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Degustazioni

Un rosato vincitore assoluto di Radici 2008

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Giubilate ed esultate amanti dei vini rosati che magari, come me, state per dirigervi ovviamente di rosa vestiti, verso Moniga del Garda per la rassegna Italia in rosa, ospitata sabato 28 e domenica 29 presso Villa Bertanzi !
Il vino che ha messo d’accordo le due giurie, quella dei tecnici e quella degli appassionati (ma formate entrambe da persone competenti e capaci), il vincitore assoluto, su ben 146 vini in concorso, dell’edizione 2008 di Radici non è stato un potente rosso base Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia o Aglianico, né tantomeno un solare, avvolgente vino dolce passito, un Aleatico, un Primitivo dolce naturale o un Moscato di Trani. Chi ha sbaragliato i concorrenti, risultando non il vino che ha ottenuto i punteggi più elevati in assoluto, ma un consenso generale, è stato nientemeno che un rosato salentino prodotto da una cantina di Cutrofiano nel leccese, la Vinicola Palamà, il Metiusco 2007, già premiato con la Gran medaglia d’oro al Concorso del Vinitaly 2008.
Questo bel vino, base Negroamaro, è emerso in un lotto di 25 rosati (24 annata 2007 e uno annata 2006) che schierava all’interno nomi di assoluto valore, come il Vigna Flaminio di Agricole Vallone, primo classificato nella categoria dei rosati, Le Pozzelle di Candido, Il Five Roses Anniversario di Leone De Castris, il Pungirosa di Rivera, il Mjiere di Michele Calò, ed altri meno noti o emergenti quali il Rrubbacore di Segmento Salento, i vini di Santi Dimitri, Polvanera, Conti Zecca, Cantele, e molti altri.
Un bel segnale, anche a fronte di un’annata non eccezionale per i rosati, dove il calore estivo ha un po’ tarpato le ali al corredo e alla fragranza aromatica e li ha resi meno esplosivi e leggiadri nei profumi, che suona come un’ideale riscossa, lanciata da una delle capitali del rosato italiano, la Puglia, di una tipologia che i consumatori, italiani ed esteri, dimostrano di apprezzare sempre di più e che a tavola, soprattutto in abbinamento ai piatti sfiziosi e gustosi della cucina estiva, fa miracoli e soprattutto, come è capitato a me e ai miei compagni di degustazioni in questa bella avventura di Radici, si fa bere, copiosamente e con gioia…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. debord

    27/06/2008 at 12:47

    Concordo con la giuria, avendolo assaggiato qualche tempo fa.
    😉

  2. Giulio Cantatore

    27/06/2008 at 14:59

    Meritato secondo me come vincitore assoluto il Metiusco Rosato di Palamà,e consiglio a tutti di provare il Rosso della stessa azienda.
    Vorrei sottolineare anche la piacevolezza del Rosato 07 di Alberto Longo a Lucera.
    Forse Ziliani se tutto và bene ci vedremo molto presto nel Bresciano.

  3. luigi de liguori

    28/06/2008 at 10:17

    Ottimo, come tutti rosati salentini, ma forse troppo simile ad un “rosso giovane”; più caratteristico e più tipico mi è sembrato il “pungirosa” di Rivera…il rosato deve differenziarsi per stoffa, profumi, fragranza e non solo per …il colore.

  4. Tommaso Farina

    28/06/2008 at 15:36

    Assaggiato al Vinitaly, guarda caso assieme a debord.
    Altro sorpresa rosata piacevole fu il Contessa Staffa 2007 di Antica Enotria.

  5. vignadelmar

    29/06/2008 at 00:19

    Non era presente alla competizione, ma a me piace moltissimo, il Girofle (negroamaro in purezza) del bravissimo Severino Garofano.
    Non trascurabile è anche il fatto che abbia un rapporto tra qualità e prezzo favorevolissimo.

    Ciao

  6. Luigi Nuzzo

    29/06/2008 at 09:48

    Il gioco di equilibri che dimostra, lo rende realmente unico.
    Penso di essere stato uno dei primi ad assagiarlo, e dal quel momento non ho avuto dubbi riguardo al successo che avrebbe avuto.

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