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Chianti Classico Castellinuzza e Piuca 2006

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Beh bella gente, non dite che non penso a voi, che non vi segnalo aziende poco note o sconosciute che meritano attenzione!
Come ho già scritto, anche qui (vedi), in sede di resoconto dalle degustazione di Chianti Classico 2006 fatte una decina di giorni orsono in quel di Firenze, piccole realtà che crescono e si propongono con vini di grande piacevolezza e ottimo rapporto prezzo qualità non mancano di certo.
Tra queste, una di quelle che più mi ha colpito, innanzitutto per la stranezza del nome, che farebbe addirittura pensare ad uno di quelle coppie di comici che vanno tanto per la maggiore in televisione (tipo Ficarra e Picone), è, a Greve in Chianti, con vigneti posti in quella splendida zona che è l’areale di Lamole, l’azienda agricola Castellinuzza e Piuca, nome di due distinte frazioni della zona di Greve, una realtà che, come scritto sul sito Internet (vedi) nasce nel 1962 “dopo decenni di mezzadria, in un momento dove tutti abbandonavano le campagne” e dove il padre e lo zio del giovane Coccia che parla, “acquistarono l’azienda dove avevano lavorato da sempre”.
Nel 1985 l’azienda viene divisa fra i cinque fratelli e da allora a condurla con la famiglia è Giuliano Coccia. L’azienda, che si sviluppa su circa dieci ettari, conta su due ettari a vigneto e produce, prima annata imbottigliata il 2003, circa 90 quintali di vino Chianti classico DOCG, 40 quintali di vino IGT Toscano e 5 quintali di olio, oltre ad una piccola produzione di giaggiolo.
Un Chianti Classico, da vigneti in parte di 25 anni e altri dei primi anni Novanta posti a 500 metri d’altezza, disponibile in quantitativo ridotto, solo 5000 bottiglie, “frutto dell’esperienza di tre generazioni e della generosità dei terreni di Lamole. Le viti, coltivate sulle antiche terrazze che fanno del paesaggio un giardino, producono eccellenti uve di Sangiovese e Canaiolo” e non contemplano la presenza di altre uve.
La vinificazione avviene secondo metodi che più tradizionali non si potrebbe, tramandati di generazione in generazione da quasi cento anni, con vinificazione in acciaio, con due settimane di macerazione, quindi svinatura e affinamento nientemeno che in vasche di cemento (il vecchio caro cemento in corso di riscoperta da parte di molti!) dove riposa, prima di trascorrere altri 3-4 mesi in bottiglia prima di affrontare il mercato.
A Firenze, assaggiati senza sapere nulla dell’azienda, il Chianti Classico 2006 ed il 2005 (90% Sangiovese e 10% Canaiolo) sono piaciuti moltissimo un po’ a tutti e ci hanno dato l’idea di quel Chianti Classico spesso favoleggiato come l’araba fenice negli anni della cabernetizzazione e del barricamento spinto come il vino beverino, piacevole, vero, schiettamente e inconfondibilmente chiantigiano, da contrapporre ai noiosissimi Chianti tipo Super Tuscan, serialmente tutti uguali, prevedibili e ben scarsamente appealing che imperversavano.
Il 2006, colore
rubino brillante, naso nitido, floreale, fragrante, profumato di ciliegia e di viola, equilibrato piacevole beverino, con bella materia ricca, ottima freschezza e acidità e finale vivo, il 2005 lo stesso bel colore rubino brillante vivo, con un naso di bell’impatto, vivo, succoso, pulito, odoroso di macchia mediterranea e ciliegia, molto essenziale e sapido, con grande freschezza e finale lungo che invoglia golosamente al bere.
Non sarà un vino “da guide”, complesso e “dialettico”, vivaddio!, ma un vino vero, schietto, contadino, inconfondibilmente chiantigiano e toscano, ma fossi in voi, considerando che il vino viene via dall’azienda al prezzo (commovente) di quattro euro più Iva, che magari diventano sette nel listino prezzi presentato sul sito, non aspetterei molto prima di contattare i Coccia e aggiudicarmi un bel po’ di bottiglie di questo vino vero, che riconcilia con il Chianti e con un’idea, antica ma quantomai vera e attuale, di vino che solo in Toscana ed in Chianti, nel cuore del Chianti Classico, potrebbe nascere: evviva!

Azienda Agricola Castellinuzza e Piuca
Via Petriolo 21/a 50022 Greve in Chianti (FI)
tel+fax 055 8549033
e-mail sito Internet

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. fabiocimmino

    03/03/2008 at 07:35

    Grande Napoli !!!

    Caro Franco quando ce vo’ ce vo’…

    Fabio Cimmino

  2. rui

    03/03/2008 at 13:52

    ..se la mettiamo così allora:
    Immensa Fiorentina!!!
    un abbraccio a tutti i tifosi del calcio
    rui

  3. Dante

    09/03/2008 at 09:11

    Questa azienda ha il vantaggio di essere situata in una zona vocata come Lamole, dove il sangiovese regna da tempo, “sangiovese polveroso”.

  4. un chiantigiano

    04/04/2008 at 13:33

    …peccato che vi hanno ”proibito” di metterci anche un po’ di malvasia del chianti(come una volta)!Comunque continuate così ..e grazie ..per la passione..e per l’esempio che date agli altri! P.S.(LA MALVASIA BIANCA DEL CHIANTI ,dicevano,che dava ”grazia”al vino di Lamole).

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