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My Wine Notes

Enoriflessioni

Rosati d’Italia: intervista a Massimo Di Cintio

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E’ da poco disponibile l’edizione 2007-2008 di Rosati d’Italia (I Quaderni di Cucina & Vini, 202 pagine, 12 euro), la più completa, ricca, autorevole perlustrazione, proposta sotto forma di guida, con dettagliate schede di degustazione dedicate a qualcosa come 395 vini selezionati (74 in più rispetto alla precedente edizione) e raccontati, dedicata al variopinto, multiforme, appassionante (per me quantomeno lo è) universo dei vini rosati italiani.
Curatore del libro, che è il testo di riferimento per chiunque ami questi vini che sono in grande spolvero e in crescita vertiginosa di consensi in tutto il mondo (tranne che in Italia, dove esiste ancora una forma di wine snobbery nei loro confronti) è il bravo giornalista abruzzese Massimo Di Cintio.
A Massimo, che condivide la mia “insana” passione per i rosati nel bicchiere, ho
chiesto di raccontare non solo questo eccellente prodotto editoriale, ma il proprio punto di vista sulla salute dei vini rosati italiani (la cui qualità è in costante ascesa) e su come il mondo del vino italiano, produttori, ristoratori, enotecari, giornalisti, sommelier, ma soprattutto consumatori, guardano a questa particolare tipologia sinonimo di piacevolezza, in un’ampia intervista pubblicata nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S. (leggi qui).
Beh, buona lettura, perché le cose che il collega dice credo siano davvero molto interessanti.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. armel

    13/02/2008 at 15:31

    Sono felice di constatare che il rosato italiano è difeso da Lei. Durante le mie ricerche, faccio abbastanza fatica a trovare rosato italiano, e per aprire un’enoteca in Francia, dove il rosato va molto di moda appena arriva il caldo, non posso fare senza quel colore.

    Avrebbe consigli da farmi sui rosati da proporre ?

  2. Franco Ziliani

    13/02/2008 at 15:38

    Armel ça sera un grand plaisir pour moi vous signaler des bons rosé d’Italie. C’est pas Tavel, que j’adore, mais c’est pas difficile à trouver. Pensate che proprio ieri mattina, a Londra, proponevo al direttore di un grande e importante giornale, di cui sono collaboratore, un bel servizio estivo sui rosati italiani… Intrecciamo le dita, mi piacerebbe tantissimo essere ambassadeur of best Italian rosé wines in UK…

  3. Carmine Capacchione

    13/02/2008 at 16:18

    L’aglianico sta dando ottimi risultati in rosa: Rogito della Cantina del Notaio da te sempre lodato ma anche il Denazzano di Luigi Maffini mi sembra degno di menzione.

  4. armel

    14/02/2008 at 15:18

    Forse cercando nel vostro blog, trovero qualche consiglio suggerito di qua di la… O allora, c’è forse un’altro modo per procedere ?

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