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Enovarie

Spagna un grande esempio di Stato laico

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Che grandi esempi di senso dello Stato e di una giusta concezione dello Stato laico, a-confessionale (che non vuol dire ateo, ma rispettoso di tutti i credo religiosi, senza alcuna “religione di Stato” più o meno ufficiale) stanno offrendo la Spagna (che è cosa buona e giusta abbia trionfato negli ultimi Campionati europei di calcio) ed il suo governo!
L’ultima dimostrazione – e mi costa riconoscerlo da uomo che continua a considerarsi di “destra”, anche se di un’idea della Destra tutta mia che non ha nulla a che fare con le cosiddette “destre” al potere oggi in Italia – viene dalla decisione del Psoe e di conseguenza del governo di José Luis Zapatero, come leggevo ieri in questo articolo su Il Giornale, di modificare in questa legislatura la “legge organica sulla libertà religiosa” portando alla ” progressiva sparizione dei simboli e delle liturgie religiose negli atti pubblici e spazi ufficiali”.
Uno degli emendamenti del documento che il 37/o congresso dei socialisti spagnoli dovrebbe approvare oggi, precisa il quotidiano El Pais, si riferisce alla ” presenza dei crocefissi nei ministeri, nel palazzo della Zarzuela o ai funerali di Stato”.
La logica che muove gli autori dell’emendamento è che la Costituzione non deve in alcun modo fornire privilegi o “prevalenza di diritto”, alla Chiesa cattolica né può limitare in alcun modo la aconfessionalità dello stato.
Proprio quello che non succede da noi, dove pur con tutto il rispetto e la considerazione possibile per il magistero e per la persona di Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, l’ombra lunga del Vaticano continua ad allungarsi e condizionare l’autonomia di scelta e decisionale dei governanti di casa nostra, e dove praticamente tutta la classe politica, dal Berlusca a Veltroni a Rutelli a Fini, sono andati in campagna elettorale a cercare approvazione oltre Tevere, perché la “benedizione” vaticana porta voti.
Nulla contro la religione cattolica, contro i suoi credenti e praticanti, contro il crocefisso, la sua simbologia ed i suoi significati, che ognuno può interpretare in forma più o meno estensiva, ma è chiedere troppo che lo Stato italiano sia laico e aconfessionale?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Mike Tommasi

    06/07/2008 at 09:26

    Interessante. Ti ricordo comunque che gli unici stati costituzionalmente laici in Europa sono la Francia e la Turchia. All’altro estremo, tutti gli stati del Nord Europa (e la Grecia) hanno una religione di stato.

    L’Italia e la Spagna sono ambedue stati laici di fatto, ma con rimasugli di concordati anche recenti che per esempio mantengono nei due paesi l’istruzione religiosa cristiana obbligatoria.

    La Spagna socialista ha il merito di aver eliminato il quasi monopolio dell’Opus Dei nelle più alte funzioni di stato dei recenti governi di destra, e che avevano stabilito per legge che tutte le “altre” religioni erano “eretiche”.

    Mentre in Italia, destra o sinistra (e sappiammo che nei due casi non si tratta nè di vera destra nè di vera sinistra), non passa un giorno senza che il Papa dica la sua sugli affari di stato italiani, ingerenze amplificate dal megafono di tutti i media (di destra o di sinistra).

  2. vocativo

    06/07/2008 at 10:44

    Da noi il Vaticano diventa una camera di compensazione, di scambi e quasi di celaning-agency (basta ricordare gli scandali Calvi e Sindona, i loro rapporti a doppio binario con Vaticano da un lato e servizi/poteri occulti da un altro).
    L’ingerenza religiosa e politica è il prezzo da pagare per l’esercizio di occultamento e pulizia che il vaticano offre ai potenti.
    Poi è ovvio che tutto passa sotto silenzio se Scalfaro, da Presidente della Repubblica, si rifiutò di rendere noti i nominativi di politici, imprenditori, finanzieri iscritti all’Opus Dei (e tralasciamo logge massoniche, rosacrociani e illuminati per quanto riguarda queste aree di contiguità, ma questo è un altro discorso)…

  3. vocativo

    06/07/2008 at 10:46

    Detto ciò: Franco, di fatto il tuo è un bizzarro caso di credo politico. Ciò di cui non ti si può rimproverare è però l’autonomia di pensiero e un percorso affatto personale.

