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Blogosfera

Invito di Angelo Gaja ai lettori di Vino al Vino e altri wine blog

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Che fenomeno Angelo Gaja, non solo sta facendo discutere l’Internet e wine blogosfera da ieri, da quando ha reso note le sue proposte sul “caso Brunello di Montalcino”, dimostrando una grinta incredibile ed una prontezza di spirito straordinaria, ma oggi rilancia e rincara addirittura la dose.
Ecco di seguito la e-mail che mi ha inviato, con una geniale proposta, rivolta ai lettori di questo e altri blog. Un’iniziativa da cogliere al volo e davanti alla quale mi tolgo anche se la proposta taglia fuori “
Franco Ziliani, giornalisti aspiranti o già in attività” tanto di cappello. In queste cose Angelo è davvero… le roi!
f.z.

Gentile signor Franco, di seguito troverà una lettera del signor Angelo Gaja indirizzata ai forumisti del suo blog. Cordialmente, Sonia Franco”

Oggetto: Appello di Angelo Gaja ai lettori dei  blog (non solamente quello di Ziliani)

“Considero un privilegio aver visto pubblicato per intero su alcuni blog il mio articolo su “il caso Brunello di Montalcino”. Penso che il privilegio che mi è stato concesso escluda la mia facoltà di replicare: sarebbe troppo, occorre pur lasciare spazio alle critiche delle quali serberò memoria. Poiché non si conoscono ancora le conclusioni della Magistratura relative all’indagine in corso a Montalcino e la vendemmia incombe, proporrei di lasciar decantare la questione e, per quei pochi che lo vorranno, riprenderla in mano domenica 18 Gennaio 2009, alle ore 10:00 presso la cantina Gaja a Barbaresco.
L’incontro mi offrirà la possibilità di rispondere alle domande che mi verranno poste e fornire i chiarimenti che mi verranno richiesti. Gradirei incontrare in particolar modo soltanto i più arrabbiati. Sui blog si rincorrono abbastanza spesso gli stessi nomi.
Mi andrebbe di incontrarne una ventina, di quelli pronti a dare battaglia su tutto: ce ne sono sicuramente di più, ma per l’incontro di 18 Gennaio 2009, il numero di 20 mi pare quello più adatto per creare una discussione proficua.
Per questioni organizzative la partecipazione andrà gentilmente comunicata, con anticipo, alla seguente e-mail: sonia.franco@gajawines.com. Non ci sarà nessuna visita alla cantina Gaja e tantomeno degustazione di vini Gaja.
Sarò lieto di offrire ai partecipanti un bicchiere di ottimo vino (di più ovviamente per chi vorrà) che provvederò a scegliere tra: Barbaresco Riserva 2004 della Cantina Produttori di Barbaresco, oppure Barolo di Beppe Rinaldi dell’annata che lui mi vorrà vendere.
Chi gradisse potrà trattenersi a colazione, i vini saranno rigorosamente gli stessi. Tale invito non è rivolto a Franco Ziliani, giornalisti aspiranti o già in attività. Si parlerà a ruota libera e sarò grato a tutti coloro che vorranno tenere l’esperienza per sé senza volerla girare sui blog”.
Angelo Gaja  Mercoledì 27 Agosto 2008

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Roberto Giuliani
12 anni fa

Bene. Non è certo il tipo che butta il sasso e poi ritrae la mano. Ma lo si riconosce per il fatto che è LUI a dettare le regole, non ultima quella di non poter parlare del futuro confronto sui rispettivi blog o siti. Ci sa fare…

Franco Ziliani
12 anni fa

caro Roberto, questo vincolo a non raccontare quello a cui si é partecipato é l’unica cosa che non mi piace di questa geniale iniziativa di Gaja. Quanto il non invitare i giornalisti mi sembra giusto che lui voglia dialogare, senza mediazioni, con i suoi potenziali clienti e con gli appassionati che leggono e animano i nostri blog. Ma un analogo incontro con noi che scriviamo perché non lo propone? Anzi, visto che ci legge e non gli sfugge niente (é il Grande Fratello del Vino Italiano), gli lancio la proposta, vediamo che dice

marco arturi
12 anni fa

Chiedo scusa, non vi sembra che Le Roy usi in questa occasione delle maniere un tantinello autoritarie?

