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My Wine Notes

Enoriflessioni

Cirò Château Casabona, un grande vino del 1956…

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Il castello non è quello della Isle of Mull, dove secondo questa notizia pubblicata ieri dal Corriere della Sera è stata rinvenuta dietro un’anta rotta di un armadio nel maniero Torosay una vecchia bottiglia di inestimabile valore di uno Champagne “Veuve Clicquot” che risale nientemeno che al 1893, una reliquia di 115 anni che si prevede venga  ora esposta nel centro visitatori della storica Maison Veuve Clicquot a Reims.
Eppure anche in questo sorprendente castelletto di stile e architettura francese che si incontra a sorpresa, isolato tra boschi e macchia mediterranea sulle colline di Casabona, borgo antico posto ad una trentina di chilometri da Cirò marina, vengono conservate e quando vengono stappate regalano mirabilie enologiche vecchissime bottiglie di vino locale. Che per comodità definiremmo Cirò, anche se all’epoca della raccolta delle uve di cui sono espressione la denominazione d’origine era ancora nella mente di Bacco…
Grazie all’amico Nicodemo Librandi, che mi ci ha portato e all’ospitalità di quell’autentico gentiluomo che è Antonio Butera Tallarico, nipote di quella straordinaria figura di ricercatore e pioniere della viticoltura e dell’enologia che è stato Giuseppe Tallarico, medico, scienziato, amico di Guglielmo Marconi, di Picasso, Stravinsky e di tanti personaggi, anche storici del secolo scorso, ho avuto la fortuna di avvistare e fotografare una serie di vecchissime annate, anche primo Novecento, di vini dell’area di Cirò e il privilegio e l’emozione di degustare, anche se aperta un paio di giorni prima, una bottiglia nientemeno che di una “grande annata” (la mia…), ovvero il 1956.
Vino affascinante, dal colore ancora vivo e splendente, pieno di energia, con tannini ben rilevati, ancora con un frutto godibile e succoso, saporito, anzi salato.
Una vera sorpresa, questo “Cirò Château Casabona”, una delle grandi rivelazioni, dei ricordi indelebili di questa mia breve ma intensa trasferta cirotana…
 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. lorenzo

    30/07/2008 at 13:55

    è vero non c’erano doc e disciplinari però si creavano cose che restano nel tempo,fuor di retorica ovviamente

  2. Giovanna

    31/07/2008 at 01:47

    …affascinante, dal colore ancora vivo e splendente, pieno di energia, con tannini ben rilevati, ancora con un frutto godibile e succoso, saporito, anzi salato… 1956… parli del vino o di te stesso?
    Annata indubbiamente riuscita: la natura è stata assolutamente prodiga in tutte le sue espressioni.

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