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My Wine Notes

Indignazioni

Arriva Vespa ed il Barolo “mette la minigonna”

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Ovvero storie di ordinario malgiornalismo
Considerato che chi scrive queste cose è Bruno Vespa, un nome, un (brutto) programma, non ci sarebbe da stupirsi o da scandalizzarsi nel leggere, nella rubrica Storie di vino che cambiano i direttori ma Vespa inopinatamente continua a gestire su Panorama, un articolo che, basterebbe il titolo – Il Barolo mette la minigonna. (tutte le varianti del gusto nella collezione Boroli) – dimostra quale stile e quale cultura del vino abbia il conduttore-padrone di Porta a Porta.
Già scrivere che il Barolo “a un certo punto si é messo la minigonna”, con una singolare coincidenza con l’altrettanto geniale trovata (leggi: qui, qui e qui) di definire”sexy” il Re dei Vini, è una di quelle “pensate” che bastano e avanzano, quando ce le si trovi di fronte, a far voltare pagina e mandare articolista e rivista a quel paese.
Poiché i lettori di Vino al Vino sono a stragrande maggioranza dei raffinati e non esitano anche di fronte all’orrore, quando l’esame di questo costituisca un valido motivo per una “enoriflessione”, voglio regalare loro alcuni scampoli della prosa vespiana, perché si facciano un’idea di a quali mani la Grande Stampa Istituzionale affidi, in un perfetto clima da regime, con il giornalista di regime per antomasia, amico del potere qualsiasi colore o connotazione politica questo potere abbia, il discorso sul vino su un newsmagazine ad ampia diffusione.
E perché, se qualcuno ancora crede che Vespa abbia qualche credenziale per scrivere e occuparsi seriamente di vino, mentre invece si occupa, come fa in televisione, dei potenti, di quei potenti, imprenditori, politici, arricchiti, finanzieri, banchieri, petrolieri ecc, che per sfizio, perché hanno dei milioni di euro da investire, si dilettano a produrre vino, si faccia un’idea, anche se non acquista Panorama, di quali siano le predilezioni ed il modus scribendi di chi non tanti anni fa affermò, senza vergognarsi, che la Dc e non gli abbonati era l’azionista di riferimento di RaiUno.
L’articolo pubblicato sul numero del 17 gennaio, comincia così: “Gli appassionati di Barolo potranno sfiziarsi spaziando nella collezione che Silvano Boroli sta mettendo insieme da un decennio. Con il piglio dell’imprenditore di successo in altri campi, che punta a non essere secondo nemmeno in quello vinicolo. Il Barolo, fermo per decenni a custodire la tradizione come le guardie del Pantheon, a un certo punto si é messo la minigonna. Boroli, che non vuole trascurare alcuna nicchia, ha giocato le diverse opzioni”.
Un bel primo piatto, ma Vespa può fare di meglio. Ecco pertanto ammannirci, come secondo, le “tre proposte che hanno allietato la mia tavola nei primi giorni del 2008. A me, sostenitore da lungo tempo dell’innovazione anche nei mostri sacri é piaciuto molto il Cerequio (annata 2003) nella piccola e preziosa borgata che é il quartiere Parioli delle Langhe. Fin dal primo sorso mi sembrava di ballare un valzer, tale era la morbidezza di questo vino (50 euro in enoteca). Strano che i miei amici del Gambero rosso gli facciano mancare ancora i tre bicchieri. Chi ama la tradizione troverà il suo vino nel Villero (stesso prezzo), mentre chi vuole ammorbidirla con un qualche pudore sceglierà il Barolo Classico (38 Euro)”.
Davvero geniale la pensata del Cerequio presentato come “il quartiere Parioli delle Langhe”, ed il finale è in perfetta sintonia, con i doverosi, deferenti, amicali, da volemmosse bbene e da tarallucci e vino, “complimenti a Guido Boroli, giovane architetto figlio di Silvano e fratello di Achille, per la geniale ristrutturazione della cantina di Castiglione Falletto”.
Ma gliel’hanno detto al Vespa (che a questo punto non mi stupirei se scoprisse la bontà dei vini di Gianni Martini, proprio come ha fatto Maroni…) che una rubrica di vini su un settimanale a larga diffusione dovrebbe occuparsi di vignaioli seri dalle mani callose produttori di vini dai prezzi non astronomici e non solo di vini stellati, costosi e laccati, e di cantine proprietà di personaggi che potrebbero tranquillamente sfilare a Porta a Porta accanto al Mastella, al Ricucci, al Crepet e alla Marini di turno?