Davvero non vi ricorda per niente il “megadirettore galattico” di Fantozzi, quello dell’acquario con i dipendenti e le poltrone in pelle umana? Andiamo, non ci credo…

marco arturi
12 anni fa

“oppure Barolo di Beppe Rinaldi dell’annata che lui mi vorrà vendere”…

Già, starò a vedere quale annata il mio amico Beppe, che ho appena informato di questa simpatica iniziativa e delle simpatiche modalità con le quali è stata comunicata alla plebe, vorrà vendergli per parlare dall’alto del suo trono di modifiche del disciplinare e dinamiche di mercato.

Vedremo poi anche se Angelo Gaja di degnerà di accettare un confronto costruttivo, pubblico e democratico con quella parte del mondo del vino italiano che non la pensa assolutamente come lui, che ama e ritiene necessario discutere e confrontarsi e che non gradisce le feste a invito perché ritiene che tutti debbano avere voce in capitolo.

vignadelmar
vignadelmar
12 anni fa

Sarò presente, senza se e senza ma !!!!!!!
Quando il Giove Tonante dell’Enologia Italiana chiama, Vignadelmar risponde !!!!!

Ciao

Franco Ziliani
12 anni fa

bravo Luciano, credere, obbedire, combattere (e partecipare)!

Stefano Tesi
Stefano Tesi
12 anni fa

Non c’è che dire, l’uomo è abile: sia dialetticamente che soprattutto nel far parlare di sè. La sua mi pare infatti – soprattutto – un’elegante, arguta, ben congegnata, fenomenale trovata pubblicitaria. Uno spot ideato in modo tale che tutti ne parlino prima ma non possano, per ovvie ragioni (mancanza di testimoni e consegna del silenzio), parlarne dopo. Tanto di cappello.
Trattandosi di un evento a tutti gli effetti e deliberatamente “privato”, è questa quindi la prima e l’ultima volta che me ne occupo.
Saluti,

Stefano Tesi

trackback

[…] Gaja fa pervenire a Franco Ziliani una lettera , prontamente pubblicata su Vino al vino, indirizzata a bloggers e forumisti. Consiglio vivamente di […]

Beniamino D'Agostino
Beniamino D'Agostino
12 anni fa

MAH!

vocativo
12 anni fa

Ho linkato su divinoscrivere la proposta. 🙂

vocativo
12 anni fa

Per risposta propongo di invitare a turno Angelo Gaja nelle case dei bloggers e forumisti, così sarà occupato per 365 giorni all’anno a conoscere i più “arrabbiati”. Comunque questi giovani arrabbiati fanno tanto “Young Angry Men”. Chissà cosa n’avrebbe pensato John Osborne 🙂

Fabrizio Favre
12 anni fa

Ma come si fa a stabilire quali sono i venti più arrabbiati?

Laura Rangoni
12 anni fa

Sono arrabbiata ma forse non abbastanza. Meno male che anni fa ho trovato la tessera da giornalista nelle patatine e… opps… non posso proprio andarci… non saprei cosa mettermi!!
Come dice Jessica Rabbit (grande filosofa del 900) “Non sono stronza… mi disegnano così…”.

patrizia
12 anni fa

Lui è sempre stato un passo avanti. Capisce bene il gioco e, quando può, cioè tutte le volte, trova un modo intelligente per parteciparvi, possibilmente lasciando intatta -se non arricchita – la sua geniale libertà. E’ “più” che primus inter pares.
A viso aperto e con la mente ben preparata, come si può non desiderare di dialogare con tale magistrale interprete della creazione del vino e del suo mito? In fondo, Angelo Gaja ha semplicemente insegnato a tutti come fare “Darmagi” non sia peccato, quindi trovo più che mai stimolante parlare di Brunello al Merlot in casa di chi ha portato il Cabernet in Piemonte.
Posso prenotarmi?

nicola
nicola
12 anni fa

Gran furbacchione il sig. Angelo Gaja, e perchè non divulgare i temi e quanto scaturito dall’incontro ? Paura forse di essere messo alle corde da qualche forumista ” arrabbiato “! ?
E perchè non offre ai convenuti i suoi vini ?
E perchè non i giornalisti ?
E perchè non i giornalai ?
E perchè ???
Mi sembra proprio che l’uomo sia un gran furbacchione, per non dirla in un modo piu’ brusco.
Nicola G.

