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Ma per il Gambero rosso è sempre e comunque Viva Banfi!

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Conoscete sicuramente, anche se come nel mio caso magari non l’avete mai visitata, la Città del Gusto a Roma (vedi), “l’unica città fondata sul sapore, è un luogo unico al mondo, progettato e realizzato dal Gambero Rosso. La Città è articolata su cinque piani interamente cablati, dove mangiare, bere ma anche studiare, partecipare ad eventi, conferenze e degustazioni, incontrarsi e discutere di cibo, vino e cultura enogastronomica”. In questo spazio articolato si organizzano numerosi eventi dedicati all’universo del wine & food e serate che richiamano, magari non proprio come riesce a fare l’A.I.S. a Roma, un folto pubblico di appassionati.
A tutti loro, a quelli che siano disposti a sborsare la considerevole cifra di 180 euro per una cena, seppure presentata come “Serata Speciale fuori cartellone”, voglio segnalare l’appuntamento con Annie Feolde, celeberrima cuoca e proprietaria, con il marito Giorgio, dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, previsto per la sera di lunedì 28 aprile, alle 20.30. Una cena che ci viene annunciata all’insegna di “Sapori rigorosamente italiani, legati spesso alla tradizione toscana”, con “piatti importanti che denotano tecnica e ricerca.
Il menu della serata propone:

Astice gratinato alle spezie con insalata di quinoa allo zenzero e crema di zucchine
Agnolotti farciti di polenta e cavolo nero con pomodorini canditi, fonduta di Parmigiano e pancetta croccante
Piccione arrosto con carciofi alla maggiorana e salsa con i suoi fegatini alla diavola
e infine, come dessert,
Arriva la primavera, gelato al pistacchio cremoso allo yogourt con biscotto al frutto della passione e macarons croccanti.
Niente male, se il programma della serata, che potete leggere qui (sito) non c’informasse che “in abbinamento ai piatti del menu potrete degustare i vini dell’Azienda”.
Quale azienda? Nientemeno che, come ci informa il logo, la Castello Banfi, azienda di Montalcino che non mi pare stia vivendo il suo momento di maggiore lustro e popolarità, visto quello che giusto da un mese, era il 21 marzo, ci raccontano le cronache…
A questo punto nasce la domanda: ma chi ha scelto i vini per l’abbinamento alla cena, griffata, targata Enoteca Pinchiorri?
Si tratta, ipotesi che appare quantomeno stravagante, lo stesso stellatissimo ristorante di Firenze, nella cui cantina leggendaria giace il meglio del meglio della produzione vinicola mondiale, oppure, come viene lecito pensare, l’organizzatore della serata, quel Gambero rosso editore che diciamo per Banfi ha da sempre un debole?
Non è forse lo stesso Gambero rosso l’editore di quel forum sul vino (leggi) all’interno del quale il co-direttore di Vini d’Italia in quota Gambero, Daniele Cernilli, rispondendo a chi gli ricordava di aver scritto anni fa un articolo intitolato “Viva Banfi”, ha affermato: “
Rivendico il fatto di avere scritto “Viva Banfi” perché penso che senza la nascita e l’affermazione internazionale della Banfi, Montalcino non sarebbe ora così conosciuta nel mondo, l’economia della zona non sarebbe così fiorente ed il Brunello sarebbe un vino conosciuto al pari del Morellino di Scansano o del Valtellina Superiore. Chi nega questo, dimostra solo di capire poco della storia del vino italiano.
Quell’articolo che lo ha colpito molto e che è dell’aprile del 2002 (non speravo che ancora se ne parlasse dopo ben sei anni, si vede che mi sottovaluto) non parlava affatto della bontà dei vini, ma dell’influenza che la Banfi ha avuto nel far conoscere Montalcino e i suoi vini, facendo un favore anche a Salvioni, che tra l’altro fa il Brunello più premiato dalla nostra guida, a Case Basse o a chi vuole lei, ne prenda uno a caso.
Il tutto garantito da un disciplinare di produzione cha va rispettato rigorosamente, come le regole del gioco. Chi non lo avesse fatto, si chiamasse anche Banfi, è giusto che sia punito. Spero vivamente che non sia così, perché se la Banfi crollasse si porterebbe appresso mezza economia di Montalcino, e questo fa parte della vita di tante persone, non solo degli estemporanei gusti di qualche romanticone”.
Io sarò anche un romanticone che si preoccupa poco, cinico e cattivo come sono “della vita di tante persone a Montalcino” e “della storia del vino italiano” capirò poco, ma quanto al presente ho gli occhi bene aperti e mantengo sufficiente lucidità per capire che qualunque cosa accada, soprattutto nel momento del bisogno, per il Gambero rosso editore è sempre Viva Banfi!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Roberto Giuliani

    23/04/2008 at 07:23

    Caro Franco,
    a parte la giusta disquisizione sul Gambero, a me sembra quantomeno assurdo proporre la cucina della Feolde, certo non uno chef qualsiasi, con i vini di Banfi, che a Montalcino ha il solo vantaggio di proporre una gamma che prevede anche vini bianchi, ma che non rappresenta comunque, a mio avviso, un livello qualitativo adeguato ad una simile occasione e ad un simile prezzo!

  2. Franco Ziliani

    23/04/2008 at 09:21

    ma dai Roberto, non capisci il nuovo che avanza! E’ come mettersi la pelliccia, ma accompagnata a delle scarpe da ginnastica, un mix elegante-casual…

  3. Pato

    23/04/2008 at 11:33

    E poi volete mettere assaggiare un Mandrielle tre bicchierato, proprio nel teatro del gusto…

  4. marzino

    23/04/2008 at 11:39

    D’accordo con voi. Però considerato che mangiare da Pinchiorri costa 225 euri se prendo il degustazione, il prezzo minimo di una portata è 90 euri e i ricarichi sui vini sono molto alti (anche e soprattutto su vini che si trovano tranquillamente anche al supermercato – vedi Tignanello), io per 180 euro ci mangerei anche abbinando acqua panna o san pellegrino (che tra l’altro penso sia un altro sponsor del gambero ; -) )

  5. vignerei ma non posso

    23/04/2008 at 12:32

    Ma lo sa sig.Ziliani che avevo fatto lo stesso pensiero, tre giorni fa, leggendo della cena? Mi sono autocensurata perchè mi son detta: “A pensar male si fa sempre presto”……

  6. Roberto Giuliani

    23/04/2008 at 12:39

    @marzino

    tenendo presente che normalmente queste cene fanno il tutto esaurito e che il numero di posti è piuttosto ampio, 180 euro ripagano ampiamente sia la Feolde che i responsabili dell’evento, e sono certo che di buoni vini se ne possono permettere parecchi. Ma farebbero un torto a Banfi…

  7. Franco Ziliani

    23/04/2008 at 12:42

    cara amica, a pensar male, in questo caso, si fa assolutamente bene. Ma come diavolo si può pensare di abbinare la cucina di Annie Feolde ai vini di Banfi? Ripeto, é come presentarsi ad un concerto alla Scala in pelliccia, ma con le ciabatte (ovviamente griffate…)

  8. consumazioneobbligatoria

    23/04/2008 at 17:18

    che io sappia, annie fèolde non è la moglie di pinchiorri.

  9. michele

    23/04/2008 at 22:53

    …….questa serata si potrebbe intitolare……lord sidius…&…darth fenner…..accompagnati dall’imperatore Banfi….prossimamente sulle vostre tavole…..”L’IMPERO COLPISCE ANCORA…!”
    comunque io preferisco….Arnolfo!!!!

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