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Nicola

    22/01/2008 at 11:21

    vespa è la peggior cosa che passa in televisione!

  2. paolo

    22/01/2008 at 11:27

    I casi sono due: o i lettori di panorama in tema di vini sono più ignoranti di Vespa, cosa difficilissima peraltro, oppure nessuno ha mai inviato una lettera al direttore per lamentarsi, il che vuol dire che quella rubrica, autoreferenziale, non la legge nessuno e serve solo per riempire una pagina.

  3. Stefano Tesi

    22/01/2008 at 13:03

    Cari amici,
    ma per Vespa vale al cubo quanto già detto nei post precedenti sull’irrilevanza critica sia di tante rubriche televisive che di tante avventate dichiarazioni e comparsate varie da parte dei produttori. E’ il winebusiness: lontano, molto lontano dalla realtà quotidiana ma vicino, molto vicino alla mondanità e quindi realtà commerciale.
    Che lo spazio di Vespa su Panorama abbia poco o punto spessore, lo sanno benissimo all’interno della redazione. Ma Vespa è un personaggio pubblico e quello che scrive e dice ha un peso come tale, non per il suo contenuto. Il tasso di competenza richiesto è minimo, anche se Vespa fosse competentissimo. Come quando si chiede l’opinione di Afef sulle questioni sociali o alla Lecciso sulla danza classica, ciò che dicono attira perché è noto il personaggio, mica perché è esperto in materia. Non c’è dubbio però che essere citati da Vespa, Afef, De Blanc, Fiorello eccetera è un utilissimo balcone pubblicitario. E tanto basta.Allo stesso modo, una rubrica tenuta da un personaggio noto sarà seguita più di quella di qualsiasi espertissimo specialista. Rassegniamoci alla realtà, oppure rifiutiamola in blocco. In fondo, la paginetta di Vespa basta non leggerla.

  4. wawos

    22/01/2008 at 14:10

    Quali saranno le motivazioni che hanno spinto per una scelta editoriale del genere e cioè affidare a Bruno Vespa una rubrica sui vini ?(leggi … non ci bastava l’altra sua produzione?). Prosit!

  5. Pato

    22/01/2008 at 14:15

    Concordo con quanto detto da Stefano Tesi…e cioè che “una rubrica tenuta da un personaggio noto sarà seguita più di quella di qualsiasi espertissimo specialista”…ed aggiungo purtroppo!! Negli ultimi anni poi il vino è un argomento di moda nei salotti “buoni” della Tv e di certe riviste, chiunque si sente in dovere di dire la sua…anche quando la conoscenza arriva al massimo a “il rosso con la carne ed il bianco con il pesce”! Il problema è che un personaggio come Vespa affronta, con la stessa spavalderia ed inadeguatezza, sia il vino che la politica!

  6. paolo

    22/01/2008 at 14:38

    Se é per questo “qualcuno” ha anche messo sul mercato la Mini cooper versione ‘”Sassicaia 1985″, ma non credo proprio che serva a vendere di più quel vino…

  7. Pato

    22/01/2008 at 14:49

    Oltretutto come dimenticare la prova-palloncino effettuata nello studio di Porta a Porta dal nostro eroe, dopo aver ingerito mezza bottiglia di vino(che nonostante il “camouflage” si vedeva abbastanza chiaramente appartenere ad una delle cantine preferite dall’insetto, cioè fonterutoli) per dimostrare che il vino fa bene anche alla guida? Puntualmente smentito dall’etilometro!!

  8. Marco Arturi

    22/01/2008 at 15:22

    Al fine di non trascendere nell’osceno nonché di tutelare la mia fedina penale (e quella del proprietario di questo blog), mi astengo dal formulare qualsiasi commento. Tutto ciò che avrei in animo di scrivere sarebbe, oltre che imperdonabilmente volgare, da arresto immediato. Proprio come certi personaggi quando parlano di Barolo e di Langa.

  9. Danilo61

    03/02/2008 at 09:45

    Sull’ultimo numero del settimanale – lo ricevo in omaggio , non spenderei un centesimo x leggere l’insetto! – dopo la paginata di editoriale del padre e l’articolo insulso del figlio Stefano l’ennesima puntata della rubrica che tanta ansia di lettura ci stimola…..stavolta tira in ballo pure Veronelli , ho informazioni certe che s’è rivoltato nella tomba.

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