Franco Ziliani
12 anni fa

prendono sempre più piede i sostenitori dell’illegalità legalizzata, coloro che dicono che poiché in commercio ormai ci sono parecchi “Brunello” creativi, che interpretano liberamente il disciplinare, allora occorre cambiarlo e ufficializzare una politica, assurda, di doppio registro”. L’ultimo esempio di questa mentalità che oggettivamente sostiene l’opera di furbetti e disonesti, é di un wine blogger italiano, che nel suo post sul pronunciamento di Gaja scrive tra l’altro: “Occorrerà prendere atto della realtà, ovvero che esistono due tipologie di Brunello di Montalcino vendute sotto la stessa etichetta. Quello “tradizionale”, coerente con il disciplinare, prodotto da poche aziende. Quello “moderno” (o come vi pare chiamarlo), prodotto ovunque e comunque grazie al supporto di altri vitigni”. Certo, poi scrive anche che “Questo non é Brunello di Montalcino, è una truffa commerciale ai danni dei consumatori, ma il successo economico al quale ha contribuito sotto gli occhi di tutti gli operatori è un dato di fatto, che ha avvantaggiato tutti e imbarazzato ben poche anime belle”, ma non spende una sola parola per dire che il trinomio Sangiovese – Brunello – Montalcino non si tocca, che non c’é motivo di creare Brunello di Montalcino, o semplicemente Brunello da un lato e Montalcino dall’altro come qualcuno propone, a doppia identità. Lo faccio invece io da mesi, beccandomi, ma la cosa, tanto più arrivando da lui non mi fa un baffo, dell'”anima bella”….

vocativo
12 anni fa

Comunque la gran trovata di Gaja, da vero mattatore, è quella di voler offrire vini della Cantina Produttori Barbaresco o un barolo di Rinaldi, ammesso che Beppe glie lo “vende”. C’è una abilità nel comprendere e impaniare le coscienze che non ha pari. Un sarcasmo in quella frase “dell’annata che lui mi vorrà vendere” che uno psicolinguista, diciamo anche uno à la Lacan, ci troverebbe un bel po’ di fonti di discussione.
Comunque il mega super direttore galattico fantozziano tirato in ballo da Arcuri è quanto mai azzeccato.

In tutto questo lui è il Prospero della situazione, in una gran tempesta shakespeariana provocata da lui e da lui sedata.
Complimenti allo spirito politico-imprenditoriale (e manipolatore, scusatemi, ma quanno ce vo ce vo).

Francesco Tonon
12 anni fa

Non c’è dubbio che il fatto che il nostro mattatore decida il luogo, le regole e anche l’”abbeveraggio” dell’iniziativa contiene un germe di autoritarismo e l’immagine del Fantozziano Megadirettoregenerale puo’ apparire ad alcuni.

Comunque come molti hanno detto non si tira indietro, e pare pronto a giocare la sua battaglia, quindi vuol anche dire che bisognerà prepararsi bene per questa disputa sul disciplinare che salirà certamente di tono nei prossimi mesi.

Non bisogna neanche dimenticare che non poi molto lontano da Montalcino il nostro attuale Megadirettoregenerale cavaliere dei media sta o ha già comprato una grande tenuta vitivinicola.

E’ sbagliato far cadere comunque una bella occasione di confronto aperto con Angelo Gaja. E’ una persona che vuole giocare (anche) a carte scoperte: allora si giochi!

vignadelmar
vignadelmar
12 anni fa

Manipolatore è una parola grossa, forte ed esagerata.
Ha proposto un tema di discussione facendo un’ entrata delle sue, a piedi pari direttamente sulle caviglie dell’avversario (ce lo avesse l’Inter un giocatore come Lui !!!), senza poi cercare scuse tipo “non volevo fargli male!”.
Tutto l’eno mondo italiano e forse non solo italiano ha parlato di lui. Figlio di questa discussione è un incontro con venti appassionati da lui, in cantina…..a manipolare e farsi manipolare??
Ma dai, non scherziamo.
Il Giove Tonante dell’Enologia Italiana ha dimostrato ancora una volta che l’agenda della discussione se vuole è in grado di dettarla lui, senza remore, senza paraventi, senza scudi. E’ il più grande di tutti, lo ha dimostrato ancora una volta.

