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My Wine Notes

Mon coeur mis a nu...

Gino Veronelli, tre anni dopo…

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Bellissime e toccanti le parole che Gigi Brozzoni, direttore del Seminario Permanente Luigi Veronelli, dedica oggi a Gino nella ricorrenza del terzo anniversario della morte. Scrive Gigi: “Sono ormai tre anni e ancora non si è spenta l’emozione. Oggi ci manchi ancor di più e per questo voglio dedicarti un brindisi. Alzo il calice e ti saluto come sempre: ciao Gino. G.B.“.
Un modo splendido, asciutto e senza fronzoli, proprio com’é nello stile di Brozzoni, di ricordare il suo maestro. Che dico, il Maestro di tutti noi che facciamo questo strano mestiere di cronisti e narratori del vino.
Parole sincere le mie, dette con la stessa franchezza con la quale, negli ultimi anni della sua vita, non risparmiai critiche, anche feroci, a Gino per alcune sue scelte a mio avviso discutibili, critiche per le quali fui ripagato con pari moneta e pari franchezza da Veronelli. Perché tra uomini sinceri le “botte”, dialetticamente parlando, si prendono e si danno, perché la polemica dura fa parte del gioco…
Lascio ad altri “impossessarsi”, come qualcuno con assoluta spudoratezza ha fatto, della “eredità” veronelliana, una “eredità” che non può essere appannaggio di nessuno in particolare e che é invece di molti. E’ di chiunque abbia conosciuto e amato il Veronelli più vero, schietto e amicale, di chiunque faccia, con coscienza e caparbia e amore, questo strano mestiere, di chiunque ricerchi nel volto e nelle mani nodose di un vignaiolo la verità e la fatica del vino e pensa di trovare nel bicchiere, come per magia, quella “risposta” che é soggettiva ed é già, basta cercarla, in ognuno di noi, perché, come diceva Veronelli “il vino è un valore reale che ci dà l’irreale”.
Hai ragione Gigi, alziamo il calice e ricordiamo, oggi e sempre, Gino, il suo esempio, la sua enoica utopia…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. consumazioneobbligatoria

    29/11/2007 at 17:34

    nn ho mai conosciuto veronelli. anzi, sì. lo incontro nelle sere in cui alla compagnia dei coetanei preferisco un bicchiere schietto e i libri che ha scritto. le sue metafore e le sue pacciade. af

  2. Mario Crosta

    29/11/2007 at 19:24

    Franco, questa sincerità che hai ti fa onore e parla ai cuori di tutti quelli che hanno letto le polemiche a cui fai riferimento. Posso aggiungere un paio di commenti di Enotime in occasione della morte di Gino? Il primo e’ una vignetta di Valerio Marini http://www.enotime.it/zoom/default.aspx?id=1347 ed il secondo e’ la notizia del giorno scritta dai coniugi Penna http://www.enotime.it/notizia/default_body.aspx?ID=1720.

  3. Marco Arturi

    29/11/2007 at 20:34

    Caro Franco, alzo il calice assieme a te per ricordare il grande Gino e quella che tu chiami, giustamente, “enoica utopia”. Ma sono convinto che la scomparsa di Veronelli non abbia significato la fine di questa utopia, anzi: come ha scritto qualcuno “ecco l’importante: che ne rimanga sempre uno”…

  4. Domenico Vacca

    29/11/2007 at 22:11

    Chiunque ami veramente il vino dovrebbe aver conosciuto Veronelli o le sue idee.Io ho avuto la fortuna di conoscerlo di persona, di averci scambiato qualche lettera e sento la mancanza dei suoi scritti.
    Credo che tu caro Franco, per quel poco che ti conosco grazie al tuo blog,ne sei il suo degno erede e puoi continuare in quella utopia tanto cara a Gino.

  5. Rookie

    03/12/2007 at 17:28

    Spiace vedere così pochi commenti e testimonianze di affetto per Gino Veronelli, lui sì il vero fondatore della divulgazione enogatronomica in Italia, che ha descritto per anni con eccellenza di stile e di pensiero le tante eccellenze gastronomiche del nostro Paese.
    E’ stato un personaggio unico, che ha immensamente dato ai nostri vini, ai nostri cibi e forse soprattutto alla nostra cultura.
    Per questo lo ricordo con immensa gratitudine e con immenso rimpianto.

  6. Pingback: Veronelli in the Air « Do Bianchi

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