pinot nero di Hofstatter o del Cervaro della Sala i vini che ho indicato

  5. Diabolik

    27/09/2008 at 21:13

    Caro Sig. Ziliani credo che questa degustazione sia molto interessante e anche non troppo cara se considera che ogni vino assaggiato costa euro 12,50.
    Altresì vero come giustamente Lei fa notare, assurdo non trovare uno spazio
    per due grandi vini italiani. Ma questa purtroppo è una nostra brutta abitudine, non riuscire a valorizzare al meglio i nostri grandi prodotti.
    Non me ne voglia nessuno, ma perchè nella maggior parte delle carte vini, alla voce bollicine viene venduto quasi esclusivamente francese?
    Forse non raggiungeremo le loro vette,ma la sproporzione è notevole.
    Un saluto a tutti e un abbraccio affettuoso e fraterno all’amico Donni.

  6. Donni

    28/09/2008 at 22:28

    Caro Diabolik(mi fai impazzire dalle risate con il tuo essere così”camaleontico”!)finchè continueremo a confrontare due cose diametralmente opposte come champagne e franciacorta,come se l’uno fosse il fratello stupido dell’altro,sarà sempre così.Sono due vini che in comune hanno “il metodo”,ma macroscopicamente diversi,perchè la terra è diversa.Quindi due terre diverse che producono vini diversi.Un pò come il pinot nero citato sopra ed un borgogna.
    Un forte abbraccio a te grande Diabolik

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