Ciao

Franco Ziliani
12 anni fa

sottoscrivo quasi tutto quello che scrive vignadelmar, soprattutto “Il Giove Tonante dell’Enologia Italiana ha dimostrato ancora una volta che l’agenda della discussione se vuole è in grado di dettarla lui, senza remore, senza paraventi, senza scudi”. Non sono invece d’accordo sul finale, quando Luciano annota “E’ il più grande di tutti, lo ha dimostrato ancora una volta”. E’ geniale Angelo, unico, inimitabile, ma questo invitare i lettori dei wine blog vincolandoli al silenzio su quanto verrà detto nel corso dell’incontro non mi piace assolutamente. Proponendo questa soluzione Angelo dimostra di non aver capito lo spirito dei blog, dei wine blog, che é condivisione di notizie, dialogo, intreccio di ruoli tra chi scrive e chi commenta. Se si partecipa all’incontro con lui e poi non si può raccontarlo, allora viene a mancare un termine fondamentale del discorso e si torna ad una conversazione a senso unico, Gaja parla e gli altri ascoltano, magari limitandosi a fare qualche domanda, e non allo scambio di idee e al dialogo che é essenza del blog

Max-QM
12 anni fa

Che dire?
Da una parte una grande apertura di un grande personaggio del vino italiano ad un gruppo di appassionati per parlare e discutere di un tema molto attuale.
Dall’altra una modalità inusuale, soprattutto perchè si rivolge a persone che hanno fatto della condivisione delle informazioni proprio una loro caratteristica.

L’invito però parla di “sarò grato a tutti coloro che vorranno tenere l’esperienza per sé senza volerla girare sui blog”.
Il “vorranno” non è un “dovranno”… :-))

Comunque come esperienza personale mi farebbe piacere esserci.
Gioca in casa, ma come si suol dire, giocare fuori-casa può essere esaltante.

vignadelmar
vignadelmar
12 anni fa

Posso fornire una chiave d’interpretazione non autentica su questa richiesta di “silenzio”??
Secondo me è stata scritta per non farsi accusare di aver organizzato tutto per farsi pubblicità, perchè poi se ne parli…… invece ha ottenuto di essere attaccato proprio per aver richiesto il silenzio.
Credo invece che dall’incontro potrà scaturire una bella discussione della quale ci sarà sicuramente ampia eco nell’eno mondo.

Ciao

Renzo
Renzo
12 anni fa

Credo che per incontrare tutti i “bloggisti” in@@@@@ti ci vorrebbe una piazza bella grossa. E quante bottiglie !!!
Quella dell’ illegalità legalizzata è veramente splendida!

Danilo
Danilo
12 anni fa

Anzichè andare a casa di Gaja perchè i blogger incazzati non fanno un banchetto e vanno a Montalcino, in una bella piazza grande e magarì lì stappano i “brunelli veri” da fare assaggiare alla gente, in una bella comparativa con altri “brunelli”, quelli dei territori poco vocati e che adesso meritano non solo di continuare a chiamarsi “brunello” ma anche di “dettare le regole del disciplinare”?

A casa di Gaja a far che? Per spostare l’attenzione su qualcuno che dice che compiere il reato di frode non va bene, sì, ma solo perchè prima si doveva cambiare la legge?

Simpaticone.

vocativo
12 anni fa

Vignadelmar Luciano, secondo me Gaja dovrebbe assumerti come ufficio stampa, marketing e comunicazione 😀
detto senza polemica e con simpatia

Franco Ziliani
12 anni fa

bella proposta Danilo, mi piace molto! sarebbe un bel gesto, ma credo che larga parte dei produttori di Montalcino non gradirebbero…

Barbara
12 anni fa

Bellissima proposta Danilo, come ho scritto anch’io in risposta all’altro post di Franco, è giusto che i consumatori capiscano la differenza! Se dovesse andare in porto contate pure sulla mia partecipazione! :o)

Barbara.

patrizia
12 anni fa

Larga parte dei produttori di Montalcino non gradirebbe???? Ecco perchè la battaglia infuria sui blog invece che nelle piazze!! Il fatto è che oggi a chi produce Brunello puro e vero fa paura dirlo e ancor più difenderlo. C’è da chiedersi in nome di chi ci stiamo agitando. E’ davvero grottesco!
Ma andiamo: come si fa a considerare inevitabile il pateracchio di 2 Brunelli, uno moderno e uno “TRADIZIONALE???? Possibile che solo il compromesso sia la via di uscita?

