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Enoriflessioni

E se domani, fantasticherie del risveglio su Montalcino e dintorni…

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“E se domani
io non potessi rivedere te,
mettiamo il caso
che ti sentissi stanco di me…”

Questa mattina mi sono svegliato con un ritornello nella testa, una celebre bellissima canzone di Mina del 1964, che diceva e dice: “ E se domani io non potessi rivedere te, mettiamo il caso che ti sentissi stanco di me…”.
Mi è tornata in mente provenendo da chissà quale remoto meandro della mia memoria e continua insistentemente a riproporsi, come se domani, a Montalcino, potesse accadere qualcosa di importante…
Ma cosa diavolo potrebbe accadere mai domani, in un tranquillo, si fa per dire, sabato di inizio giugno, a Montalcino, quali decisioni clamorose potrebbero essere prese e quali sostanziali novità potrebbero maturare?
Credo che qualcuno, un gruppo ristretto di persone, con compiti di responsabilità, lo sappia benissimo…
C’è solo da chiedersi se non sia troppo tardi o intempestivo, considerando che solo due giorni dopo, lunedì 9, una delegazione del Dipartimento del Tesoro statunitense sarà a Montalcino e che come ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole Zaia ”lunedì prossimo verrà da noi una delegazione Usa e presenteremo loro un piano riservato su come garantire i controlli, nel rispetto dell’autonomia dei produttori”, e se la decisione che potrebbe essere presa sia quella giusta, e le scelte fatte quelle adeguate…
In questa fase, non mi stancherò mai di ripeterlo, Montalcino ed il Brunello hanno bisogno di decisioni calibrate, di assunzioni di responsabilità precise, di chiarezza, di figure di riferimento al di sopra di ogni sospetto e dotate di autorevolezza e riconosciuto prestigio.
Di questa solare evidenza bisogna che si ricordino tutti…

E se domani
e sottolineo “se”
all’improvviso perdessi te
avrei perduto il mondo intero non solo te…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. lorenzo

    06/06/2008 at 16:59

    Il ministro Zaia si è espresso in favore del made in Italy più di una volta,il vero problema a parte le sofisticazioni è il passaggio nel mercato di prodotti a basso costo(esteri spt) che spingono il consumatore spesso a fare errate valutazioni qualità /prezzo,per il resto sono d’accordo col suo post

  2. guelfo magrini

    06/06/2008 at 17:42

    secondo me l’ha scritta Luigi Tenco.

  3. Franco Ziliani

    06/06/2008 at 17:51

    errore Guelfo: E se domani é di Giorgio Calabrese e C.A. Rossi. Coautore il Consorzio del Brunello… Le autorità americane hanno chiesto precise notizie sulle aziende indagate a partire dalla prima settimana di aprile e dal Consorzio nessuna risposta… E se domani…Ieri sera al Tg3 Toscana il ministro Zaia si é scusato per questo assurdo atteggiamento.

  4. Maurizio di Enotria

    07/06/2008 at 20:27

    Il ritornello della canzone dei 60′ E se domani. Mi fà tornare in mente un passaggio di ieri. Mario soldati qualche, tanti, anni prima nel Vino al Vino ci racconta di passaggio a Montalcino a proposito del Brunello, (lui beato ha avuto modo di incontrare solo quello “originale” nei suoi viaggi) E dice
    Paulo maiora canamus il Brunellodi Montalcino… ma è l’invenzione di un singolo… L’inventore” del Brunello portò questa grande novità: rinunziare alla miscela in voga (Chianti, Montepulciano), via il “governo”. Vinificare un solo vitigno, Sangiovese Grosso.
    Ne venne fuori un vino potentissimo e delicato insieme, che ha bisogno di attenzioni grandi e tempestive nei travasi e che esige (pena la perdita del suo ineffabile bouquet) una assoluta rinunzia a qualsiasi manipolazione. E poi almeno quattro anni di botte prima dell’imbottigliamento. Poi, distinguendosi da ogni altro vino di Toscana, il Brunello può invecchiare praticamente all’infinito, migliorando sempre…”

    E se domani fosse come ieri…

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