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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Notizia: anche i Pieropan si danno al rosso (per ora al rosé)

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Segnatevi questa notizia, anche dei supremi bianchisti come i Pieropan, alias Soave classico Calvarino e La Rocca e Recioto di Soave da leggenda, stanno arrivando al rosso.
Lo faranno, ufficializzando il tutto con una presentazione settembrina in quel di Tregnano, producendo Valpolicella (e Amarone credo) da vigneti posti nella zona est o cosiddetta “zona allargata”.
Nell’attesa, per “farsi la mano” con le uve della Valpolicella, loro abituati al cimento con la Garganega, hanno pensato bene di arrivare al rosso a gradi passando per il rosé, un rosé molto particolare, visto che si propone come uno Spumante Extradry prodotto con 100% corvina di seconda fioritura.
Così, per produrre un vino simpatico, come mi ha raccontato Andrea Pieropan, “alcol naturale e residuo zuccherino naturale cioè senza aggiunta di nulla, e visto che era dedicato ad un amico mancato due anni fa ci sembrava giusto che il vino fosse naturale e spontaneo come lui”, si sono inventati Ghes, (Dal greco “della terra” simbolo di intimo legame con la terra che lo genera), uno charmat lungo 30-40 giorni ottenuto solo da uve corvina previa macerazione di 24  a freddo in pressa, seguita da maturazione in acciaio per quattro mesi e fermentazione in autoclave.
Il vino, esaltazione della Corvina proveniente da vigneti situati in Val d’Illasi, colline di Cellore d’Illasi, posti su terreni argillosi e calcarei, ad un’altezza media di 350-500 metri con esposizione a sud, microclima ideale per esaltare profumi freschi ed eleganti, stappato a casa in una  di queste afose sere d’estate e abbinato ad una pasta tiepida con pomodoro e zucchine e ad un arrosto di filetto di maiale freddo con verdure, mi ha piacevolmente colpito e “divertito” all’assaggio.
Colore cerasuolo intenso corallo splendente, bel perlage sottile e continuo nel bicchiere, si propone con un naso di buona consistenza e compattezza su note simpaticamente selvatiche e boschive di frutti rossi di bosco, soprattutto la fragolina, e di ciliegia, anche con sfumature floreali.
La bocca è ricca, strutturata, all’insegna di una dolcezza del frutto calibrata ma sapida e nervosa, di una polpa ancora croccante che ricorda la ciliegia non ancora totalmente matura, di una bella freschezza, con acidità viva a scandire il ritmo, un finale vivace e ben articolato, una notevole piacevolezza.
Provatelo anche come aperitivo e come suggeriscono i Pieropan su “piatti di verdure crude ed in pinzimonio, un timballo di gamberi e verdure, stuzzichini con fiori di zucca, barchette di pere con crema mascarpone, riso agli scampi, filetti di baccalà in pastella”.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Ivano Antonini - EnoCentrico

    08/08/2008 at 09:13

    Il momento florido che sta’ attraversando in questi anni, il mercato delle bollicine rosate, dove abbiamo solo l’imbarazzo della scelta nel trovarle nelle sue varie sfumature di colore, di lavorazione (classica o charmat che sia…) e gradi zuccherini di diverso genere, fa’ riflettere sul fatto che siano sempre più i produttori, che si apprestino a produrne una loro versione!
    La scelta di esordire con una loro interpretazione da parte dei puristi di vini “fermi” come Pieropan, ma anche passando dallo stesso Giacosa (dove vedremo presto, anche dal Maestro, una versione colorata del suo Extra brut…), testimoniano che anche produttori affermati si spingano ad inseguire quella che, per molti, viene considerata una “moda”.
    Ma se questa, come tante altre viste in passato, sarà passeggera???

  2. Paolo Boldrini

    08/08/2008 at 11:37

    Anche il mercato del vino, come molti altri settori, è suscettibile all’andamento delle mode, spesso ciclico.
    Ne abbiamo avuti diversi esempi negli ultimi decenni, anche perché poi ci si mettono anche le notizie “scientifiche” (sponsorizzate da chi…?) a pompare un settore anziché un altro.
    Però è comprensibile che i produttori seguano anche le tendenze dei consumatori, sperimentando delle novità da aggiungere al loro listino…

  3. alessandro

    09/08/2008 at 14:51

    Interessante segnalazione, grazie.
    A quanti eurini lo si trova in enoteca?
    Alessandro

  4. Lino

    09/08/2008 at 16:22

    Un rischio che le aziende corrono, è quello di arrivare in ritardo, perchè
    quando il mercato è inflazionato,oltre alla dispersione della domanda, porta
    anche al venir meno dell’interesse dei consumatori, e così consuma la novità.

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