Paolo Bernardi
Paolo Bernardi
12 anni fa

Angelo Gaja, Sua Santita’ del vino italiano, lo dico con il massimo rispetto della persona, che ha fatto tanto non solo per se stesso ma per il vino italiano e per il Piemonte (non solo con il vino ma anche con la letteratura – Le Vigne di San Lorenzo hanno aperto gli occhi al mondo sul bellezza del Nebbiolo.) e’ un grande uomo di marketing oltre che produttore. Lo dimostra anche adesso. Ma qui Sua Santita’ del vino italiano fa una proposta indecente. La comunicazione ristretta e riservata, é un conclave in cui la decisione é unipersonale (e tutti gli altri, soprattutto i giornalisti, stanno fuori a vedere se il fumo dal comignolo del caminetto a Barbaresco diventa bianco o nero). Dalla stessa proverra’ un’enciclica, ogni scritto di Gaja data la statura della persona lo é, probabilmente intitolato “De Montalcini Turpitudine atque Redentione”, che é incontestabile nei contenuti dai partecipanti, votati al silenzio catecumenico ed al voto monastico pena condanna al girone degli inferi di Pian dell’Asso (dove produttori “modernisiti” costringeranno con imbuti a far bere brunelli similsangiovesi” urlando aipoveri tapini ANCHE QUESTO L’E’ BRUNELLO). Questa e’ informazione (comunicazione ad una via) travestita da comunicazione (che presuppone un dialogo). Che senso ha? L’unico che ne avra’ un vantaggio e’ il signor Gaja che raccogliera’ maggiori informazioni sulla percezione di questi 20 “ribelli”, ma potenzialmente convertibili, che o saranno redenti o saranno inquisti et dannati. Sono con Danilo (pero’ ci serve elmetto e giubbotto antiproiettile).

paolo boffilo
paolo boffilo
12 anni fa

Se posso dire la mia…
Ho letto lo scritto di Gaja che in questi giorni dilaga su tutti i blog, invito compreso.
Non trovo negativa l’esclusione dall’incontro dei giornalisti e il voler tenere riservato il contenuto del ‘meeting’. Se facesse il contrario allora quella sarebbe pubblicita’; se proponesse i suoi vini sarebbe fuoriluogo e la visita della cantina fuorviante in base al motivo dell’incontro.
Manipolatere e’ eccessivo. Sicuramente provocatore, ma lascia pur sempre il libero arbitrio.

Paolo Boffilo

Gianni "Morgan" Usai

Signor Ziliani, concordo anch’io con le perplessità sul grado personale di arrabbiatura.
Su che cosa si baserebbe?
Io sono arrabbiato, ho anche una tessera stampa ed opero , con grande difficoltà, come comunicatore… è chiaro che se si accetta la consegna del silenzio poi bisogna rispettarla. Ma quindi, dove sarebbe la circolarità e condivisione delle notizie?
Mi ricorda molto quel film di Kluge: ” Artisti sotto la tenda circo: perplessi”…

Gianni “Morgan” Usai

Danilo
Danilo
12 anni fa

@Barbara

Ottimo !! Io e te abbiamo già raggiunto il risultato numerico di partecipazione pari al 10% di quello di Gaja, non male

Franco Ziliani
12 anni fa

Attenzione, ecco una comunicazione che mi é stata trasmessa dall’azienda Gaja relativa all’incontro di “le roi” con i lettori di wine blog e frequentatori di forum vinosi. Prenderne debitamente nota!
f.z.

