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My Wine Notes

Enoriflessioni

Produttori Terlano e Andriano: collaborazione sempre più stretta tra le due cantine

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Uno può anche fare finta, come nel caso mio, e per motivi che con il vino e la viticoltura non hanno nulla a che fare, di disinteressarsi totalmente per quello che accade in Alto Adige – Süd Tirol. E come un “innamorato deluso”, dopo oltre vent’anni di frequentazioni assidue, di un feeling che sembrava inattaccabile, dire “facciano pure quello che vogliono” che io preferisco non solo non andarci più (ci manco giusto da un anno esatto, dal Simposio del Gewürztraminer del 2007 a Termeno: una volta ci salivo anche una volta al mese…) ma non occuparmi, non pensare e non scrivere di quello che accade in quella terra bellissima nonostante tutto.
Poi ti arriva una fotografia del genere, con quel panorama di Terlano colto dall’alto, dai vigneti a pergola che penso salgano verso l’adorata Meltina e come dicono a Milano el coeur se slarga e una forma sottile di nostalgia, di malinconia ,di romantica Sehnsucht immediatamente ti prende.
Non posso quindi, per l’antico amore che mi lega a Terlano, alla migliore Cantina Produttori di tutta la provincia di Bolzano e uno dei migliori produttori di vini bianchi di tutta Italia (per decenni patria di quel geniale e umile kellermeister che è stato Sebastian Stocker) non girare la notizia, che mi arriva dalla gentile Eva Ploner di Bozen, del procedere sempre più stretto della collaborazione – joint venture – sinergia, tra la Cantina di Terlano e la vicina Cantina di Andriano, che intelligentemente ha scelto di ispirarsi alla filosofia qualitativa che ha reso Terlano celeberrima nel mondo.
Il comunicato dice che “
a seguito della decisione di dicembre scorso che ha sancito la fusione tra le due cantine e il conseguente trasferimento dell’attività operativa da Andriano a Terlano, un gruppo di lavoro ha iniziato a valutare i primi dettagli dell’operazione e a pianificare il futuro cammino da percorrere insieme. Nel frattempo, si è svolta la fase di preparazione dei vigneti ed è ormai tutto pronto per la prima annata di Andriano che sarà imbottigliata a Terlano.
“Dal prossimo autunno la produzione aumenterà di 5.000 hl, perché si aggiungeranno i vini della Cantina di Andriano: l
e due marche, Terlano e Andriano, resteranno comunque in commercio separatamente anche in futuro. Fin dall’inizio si concordava sul fatto che la politica di qualità della Cantina di Terlano sarebbe stata adottata anche per i vigneti di Andriano e questo a beneficio di tutti membri”, chiarisce Rudi Kofler, enologo e responsabile tecnico per la viticoltura.
“Dopo aver visitato tutte le tenute, abbiamo preparato una serie di suggerimenti specifici per quanto riguarda la produzione nei singoli vigneti e li abbiamo prontamente trasmessi ai viticoltori. Nei vigneti, naturalmente, si presta molta attenzione al miglior abbinamento varietà/terroir e una grande importanza riveste anche la pianificazione varietale per la produzione delle diverse qualità di vino”.
Questi nuovi criteri di qualità sono stati stabiliti nel corso di una serata informativa cui hanno preso parte i vecchi e i nuovi membri. Durante l’incontro sono stati, inoltre, definiti i lavori da eseguire nei vigneti, vale a dire potatura, sfoltimento, riduzione della resa e sono state fornite direttive per la vendemmia. Il catasto viticolo di Andriano è stato aggiornato con nuovi dati concernenti la superficie netta, le varietà, l’altitudine e i nomi delle aree coltivate, mentre i sistemi di coltivazione e d’irrigazione sono stati adattati. In più alcune aree sono state ripiantate e si è provveduto a risistemare le diverse varietà.
“Tutto questo si è reso necessario per poter procedere all’esatta pianificazione della nuova produzione autunnale”, chiarisce l’enologo. “Siamo convinti della validità di questo modus operandi e delle positive sinergie che risultano dall’unione dal punto di operativo. Siamo curiosi di vedere come sarà lo sviluppo della nuova annata di Andriano” conferma Hansjörg Hafner, presidente in carica della Cantina di Andriano”.
In verità sono curioso anch’io e forse il prossimo anno, anche se dell’antico amore per l’Alto Adige, non resta più traccia – le grandi delusioni generano naturalmente indifferenza e una forma di fastidio e l’esigenza di tenersi lontano dall’oggetto dell’antica passione – mi convincerò a tornare, con tanta malinconia, in quella “terra di mele e vino” che Joseph Zoderer, grandissimo scrittore sudtirolese ha descritto in quel piccolo capolavoro che è la sua Die Walsche, L’Italiana (Mondadori editore)

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Armando Castagno

    18/07/2008 at 12:36

    …solo per correggere il tiro su una tua piccola chiosa: Sebastian Stocker non “è stato” un umile e geniale kellermeister,ma lo è ancora. Produce quantità confidenziali di spumanti metodo classico, per sè e pochi amici. Ma produce ancora nonostante sia in età abbastanza avanzata, e fossi in te, caro Franco, non perderei l’occasione di chiedergli un’intervista. Sebastian ci sente poco, ma la lingua nessuno è stato mai in grado di tagliargliela. Sarebbe bello ascoltare il suo parere su tante questioni attuali. Bello e istruttivo, per tutti noi.
    Saluti cari

  2. Franco Ziliani

    18/07/2008 at 13:07

    già fatto quattro anni fa, caro Armando “fratello nel Nebbiolo” (nonché nel vero Sangiovese), leggi – leggete qui:
    http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=9&IDNews=1335
    Mi piacerebbe tanto rivedere Stocker e tornare ad assaggiare i suoi vini sinceri e schietti. Potremmo andarci insieme Armà, che ne dici?

  3. Armando Castagno

    18/07/2008 at 17:14

    Buona, ottima idea. E complimenti per l’asso di quadri tirato fuori dalla manica! Questa intervista non me la ricordavo proprio: distratto me.

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