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My Wine Notes

Degustazioni

Barbaresco 2004 WFW wine tasting parte seconda

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Penso proprio di non tradire alcuna consegna del silenzio, o alcun obbligo di riservatezza nei confronti di The World of Fine Wine e dei miei colleghi degustatori, Nicolas Belfrage e Simon Larkin nel rendere note (ricevuti i conteggi complessivi dei punteggi da noi rispettivamente attribuiti ai 48 Barbaresco 2004 degustati giovedì a Londra) alcune valutazioni di carattere generale.
Non tocca a me rendere noto chi sia / siano il vincitore/vincitori del wine tasting (posso solo dire che sul gradino più alto del podio, con una media di 16,5/20 sono tre vini, seguiti da uno solo a 16,20 e da ben sette a 15,5/20) ma posso rilevare, è la matematica che lo dice, che sono stato il degustatore più generoso nelle valutazioni espresse in ventesimi.
Come ho già scritto sono difatti ben 26 i vini su 48 cui ho attribuito un punteggio da un minimo di 15 sino ad un massimo di 19/20, e 18 i vini cui ho assegnato più di 16 ventesimi, mentre solo per 11 è scattata una valutazione bocciatura inferiore agli 11/20.
I miei colleghi sono invece stati leggermente più severi. Se Nicolas Belfrage è stato sostanzialmente in linea con me, attribuendo a 27 vini valutazioni superiori ai 15/20, solo a nove ha dato punteggi da 16/20 in su, mentre tenendosi in molti casi in una zona medio bassa, ha bocciato, con punteggi inferiori agli 11/20, solo un vino su 48.
Simon Larkin ha dato valutazioni varianti da un minimo di 15 ad un massimo di 18,5 (il punteggio massimo raggiunto anche da Nick) solo ad 11 vini (contro i nostri 26-27) e solo ad 8 ha attribuito valutazioni dai 16/20 in su. Bocciature in linea con le mie, con 10 vini sotto gli 11/20, ma con punteggi ancora più bassi dei miei, arrivati sino ai 7 oppure 8 ventesimi (contro i miei 9 o 10).
Le nostre valutazioni sono poi state piuttosto divergenti (della serie quel vino piaceva a me, ma non piaceva a loro, o viceversa), in molti casi (ricordo un 10,5 per me contro un 18 – 18,5 per loro e poi un terribile 7/20 di Simon, contro un 18,5 di Nick ed un 16,5 mio, oppure un mio 10 contro un 18 di Simon, un 18 mio contro un 9 di Simon…), portando a risultati e ad una graduatoria finale che appariranno sorprendenti.
Simon é stato sicuramente più ben disposto di Nick e di me nei confronti dei vini di stampo più moderno, anche se sul Gallina della Spinetta di Giorgio Rivetti ci siamo trovati d’accordo dandogli nove ventesimi io, e addirittura sette (oh yes!) lui.
Avevo promesso di pubblicare le mie note di degustazione del Barbaresco di Gaja ed eccovi prontamente accontentati con la premessa che dei tre degustatori il più entusiasta del vino sono stato nientemeno che io (notoriamente non un Gaja fan) visto che gli assegnato ben 17,5/20 contro i 15 di Belfrage ed i soli 13,5/20 di Larkin.
Le mie note di degustazione redatte in un – very basic – English dicono: “Dark ruby violet colour. Wild tobacco, smoky notes with mineral (graphite) notes, leather, truffles, rose, aromatic herbs – a good complexity and freshness. Very supple, velvety tannins, and a vibrant, fleshy fruit, very rich and complex, with a long persistence and a well balanced and savoury finish. Still very young, but very appealing and with a very important ageing potential.  Full of character, a terroir wine”.
Il che tradotto nella nostra bella lingua sarebbe “colore rubino violaceo intenso, aromi selvatici e affumicati di tabacco, con note minerali (grafite), cuoio, tartufi, rosa, erbe aromatiche, di buona complessità e freschezza. Tannini morbidi e vellutati, un fretto carnoso e vibrante, molto ricco e complesso, con una lunga persistenza ed un finale molto equilibrato e ricco di sapore. Ancora molto giovane, ma già molto piacevole, con un ottimo potenziale d’invecchiamento. Carattere saldo, un vero vin de terroir”.
Nei prossimi giorni, datemi il tempo di lavorarci e di tradurle, le note di degustazione dei vini degustati, quantomeno di quelli, e sono parecchi, che mi sono piaciuti di più. Se non è glasnost, informazione trasparente questa….

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Briscola

    18/12/2007 at 23:11

    uhmammasantissima

    *con la premessa che dei tre degustatori il più entusiasta del vino sono stato nientemeno che io (notoriamente non un Gaja fan) visto che gli assegnato ben 17,5/20 contro i 15 di Belfrage ed i soli 13,5/20 di Larkin*

    Vuoi vedere che il Vinquisitore aveva fatto in tempo a denuclearizzarlo (vedi “Il verdetto” nella Finestra di Briscola)?

    🙂 Many Kisses!
    Briscola

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