Gentile signor Franco, la prego di pubblicare sul suo blog questo messaggio. Nel ringraziarla per la sua cortesia, le invio cordiali saluti. Sonia Franco Abuso ancora dello spazio e della disponibilità del signor Ziliani, per informare i forumisti e lettori di wine blog che dei 20 posti a disposizione per l’incontro con il signor Angelo Gaja in data domenica 18 gennaio 2009 p.v. ne sono già stati prenotati 11. Di seguito troverete i nominativi di coloro che hanno fatto richiesta – citati non in ordine alfabetico, ma in ordine d’arrivo:
1. GA
2. Vignadelmar
3. Coombe
4. Mamo
5. Bonfio Francesco
6. Tombolini Antonio
7. Arcari Giovanni
8. Alboreo Aceti Aldo
9. Cochetti Massimiliano
10. Patrizia – Enoteca Cremona
11. Ketto
Cordialmente
Sonia Franco
sonia.franco@gajawines.com

Franco Ziliani
12 anni fa

domanda sommessa: ma alcuni di questi personaggi compresi nell’elenco non sono in qualche modo degli “addetti ai lavori” anche se non giornalisti? Non doveva essere un incontro rivolto ai semplici appassionati? In questo elenco vedo due enotecari, un blogger editore di blog, un wine blogger e un oste…

vocativo
12 anni fa

Secondo me vignadelmar pretenderà che si stappi uno dei Sorì di Gaja 😀

marco arturi
12 anni fa

Aggiungo io: quanti “nemici” di gaja ci sono in questa lista?
N.B. sottoscrivo e aggiungo: troppo rassicurante questa selezione Angelo! Il confronto sarà molto più stimolante se almeno la metà dei partecipanti non saranno dei Gaja fan…
f.z.

Renzo
Renzo
12 anni fa

Susate ma il Sig.Gaja, grandissimo personaggio e persona molto intelligente per le Langhe e in particolar modo per Barbaresco non ha fatto molto.
Lui ha sempre lavorato per se stesso, i suoi vini potrebbero essere di qualunque altro posto del mondo e sarebbero sempre e solo i vini di Gaja.
L’ uscita dalla DOCG qualcosa vorrà significare…Tanto di cappello ma , per favore, smettiamola di dire che la Langa (Barbaresco?) ha successo per quanto ha fatto .
La Langa da Barolo è grande “anche” per il motivo che molti personaggi hanno lavorato per il “Barolo” e non solo per sè stessi…vedi i vari Conterno, Mascerello ecc.ecc.
“Forse” l’ inferiorità del Barbaresco, piccola o grande, è dovuta anche a questo…

Paolo B., TA
Paolo B., TA
12 anni fa

L’esimio dott. Gaja non voleva 20 tra i più arrabiati? Che ci fa il simpaticissimo Vignadelmar, che saluto affettuosamente, in quella lista?

marco arturi
12 anni fa

Le conventio ad excludendum.

Il “mattatore” forse un po’ troppo scaltro ma, forse proprio per questo, simpatico.

La capacità di far parlare di sè e le formidabili trovate pubblicitarie.

Un certo non intervenire mai essendo però in realtà sempre presente (Michele il cuoco che stava guardando Santoro non vi dice niente?)

L’imprenditore che “ha fatto così bene per la sua azienda, vuoi che non sappia fare lo stesso con tutto il resto del vino italiano?”

La bontà d’animo verso i “nemici” e gli “arrabbiati”, sempre però che siano inoffensivi.

L’uomo che ti pare di conoscerlo da sempre, anche se non lo hai incontrato di persona.

I giornalisti che è meglio tenerli fuori, a meno che non vengano a trovarci per raccontare quanto siamo bravi e che grande vino facciamo.

La cultura della sanatoria, del condono, dell’illegalità legalizzata (sempre e solo a favore dei più potenti, però).

“Il mercato chiede, il mercato va assecondato” ma poi della concorrenza ne facciamo un concetto molto relativo.

Vini frutto di sangiovese incrociato con merlot, cabernet, eccetera che possano chiamarsi Brunello di Montalcino, proprio come le utilitarie della Fiat con il marchio del cavallino rampante.

I “comunisti confusi” che ti ammirano.

Il culto della personalità.