  4. Mike Tommasi

    06/07/2008 at 13:32

    Al di là delle ingerenze vaticane che sono solo la conferma dello stato delle cose, il problema della laicità italiana, probabilmente la meno forte dei paesi con teorica separazione di Chiesa e Stato, si manifesta soprattutto in pratiche che in paesi laici sarebbero incredibili per il XXI secolo, tra le quali:
    – giuramento obbligatoriamente sulla Bibbia e presenza del crocifisso nei tribunali
    – continuata esistenza del delitto di bestemmia
    – matrimoni cattolici che hanno automaticamente valore civile
    – insegnamento religioso nelle scuole esclusivamente cattolico
    – finanziamento delle chiese e delle grosse manifestazioni religiose dallo Stato

    Mi pare interessante la definizione di laicità nel Robert qui in Francia: “principe de séparation de la société civile et de la société religieuse, l’État n’exerçant aucun pouvoir religieux et les Églises aucun pouvoir politique”.

    Basterebbe rispettare questa definizione.

  5. Stefano

    07/07/2008 at 10:47

    “La logica che muove gli autori dell’emendamento è che la Costituzione non deve in alcun modo fornire privilegi o “prevalenza di diritto”, alla Chiesa cattolica né può limitare in alcun modo la aconfessionalità dello stato. Proprio quello che non succede da noi”. Già il termine “privilegio” è aberrante. Non vedo privilegi nella nostra Costituzione, nemmeno in quella spagnola. Vedo riconoscimenti dovuti. Questa neutralità è ipocrita, e Zapatero ne è maestro. Il Crocefisso potrebbe rappresentare pure la protestante, pure l’ortodossa. Il riferimento alla Cattolica sta ad indicare quindi una tradizione, una cultura di antico corso, che vuole essere cancellata. La questione quindi diventa ideologica, nè socialisti nè liberali, per la persona. E il cattolicesimo ha ancora molto da dire caro Franco, anche alla tua persona. http://www.avvenireonline.it/papa/Commenti/20061021.htm

  6. Stefano

    07/07/2008 at 10:54

    – matrimoni cattolici che hanno automaticamente valore civile
    – insegnamento religioso nelle scuole esclusivamente cattolico
    – finanziamento delle chiese e delle grosse manifestazioni religiose dallo Stato

    siamo noi cittadini italiani che abbiamo voluto queste cose. che diamine centra la laicità? Legge 25 marzo 1985, n. 121. Governo legittimo legittimato da noi tutti elettori. “Concordato”. “Per il bene e lo sviluppo della persona”. Soliti pruriti appena si sente parlare di finanziamento. Poi però se un prete non accoglie un immigrato, non accoglie un anziano abbandonato (perchè sai, i figli devono pure riposarsi dal lavoro e andare in vacanza), non accoglie ragazzi tolti dalle famiglie al tribunale, giù a dargli contro, a bestemmiare contro il sacerdozio, a ergersi a giudici supremi puntando il dito contro il cattolico di turno (il quale si stampi in testa la preghiera dei fedeli della liturgia di ieri -> per lo scandalo dovuto all’incoerenza evangelica).

  7. francesco

    07/07/2008 at 12:32

    e si, direi proprio che il sig ziliani è n destrorso molto interessante.
    la sua laicità è di esempio anche per molti sinistrorsi, non c’è che dire chapeau
    francesco

  8. Tommaso Farina

    08/07/2008 at 16:05

    Destrorso pure io, ma ultracattolico tradizionalista, non posso che concordare col post di Stefano.

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