L’apologia dell’uomo forte e magnanimo che avrà piacere di offrire ai partecipanti “un bicchiere di buon vino e, per chi lo desidera, anche un pranzo”…

Signor Gaja, lei non ce l’ha mica con i giudici, vero?

Francesco Tonon
12 anni fa

Brava Patrizia, non ho visto spesso il sito di un’enoteca prenderà cosi’ esplicitamente posizione come hai fatto tu sul tuo sito sul brunello.

Non credo che Angelo Gaja debba organizzare (e voglia) un consesso di umili servitori che si comprano pacchi di futures di Sori’ San Lorenzo (chapeau a chi se lo puo’ permettere…).

Gli wine blogger e anche gli enotecari arrabbiati devono essere i benvenuti ovviamente, anche perchè non ci sarebbe nemmeno gusto ad ubriacare di vino e parole solo coloro che occasionalmente si dilettano di pratiche enologiche, denominazioni e organizzazione del mercato del vino.

Paolo Bernardi
Paolo Bernardi
12 anni fa

Scusa Renzo, ripensandoci le do perfettamente ragione.

Beniamino D'Agostino
Beniamino D'Agostino
12 anni fa

Meno male che Al Capone non produce grandi vini in Piemonte perchè in quel caso vignadelmar avrebbe detto che è il più grande di tutti…….;-))

Barbara
12 anni fa

@Danilo: la tua è un’idea splendida ma credo poco attuabile perchè per
organizzare un meeting servono soldi e per gli spostamenti di regione in
regione anche…Mi chiedo in quanti giornalisti, operatori del settore,
enotecari e ristoratori sarebbero disposti a spendere tempo e soldi per la
“causa Brunello”? La tua idea è davvero interessante ma, temo che muoversi
per l’onestà intelettuale, lottare per le proprie idee sia di gran lunga
meno attraente che andare in pellegrinaggio da Gaja. Lì è trendy, entrare
nella rosa dei 20 prescelti fa figo e torni a casa con qualcosa da
raccontare, quel “io c’ero” che ti fa sentire VIP per un attimo nella
vita… Dire che eri in piazza a manifestare contro il cambio del
disciplinare del Brunello, che ti sei autofinanziato e magari hai
rinunciato ad un weekend con la morosa fa tanto centro sociale e ti
esclude da quel gruppetto di yesman che piace tanto ai produttori che
contano! Oltre a ciò s’aggiunge che mi tocca leggere (in un commento qui)
che un sommelier divide i Brunello sulla carta dei vini…Cosa ti devo
dire? E’ una gran tristezza!

Gianni "Morgan" Usai

La consegna del silenzio è tipica degli incontri Trilateral, Bilderberg group e Council of Foreign Relations…

Neanche il ministro Tremonti frequenta piu’ tali occasioni…

Buona bevuta e buon pranzo ( optional ) a chi andrà…

Gianni “Morgan” Usai

vignadelmar
vignadelmar
12 anni fa

Caro Arturi, scusa ma questa tua ultima non ce la faccio a farla passare sotto silenzio. Quel “comunista confuso” che penso sia rivolto a me non mi va proprio giù.
Faccio attività politica nell’estrema sinistra da 21 anni, ho fatto attività sindacale nella Fiom/CGIL per molti anni. Ho subito per questo le angherie di Padroni e Potenti in molti modi e sotto varie forme. Nella mia zona sono famoso come Oste Rosso e nella mia Osteria ho fatto campagna elettorale per Nichi Vendola alienandomi le simpatie di parte della mia clientela…..potrei continuare a lungo…. tutto questo per farmi dare del “Comunista confuso” da te ??? Ma fammi il piacere, va !!!
Bevo i vini di Gaja da 20 anni, mi piacciono molto, anzi moltissimo, sono fuori linea ? Devo abiurare? Fare autocritica?
Sono stato da Gaja già una volta in seguito ad una discussione accesa ma vera sul forum del Gambero Rosso. Gaja ci ha guidati in una degustazione dei suoi vini. Con lui ci siamo intrattenuti per molte ore parlando sul serio di vini e Langa. Enologicamente parlando è stata la più bella giornata della mia vita, una master class unica, con un personaggio unico nel panorama enologico nazionale ed internazionale. Non sarei dovuto andare? Avrei dovuto chiederti il permesso?
Ora è possibile riparlare con quest’uomo di vino e disciplinari, dovrei rinunciarvi? Perchè dovrei privarmi di questa possibilità?
Sii certo di una cosa, se dovesse palesare idee diverse dalle mie non mancherò di porgli domande o di interloquire.
Una sudditanza vera forse la dimostrate più voi che lo attaccate quasi aprioristicamente, perchè è lui con le sue radicate idee, perchè politicamente è schierato diversamente da voi anche se si parla di vino.
Io andrò e sono sicuro trascorrerò un’interessantissima giornata.
Bada bene, per andare terrò chiusa un giorno la mia Osteria e mi accollerò le spese della trasferta. Si, lo so, sono soldi spesi male, tu li spenderesti meglio. Ma che ci vuoi fare noi Comunisti confusi siamo anche coglioni.

Ciao

Franco Ziliani
12 anni fa

cara Barbara fate qualcosa voi che avete dei ruoli ufficiali nell’A.I.S. per quel giovane e confuso sommelier che confessa, senza arrossire, che “Io intanto nella mia carta dei vini i Brunelli li ho già separati…”! La sua confusione é tale che lo stiamo letteralmente perdendo…

max perbellini
12 anni fa

Non giudico l’iniziativa di Angelo Gaia, e lungi da me il voler pontificarci sopra.
Il fatto è che fà parte di quella categoria che nel mio gergo musicale chiamo “Olimpici”: ovvero gente che dopo lunga e dura gavetta è arrivata all’Olimpo del proprio settore: e una volta arrivati in vetta possono permettersi di fare ciò che vogliono, che sicuramente una vasta platea di pubblico di appassionati li seguirà sempre.
Sia chiaro che non intendo con ciò alludere al dormire sugli allori, ma solo il “Fare cio che si Vuole”: siano esse cose serie, e nel caso di A.G. i suoi vini parlano da soli, sia farsi travolgere da improvvise passioni, come il mettersi in gioco presso il popolo dei blogger.
Sarei tentato a partecipare anch’io all’incontro, ma credo che ormai la lista sia esaurita.
Max Pigiamino Perbellini

marco arturi
12 anni fa

Vignadelmar, invece di tentare di dare il via alla solita noiosa e inutile gara a chi sta più a sinistra e ce l’ha più lungo – gara che se tu non l’avessi ancora capito ci è costata carissima – prova a comprendere l’ironia altrui. “Comunisti confusi” l’ho scritto tra virgolette non a caso, era anche un modo per sdrammatizzare. Sei permaloso? Buono a sapersi, d’ora in avanti mi regolerò di conseguenza: perché, te lo dico sinceramente, non era assolutamente nelle mie intenzioni farti arrabbiare od offenderti e mi spiace che sia successo.

Però cerca anche di capire che se ostenti la bandiera rossa e il busto di Vladimir Ilic e poi vai in contraddizione elogiando le gesta di un imprenditore che promuove azioni di chiaro stampo neoliberista e populista, tanto da portare le persone (non io, caro Vignadelmar, altri) a fare del sarcasmo sulle tue idee, qualche frecciatina magari devi pure essere disposto a sopportarla. Perché ciò che Gaja sta facendo non è un giochetto congengnato per la gioia di coloro che interagiscono sui blog e sui forum. E tu questo dovresti capirlo benissimo. Se non ti costa troppo, alla prossima occasione la Fiom lasciala da parte, che qui non c’entra nulla.

Riguardo infine al fatto che io attaccherei Gaja aprioristicamente, ti invito ad andarti a rileggere ciò che ha scritto (lui, mica io). Sempre che un briciolo di senso critico ti rimanga, quando si parla di questo imprenditore che ha fatto molto per sé stesso ma non mi risulta che abbia fatto altrettanto per il territorio al quale deve molto.

vignadelmar
vignadelmar
12 anni fa

Va bene, allora è inutile continuare a discutere, preferisco smettere.
Prima dici che ti dispiace, poi alla fine ri-attacchi.

Ciao

vocativo
12 anni fa

Caro Gianni, mi tiri fuori così il Bilderberg Group e la Commissione Trilaterale? wow!
E meno male che si parla di vini e non di alta finanza 😉

Tendenza

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